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POLITICA
13 novembre 2010
La veronica di B.

Precisiamolo subito : qui non si parla della Veronica Veronica, la quasi ex moglie di B., quella poveretta che disse : «Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni ecc. ecc. …» ma si parla di quella finta che nel gioco del calcio serve per superare l’avversario con una giravolta, la veronica appunto.

Silvio «deve riprendere l'iniziativa, uscire in dribbling dalla morsa, come Maradona, che nel Mondiale dell'86 partì da centrocampo, dribblò mezza Inghilterra e palla al piede arrivò in porta », è questo il consiglio che pochi fa gli ha dato il fedele Fedele e Silvio forse lo seguirà nel modo seguente :

Silvio sta per tornare da Seul e sa già cosa fare, prima parlerà con Niccolò, Angiolino e Gianni e dirà, parole testuali :

«Signori miei, ho deciso, mi gioco tutto. Basta con il teatrino della politica, basta con chi tradisce me e gli elettori, dirò che il popolo sovrano non può essere gabbato con governicchi dal fiato corto, farò un discorso come quello di Onna, mi rivolgerò a tutti,  metterò tutti di fronte alle proprie responsabilità, vedrete, comunque vada sarà un successo».

Poi in mondovisione, in viva voce ma con la faccia di un avatar perché la faccia vera è fuori controllo, farà un discorso appassionato come quello della discesa in campo ma con i toni da statista come quelli del discorso di Onna :

 

Care amiche e cari amici, care elettrici e cari elettori,

l'Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Mai come in questo momento l'Italia, che giustamente diffida di profeti e salvatori, ha bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative ed innovative, capaci di darle una mano, di far funzionare lo Stato. Questo è un momento difficile : politicanti ambiziosi vogliono un potere per il quale non hanno ricevuto il mandato dei cittadini, la classe politica italiana è travolta dai fatti e superata dai tempi, la difficoltà  di governare è causata dai troppi vincoli che vengono imposti dalla politica politicante, il rinnovamento e la modernizzazione del paese sono quasi impossibili se l’azione di chi ha ricevuto il mandato dal popolo sovrano è condizionata da fatti estranei alla politica stessa, una macchina del fango che sopravvive violando la privacy dei cittadini vuole tarpare la rivoluzione liberale con scandali montati ad arte.

Siamo riusciti ad arginare le difficoltà derivanti dalla crisi finanziaria ed economica del mondo globalizzato ma siamo schiacciati dal peso di un debito pubblico enorme che forze politiche irresponsabili hanno contribuito ad aumentare negli ultimi decenni, il Paese è incerto nel momento difficile di un rinnovamento assolutamente necessario e dobbiamo quindi porci il problema del passaggio a una nuova Repubblica.

Dobbiamo in primo luogo proporre anche ai cittadini italiani gli stessi obiettivi e gli stessi valori che hanno fin qui consentito lo sviluppo delle libertà in tutte le grandi democrazie occidentali.

Dobbiamo far leva sui valori in cui crediamo perché  noi crediamo nell'individuo, nella famiglia, nell'impresa, nella competizione, nello sviluppo, nell'efficienza, nel mercato libero e nella solidarietà, figlia della giustizia e della libertà.

Sogno, a occhi bene aperti, una società libera, di donne e di uomini, dove non ci sia la paura, dove al posto dell'invidia sociale e dell'odio di classe stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l'amore per il lavoro, la tolleranza e il rispetto per la vita.


La storia d'Italia è ad una svolta. Da cittadino,
 senza nessuna timidezza ma con la determinazione e la serenità che la vita mi ha insegnato, vi dico che è venuto il momento di farla finita con una politica di chiacchiere incomprensibili, di stupide baruffe e di politica senza mestiere. Vi dico che è possibile realizzare insieme un grande sogno: quello di un'Italia più giusta, più generosa verso chi ha bisogno più prospera e serena più moderna ed efficiente protagonista in Europa e nel mondo.
Per questo motivo faccio un appello a tutte le forze politiche responsabili per formare un Governo di Emergenza Nazionale di cui in prima persona mi faccio promotore e sostenitore.

Dobbiamo farlo tutti insieme, tutti insieme, quale che sia l’appartenenza politica, tutti insieme, per un nuovo inizio della nostra democrazia repubblicana, dove tutte le parti politiche si riconoscano nel valore più grande, la libertà, e nel suo nome si confrontino per il bene e nell’interesse di tutti.

Spero che le mie parole siano meditate da ciascuno di voi e, in particolare rivolgo un appello a tutti i moderati e a tutti i riformatori, a quelli che condividono i valori liberali e democratici e a quelli che hanno la mia stessa visione della libertà, della patria, della persona, della famiglia, dell’economia e del lavoro ma mi rivolgo chiaramente anche alle forze più responsabili dell’opposizione affinché valutino con coscienza l’opportunità di formare tutti insieme un Governo di Emergenza Nazionale anteponendo il senso di responsabilità agli interessi di parte e avendo come obiettivo il bene di tutti i cittadini.
Vi ringrazio


Ecco, se B. davvero facesse un discorso del genere mettendosi a disposizione di un Governo di Emergenza Nazionale cosa potrebbe succedere ?Si salverebbe ?

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