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POLITICA
28 aprile 2012
Grilleide 7 : Perché Grillo somiglia tanto a Berlusconi

Fra le notizie quasi sempre mirabo­lanti della politica, quella che mi ha sorpreso meno è la nascita del partito dei grillini. Ricordo il giorno ín cui Beppe Grillo ha giurato in piazza, davanti a cen­tomila fedeli del vaffa, che mai il movi­mento si sarebbe candidato alle politiche. «Non saremo mai un partito, noi vogliamo distruggerli i partiti». Mi sono voltato e ho detto agli amici: «Accidenti, Beppe farà un partito per le prossime elezioni». Da anni con Grillo mi regolo così, come con Berlusconi. Quando sfasciava i compu­ter sul palco ho capito che stava per diven­tare una star di internet. Grillo, va detto, è assai più spiritoso di Berlusconi, mediocre barzellettiere. Per il resto, i meccanismi dei due si assomigliano molto. Entrambi godono del seguito di masse di fedeli entu­siasti e inaccessibili a ogni argomento ra­ zionale, felici di credere a uno che raccon­ta baggianate. Li fa sentire meglio. Sono gli psicofarmaci della politica. Per entrambi il principio di non contraddizione non fun­ziona. Sono del resto gli unici due leader al mondo, dittatori a parte, a comparire da anni sui media senza contraddittorio.
Identico risulta anche il segreto della popolarità: offrono soluzioni semplici a problemi complessi. In caso di difficoltà, si ricorre al solito complotto. Per anni Beppe Grillo è stato il testimoniai dell'eco­nomia a idrogeno. L'auto a idrogeno, dice­va, è già pronta, ma un complotto ne im­pedisce la messa in produzione. Era vero il contrario. Petrolieri e case automobili­stiche sono state per vent'anni i principa­li sponsor della bufala chiamata idrogeno, utile a perpetuare la politica di spreco del petrolio. Che senso aveva infatti preoccu­parsi di consumare meno, se presto ci sa­rebbe stato l'idrogeno, pulito e a costo ze­ro? Poi la bufala si è rivelata tale.
Poi aveva scoperto le virtù di una palli­na colorata, la Biowashball, che «lava me­glio dei detersivi inquinanti». In effetti, la Biowashball non serve a nulla, se non ad arricchire i produttori. È un placebo del bucato. Ma chi se ne frega? Ti rispondono i grillini., Beppe è un eroe. Anche quando il paladino di internet si è opposto alla pub­blicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi, decisa da Prodi. Ma la critica a Grillo, come a Berlusconi, è inutile. Tut­ta invidia, replicano i fan. Nella prossi­ma campagna elettorale sarà una gara fra lui e Silvio a chi promette di sconfig­gere prima il cancro. Entrambi avevano a suo tempo esaltato la miracolosa cura del dottor Di Bella.

Curzio Maltese, da Venerdì di Repubblica, 13 agosto 2010

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