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POLITICA
28 aprile 2011
L'unica maniera per realizzare i propri sogni è svegliarsi /3 - La partita decisiva
« Chi è in grado di distinguere quando è il momento di dare battaglia, e quando non lo è, riuscirà vittorioso ».

Sun-Tzu, Arte della guerra

"Noi abbiamo dato la nostra disponibilità a lanciare una fase costituente con le forze che ci stanno, per aprire una crisi e proporre un governo alternativo. Ma a questo punto – aveva detto D’Alema nell’intervista del 30 gennaio concessa  a  “La Repubblica” -  se Berlusconi non prende atto dell'insostenibilità della sua posizione di premier,  l'unica soluzione è quella delle elezioni anticipate" […] Perché la situazione precipita. La crisi politico-istituzionale, l'accavallarsi delle vicende giudiziarie, la guerra tra i poteri dello Stato. Cos'altro deve succedere, per convincerci della necessità di una svolta?".

A metà febbraio Bersani commenta laconico : se Berlusconi «non fa un passo indietro bisogna che ci convinciamo chea questo punto il male minore è andare alle elezioni ».

Ancora  due settimane fa Bersani ribadisce  il concetto :  «Io non sono precluso a niente. Noto soltanto che dalla nostra proposta di un governo di transizione, le cose sono cambiate. Sono arrivati i responsabili che hanno in mano la situazione. Per questo l'ipotesi, per non stare dove stiamo, potrebbe essere soltanto quella delle elezioni anticipate che sono sempre meglio di restare in questa situazione».

«Al di là dei sondaggi  è del tutto evidente che la permanenza di Berlusconi al governo del Paese è un enorme danno. E che le elezioni sono l'unica via di uscita»  Lo ha detto giorni fa Massimo D'Alema commentando gli ultimi sondaggi che darebbero il centrosinistra in vantaggio sul il centrodestra, anche se di pochissimo.

Come si è giunti ad auspicare le elezioni anticipate senza se senza ma visto che nei mesi precedenti  in più occasioni si era ribadito di non voler tornare alle urne prima di aver riformato la legge elettorale ?

Il cambio di direzione deriva in parte dallo smacco del 14 dicembre e dall’evidente difficoltà nel produrre una crisi parlamentare in grado di scalzare il Presidente del Consiglio e dall’altra da un certo ottimismo derivante  da sondaggi che sembrano da un certo momento in poi promettere risultati positivi : "I sondaggi  -  spiega D’Alema  a metà febbraio  - dicono che se andiamo alle elezioni come centrosinistra con tre poli, noi vinciamo le elezioni. Se andiamo, come io propongo, con una larga coalizione democratica, le vinciamo largamente".

E le altre ipotesi che erano state messe in campo ?  L’ipotesi di  un’ Alleanza Costituzionale  "aperta a tutte le forze che alla svolta autoritaria di Berlusconi sono pronte a dire di no” in grado di formare un governo di transizione sembrerebbe piuttosto improbabile, mancano troppi requisiti perché un’alleanza del genere possa consolidarsi, ammesso e non concesso che possa formarsi.

Una certa plausibilità potrebbe averla forse l’ipotesi di un Governo di Salvezza e di Unità Nazionale che è stata di nuovo rimessa in primo piano dal duo Pisanu-Veltroni con la formula del “Governo di Decantazione”  ma la proposta è stata accolta con scetticismo e poi il problema di fondo di questa proposta è la sua ambiguità, non a caso essa ha tutta l’aria di essere una riverniciatura di proposte già avanzate da altri in passato, anche se con sfumature via via diverse, e persino SB, a suo modo,  se ne era appropriato quando con la lettera al Corriere del 31 gennaio scorso propose “a Bersani di agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana”. L’idea “che sia necessario un periodo di decantazione, di rasserenamento del Paese, di operosa sintonia con le attese degli italiani” è certamente condivisibile ma è vuota se non si precisa il profilo politico e programmatico di questa ipotetica fase di decantazione. Suggerire semplicemente un ampio ed esauriente confronto parlamentare e di porre mano alle emergenze in corso e di riformare la legge elettorale è del tutto vago e riporta il dibattito politico indietro di mesi. Nella proposta del duo Pisanu-Veltroni affiora poi quel retrogusto di melassa appiccicosa che tanti danni ha già fatto in passato,  nella lettera al Corriere il Presidente del Consiglio non viene nemmeno nominato, sembra di essere tornati ai tempi in cui si parlava di SB come del «principale esponente dello schieramento a noi avverso».

Insomma la linea è ancora quella ribadita da D’Alema nell’intervista pubblicata oggi da “La Repubblica” , alla domanda di Giannini "E il "governo di decantazione" proposto da veltroni e Pisanu come lo giudica? ecco la risposta di D’Alema : "È stata una proposta positiva. Ed è lodevole che il senatore Pisanu abbia condiviso la proposta di Veltroni. Ma purtroppo mi pare che le repliche siano state durissime: possiamo proporre qualunque soluzione, ma finché Berlusconi dimostrerà di non volersene andare e continuerà ad imprigionare la sua maggioranza asservendola ai suoi interessi, sarà tutto inutile. Per questo, insisto, per noi non c'è altro spazio politico se non quello di batterlo alle elezioni".

Quello che però D’Alema non dice è che le difficoltà incontrate nell’aprire una fase costituente con un governo con le forze che ci stanno  vengono semplicemente trasposte  da uno scenario all’altro senza soluzione di continuità perché da un lato SB non si dimette e anzi gioca la sua partita in modo ossessivo alzando di giorno in  giorno la posta dello scontro tra i poteri dello Stato , dall’altro lato  le forze che dovrebbero starci  tentano di fare un loro gioco nella prospettiva di consolidare la propria consistenza e diventare l’ago della bilancia di equilibri futuri, di fatto si invocano le elezioni anticipate senza aver risolto nessuno dei problemi  sui quali nei mesi precedenti si era incagliata l’iniziativa politica del partito e dell’opposizione : SB non si dimette e per il momento non sembra esserci una leva in grado forzare il quadro politico in modo tale che il Presidente del Consiglio sia costretto a fare un passo indietro, non si è consolidata l’ipotesi del Nuovo Ulivo, il nodo della leadership è rimasto irrisolto e continua ad essere fonte di diatribe, l’ipotesi della Santa Alleanza sembra essersi dissolta definitivamente dopo l’ennesimo NO di Casini , la proposta programmatica  è rimasta evanescente, ambiziosa nelle intenzioni   - “Dobbiamo dare una prospettiva di ricostruzione futura del Paese. Le macerie del berlusconismo sono enormi: regole democratiche devastate, principi di legalità calpestati, istituzioni svilite. Dobbiamo mettere in campo un progetto di rilancio dell'economia e della crescita, dopo gli ultimi dieci anni sprecati dal berlusconismo” - ma vuota nei contenuti. D’Alema sembra quasi voler far propria la “vocazione maggioritaria" di Veltroni – “Spetta a noi del Pd fare tutto questo, con una proposta che deve essere rivolta innanzi tutto ai cittadini italiani e che miri ad unire il più ampio schieramento democratico possibile. Quando si andrà a votare per il governo del Paese la nostra proposta politica mostrerà tutta la sua forza, e con essa dovranno misurarsi tutti gli altri partiti" – ma in fin dei conti il problema è sempre il solito : manca la capacità di coagulare il consenso attorno ad alcune proposte politiche e programmatiche precise e chiare.

Se a questi motivi di perplessità che riguardano la debolezza del profilo politico del PD e in generale dell’opposizione aggiungessimo altre considerazioni di ordine generale  ovvero 

1)      la crisi finanziaria è grave e soggetta a sviluppi imprevedibili come dimostrano le ricorrenti tensioni sui mercati, non è il momento per dare segnali di ulteriore incertezza

2)   anche a causa della pessima legge elettorale in vigore, le elezioni potrebbero produrre una situazione di stallo senza vinti né vincitori

3)     le elezioni sono un’opzione che lo stesso Presidente del Consiglio potrebbe prendere in considerazione se la situazione diventasse per lui ingestibile o se ritenesse necessario usare l’arma delle elezioni per uscire dall’accerchiamento a cui rischia di essere sottoposto, anzi ci sono segnali che farebbero pensare che il Presidente del Consiglio stia cercando la crisi per andare ad elezioni anticipate

4)      i sondaggi possono risultare ingannevoli e offrire aspettative irrealistiche e poi bisogna  considerare che il Presidente del Consiglio è spregiudicato,  il tipo è pronto a qualunque sparata pur di accattivarsi una manciata di voti, potrebbe rivincere.

allora potremmo dedurne che le elezioni anticipate come esito di una possibile crisi dell’attuale quadro politico non sono comunque la soluzione migliore per  neutralizzare il Presidente del Consiglio.

Per  neutralizzare il Presidente del Consiglio è necessario puntare alle sue dimissioni e determinare una situazione tale da rendere problematica anche la sua ricandidatura alle prossime elezioni. Per raggiungere l'obbiettivo è fondamentale focalizzare l'attenzione e centrare l'iniziativa politica su tutta una serie di elementi che potrebbero accellerare la crisi del quadro politico.

Come ottenere le dimissioni del Presidente del Consiglio ? Al momento sembra una missione impossibile ma ci sono alcuni varchi che sono aperti e che non vengono sfruttati a dovere dall’opposizione : il primo varco è la crescente debolezza politica del Presidente del Consiglio ormai impigliato in giochi politici sempre più azzardati  che lo rendono ricattabile e dunque incapace di gestire il quadro politico con disinvoltura, un secondo varco è costituito dal crescente calo di credibilità del Presidente del Consiglio dovuto a dichiarazioni talmente avventate da rasentare un rischio autodistruttivo, ha perso la bussola  se mai l’avesse avuta, un terzo varco è aperto sul fronte delle defezioni, chi ancora sta accanto all’appestato comincia ad avere paura di prendersi la peste. Basterebbero già questi elementi  per ipotizzare che la vicenda politica del Presidente del Consiglio potrebbe giungere al capolinea entro l’estate ma per avere la certezza di raggiungere l’obbiettivo delle dimissioni del Presidente del Consiglio al più presto, tutti coloro che hanno ancora il senso della decenza, dell’onore e della legalità devono mobilitarsi.

Solo una mobilitazione popolare permanente potrà aprire un quarto varco, quello più importante, per iniziare la partita decisiva, quella che va innanzitutto giocata sul fronte della chiarezza ovvero sulla capacità di far capire all’opinione pubblica ancora incerta e confusa i motivi per i quali il Presidente del Consiglio deve dimettersi.

Se questa prima fase della partita venisse giocata in modo efficace allora il secondo tempo della partita potrebbe essere giocato arricchendo lo schema tattico con una proposta politica in grado di accentuare la crisi politica del Presidente del Consiglio.   

Per riuscire a provocare le dimissioni del Presidente del Consiglio e determinare una situazione tale da neutralizzarlo politicamente è necessario avanzare una proposta con la quale poter sganciare il destino politico del Presidente del Consiglio da quello della legislatura, una proposta in grado di attirare consenso diffuso e in grado di spostare i rapporti di forza nel Paese e nel Parlamento e la proposta potrebbe essere quella di un "Governo del Presidente e della Costituzione" , un Governo formato da personalità di spicco e di alto profilo morale e culturale, senza il coinvolgimento diretto dei partiti politici, che avrebbe appunto il compito di terminare la legislatura traghettando il Paese verso lidi più sicuri e verso un clima politico meno avvelenato.

Se anche questo secondo tempo della partita venisse giocato in modo efficace, allora sarebbe possibile rafforzare ulteriormente l’iniziativa politica con una proposta programmatica di ampio respiro.

Questo è un passaggio essenziale, forse in assoluto il più importante, perché l'iniziativa politica non può diventare efficace se non è ancorata ad una proposta programmatica in grado di catalizzare interesse e consenso.

Se durante queste prime fasi della partita lo schema di gioco si mantenesse chiaro nella spiegazione dei motivi che rendono necessarie le dimissioni di SB,  lineare nella formulazione di una proposta politica condivisibile e di alto profilo, coerente nell'offrire un programma  politico efficace e credibile,  lo sviluppo naturale di tutto ciò non potrebbe che essere la crisi del quadro politico attuale e la determinazione di un nuovo  scenario.

(continua)

N.B.  La prima parte di questo contributo è stata pubblicata in data 21 febbraio e la seconda parte è stata pubblicata in data 22 febbraio

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permalink | inviato da torquemada58 il 28/4/2011 alle 15:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
21 aprile 2011
Ritratto di uno stupratore della democrazia : Mussoloni
"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.

Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?

Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.

Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.

Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.

Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.

In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.

Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."

Elsa Morante, 1945





Mussoloni

© Edoardo Baraldi


POLITICA
20 aprile 2011
Ho sempre votato per Berlusconi ma la prossima volta non lo farò più
Quelli che seguono sono i commenti della serie Ho sempre votato per Berlusconi ma la prossima volta non lo farò più che cerco di pubblicare sui blog di "Libero". Per il momento solo il primo commento è stato censurato, la frase "non si possono fare le orgettine con le Olgettine mentre il Paese va alla deriva" è stata tolta.  

1. Ho sempre votato per Berlusconi ma la prossima volta non lo farò più : non si possono fare le orgettine con le Olgettine mentre il Paese va alla deriva.

2. Ho sempre votato per Berlusconi ma la prossima volta non lo farò più : un Presidente del Consiglio che racconta una frottola alla Polizia non può essere affidabile.

3. Ho sempre votato per Berlusconi ma la prossima volta non lo farò più : ho letto che il Presidente del Consiglio ha prestato quasi 3 milioni a uno spacciatore condannato che poi ha portato i soldi in Svizzera mentre avrebbe dovuto pagare i debiti con il Fisco. Questa storia non mi è piaciuta.

4. Ho sempre votato per Berlusconi ma la prossima volta non lo farò più : è da 17 anni che il Presidente del Consiglio promette la "rivoluzione liberale" ma ancora non si è visto nulla e non mi fido più. Sono in molti a pensarla come me.

5. Ho sempre votato per Berlusconi ma la prossima volta non lo farò più :  il Presidente del Consiglio fa sempre delle dichiarazioni inopportune,  nei paesi civili anche le dichiarazioni inopportune possono essere motivo di dimissioni, vedi i casi di Aznar e Köhler, è una questione di civiltà e di rispetto dell'opinione pubblica.

6. Ho sempre votato per Berlusconi ma la prossima volta non lo farò più : sono stanco di tutti questi berluscones con la scatola cranica vuota che sostengono un Presidente del Consiglio che nomina ministro un tale in odore di mafia.

7. Ho sempre votato per Berlusconi ma la prossima volta non lo farò più : ormai siamo al delirio, ha ragione la Stefania Craxi, è venuto il momento di fare un passo indietro.

8. Ho sempre votato per Berlusconi ma la prossima volta non lo farò più : si è sempre circondato di incapaci che non sono stati in grado di mantenere le sue promesse. (commento del 20/04/2011 alle 15.16)









© Edoardo Baraldi

POLITICA
18 aprile 2011
Ormai straparla, lasciamolo fare, si distruggerà da solo /2
 « Ho la copia di un accordo sottoscritto a inizio legislatura tra la magistratura e il presidente della Camera. Un patto scritto in cui i pm si impegnavano a non toccare Fini se lui in cambio avesse bloccato la riforma della giustizia. Così è stato ».

Silvio Berlusconi, 13 aprile 2011

« Un giudice mi ha raccontato tutto: Fini aveva stretto un 'pactum sceleris' con i giudici. 'Voi mi proteggete e perseguite B. e finché sarò presidente della Camera non ci sarà nessuna riforma che vi dispiaccia. Finito Berlusconi faremo le riforme che vi piacciono' ».

Silvio Berlusconi, 17 aprile 2011
POLITICA
17 aprile 2011
Il lesbico
"In tutti noi c'è il 25% di omosessualità, ce l'ho anch'io, solo che dopo un attento esame ho scoperto che la mia è lesbica"




© Edoardo Baraldi

POLITICA
16 aprile 2011
Ormai straparla, lasciamolo fare, si distruggerà da solo

Il Presidente del Consiglio lo ha ammesso oggi : «Il processo europeo forse, forse, potrebbe accorciare la prescrizione di un mio processo».

Pochi giorni fa aveva ammesso di sapere che la Ruby era una prostituta : «Ho dato incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla alla prostituzione, per portarla nella direzione opposta». Siccome i soldi alla Ruby sono stati dati prima del 27 maggio 2010, questo vuol dire che quando il Presidente del Consiglio ha fatto la famosa telefonata in Questura era convinto che la nipote di Mubarak fosse una prostituta ? Ma se voleva scongiurare una crisi diplomatica con l'Egitto, perchè non è stato attivato il Ministro degli Esteri ? Perché non è stata contattata l'Ambasciata egiziana ? Forse si voleva stendere un velo pietoso su una situazione veramente imbarazzante ? Ma allora perché alla Minetti non sono state date disposizioni chiare su come gestire una situazione così delicata e la ragazza è stata abbandonata al suo destino ? La risposta è semplice ed ovvia : il Presidente del Consiglio è intervenuto solo per evitare di rimanere coinvolto in una situazione che poteva diventare immediatamente esplosiva.

Ammettendo di sapere che la Ruby era una prostituta prima della famosa telefonata, il Presidente del Consiglio ha involontariamente avvalorato le motivazioni con le quali il gip Cristina Di Censo ha deciso il suo rinvio a giudizio.

Ormai straparla, lasciamolo fare, si distruggerà da solo …





© Edoardo Baraldi
POLITICA
15 aprile 2011
La “provocazione” di Asor Rosa

La “provocazione” di Asor Rosa è un po’ incerta sia nelle premesse che nella conclusione ma coglie il punto ovvero siamo in piena emergenza democratica, con una nuova forma di fascismo alle porte. Asor Rosa parla di "un nuovo sistema populistico-autoritario" ma è neo-fascismo : l'olio di ricino ora si chiama "macchina del fango" , il Ministro della Propaganda ora si chiama Giuliano Ferrara, oggi come ieri si vorrebbero mettere all'indice i libri "comunisti", in definitiva si vorrebbe tornare ai tempi in cui l'architettura istituzionale era asservita al potere esecutivo.

Come uscirne ? La partita decisiva va giocata sul piano della chiarezza, spiegando bene quello che sta accadendo, spiegando bene in cosa consiste l'emergenza democratica.

Scrivere che “un gruppo affaristico-delinquenziale ha preso il potere [...] e può contare oggi su di una maggioranza parlamentare corrotta al punto che sarebbe disposta a votare che gli asini volano se il Capo glielo chiedesse ” non è infatti sufficiente, Asor Rosa avrebbe dovuto scrivere che la democrazia è in pericolo

1. quando un gruppo di potere fa leva sul potere esecutivo per manipolare a comodo suo il potere legislativo allo scopo di disarticolare il potere giudiziario
2. quando un gruppo di potere concentra nelle sue mani il potere esecutivo, quello legislativo, quello economico, quello finanziario e quello mediatico e attacca il potere giudiziario per ottenere l'impunità
3. quando lo stesso gruppo di potere manipola l'opinione pubblica con false promesse e menzogne plateali.

E poi Asor Rosa avrebbe dovuto aggiungere che

1. uno sbandato che mente non può fare il Presidente del Consiglio
2. un indagato per mafia non può fare il Presidente del Consiglio
3. un collezionista di processi non può fare il Presidente del Consiglio
4. la nuova maggioranza parlamentare che sostiene il Presidente del Consiglio non è legittimata dal voto popolare
5. la nuova maggioranza parlamentare che sostiene il Presidente del Consiglio è piegata agli interessi personali del Presidente del Consiglio al punto da avallare la frottola secondo la quale il Presidente del Consiglio si sarebbe interessato al caso della prostituta minorenne per evitare una crisi diplomatica con l’Egitto
6. la nuova maggioranza parlamentare che sostiene il Presidente del Consiglio è succube della deriva esistenziale del Presidente del Consiglio al punto tale da promuovere leggi criminogene

Ecco, se Asor Rosa avesse ampliato il ventaglio delle premesse, avrebbe certamente evitato di scrivere una cosa sbagliata come “la democrazia si salva, anche forzandone le regole”. No, è vero il contrario, la democrazia si salva rispettandone le regole e in questo caso la regola da rispettare è semplicissima : un Presidente del Consiglio che spergiura sulla Costituzione dopo aver spergiurato sulla testa dei propri figli non è degno di guidare il Paese, nemmeno se avesse il 99% dei voti, e quindi si deve dimettere.

POLITICA
29 marzo 2011
Gli amici dei suoi amici sono anche suoi amici ?/2
Marcello Dell'Utri nasce a Palermo l'11 settembre 1941 e Stefano Bontate nasce a Palermo il 23 aprile 1943. Chi sia Marcello Dell'Utri lo sanno ormai tutti mentre Stefano Bontate è una figura meno nota al grande pubblico ma per chi si occupa di storie di Mafia è un personaggio di primissimo piano perché all'inizio degli anni settanta è stato con Luciano Liggio e Gaetano Badalamenti uno dei capi di Cosa Nostra.

Non sono però in molti quelli che hanno fatto caso ad una singolare coincidenza : Marcello Dell'Utri e Stefano Bontate sul finire degli anni '50 hanno studiato entrambi al prestigioso Liceo Gonzaga di Palermo, scuola di gesuiti, forse hanno fatto conoscenza e amicizia nei corridoi del liceo.

Dopo pochi anni la scena cambia, siamo a Milano, primi anni '60, Marcello Dell' Utri incontra nell'androne della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale di Milano un giovane di qualche anno più grande che gli cambierà la vita, è un tale che vende gli appunti delle lezioni per mettere insieme i dané e che ha progetti ambiziosi : il nuovo amico di Marcello Dell'Utri si chiama Silvio Berlusconi.

Dopo una decina di anni siamo ancora a Milano e le cronache ci dicono che i tre , Marcello Dell'Utri, Stefano Bontate e Silvio Berlusconi si ritrovano un giorno tutti insieme, per la precisione si incontrano in un periodo compreso tra il 16 e il 29 maggio 1974, lo racconta Francesco Di Carlo, boss di Altofonte, ai sostituti procuratori di Palermo Gioacchino Natoli, Domenico Gozo e Vittorio Teresi in data 31 luglio 1996 :

"Incontrai nuovamente Marcello Dell' Utri a Milano in un' altra occasione. Ciò avvenne qualche mese dopo il primo incontro e, se mal non ricordo, eravamo alla metà degli Anni Settanta. Non appena arrivato a Milano io mi recai in via Larga presso un ufficio della disponibilità di Ugo Martello... subito dopo l' incontro in via Larga andammo a pranzare insieme io, Gaetano Cinà, Nino Grado, Mimmo Teresi e Stefano Bontate. Ricordo in particolare che il Teresi, il Bontate e il Cinà erano particolarmente eleganti e, a mia domanda, specificarono che dovevano incontrare un grosso industriale milanese, amico di Gaetano Cinà e Marcello Dell' Utri. Mi chiesero, in quella occasione, di andare con loro e io accettai di buon grado. Ci recammo quindi in un ufficio non molto distante dal centro di Milano dove ci accolse Marcello Dell' Utri...un ufficio che non so se fosse il suo...dopo circa quindici minuti, venne Silvio Berlusconi... " :

L'episodio è rievocato compiutamente negli atti del processo Dell’Utri : “Di Carlo riferisce di aver partecipato personalmente ad un incontro a Milano, in Foro Bonaparte, sede della Edilnord di Berlusconi. Incontro cui parteciparono anche Stefano Bontate, Mimmo Teresi, Marcello Dell’Utri e Gaetano Cinà. Di Carlo: Siamo entrati e a venirci incontro è stato proprio Marcello Dell’Utri, che io conoscevo. E’ una persona bassina. Ci ha salutati, una stretta di mano, con Tanino (Cinà, ex medico di Totò Riina, condannato a nove anni assieme a Dell’Utri per mafia) si è baciato, con gli altri si, con me no. Tra di loro si davano del tu. Siamo entrati in una grande stanza e c’era una scrivania. C’era qualche divano per sedersi, delle sedie. Ci siamo seduti là. Dopo un quarto d’ora è spuntato questo signore sui 30 anni, 30 e rotti anni, e ci hanno presentato il dottore Berlusconi…”. Pm: “Ricorda chi faceva le presentazioni?”. Di Carlo: “Dell’Utri, ma Berlusconi conosceva già Gaetano Cinà”. […] Dell’Utri era con un vestito blu, giacca e cravatta. Il dottore Berlusconi non era quello di adesso, senza capelli. Aveva i capelli, era un castano chiaro, aveva una camicia sotto e un maglioncino a girocollo e un jeans, un pantalone sportivo comunque. Abbiamo scherzato di questo con Bontate e Teresi dopo. Ovvero il fatto che abbiamo passato un'ora a prepararci, come le donne quando si truccano, e quello è venuto in jeans e maglioncino” . Dopo i convenevoli, si passa al tema dell’incontro. Racconta Di Carlo: “Sono andati nel discorso della garanzia perché Berlusconi era preoccupato. […] Stefano Bontate gli fece raccontare la situazione. Lui disse che aveva dei bambini, dei familiari, che non stava tranquillo, che avrebbe voluto una garanzia. Berlusconi disse: “Marcello mi ha detto che lei è una persona che può garantirmi questo ed altro”. Allora Stefano, modesto, rispose: “No, io sa… però lei può stare tranquillo, se lo dico io può stare tranquillo. Lei avrà persone molto vicine, che qualsiasi cosa chiede sarà fatta. Poi ha Marcello qua vicino e per qualsiasi cosa si rivolga a lui”. Disse che oltre a Marcello gli mandava qualcuno, una persona molto vicina a loro. Disse: “In ogni caso Marcello può garantire perché è una persona molto vicina a noialtri”. Pm: “Poi avete discusso della persona fidata da mandare a Berlusconi?”. Di Carlo “Non mi ricordo se già c’era andato Mangano. Quando ne parlammo Teresi disse: “Ma c’è già Vittorio, perché questo Vittorio è amico di Dell’Utri. Per quello che deve fare va bene Mangano, perché in Cosa Nostra non è la presenza che conta, c’è Cosa Nostra che protegge, basta che si sappia che uno è protetto da Cosa Nostra e può stare tranquillo”. Poi Bontate chiede a Berlusconi il motivo per il quale non venga ad investire in Sicilia, e il futuro premier risponde: “Ma come, con i meridionali e i siciliani (in quegli anni a Milano erano siciliani e calabresi protagonisti dei sequestri) ho problemi e debbo venire là?”. Di Carlo conclude: “Berlusconi alla fine ci ha detto che era pure a disposizione per qualsiasi cosa. E “a disposizione” non so se per i milanesi abbia un senso differente che per i siciliani – perché noialtri, quando ci dicono “a disposizione”, in Cosa Nostra, si deve essere disponibili a tutto».



http://1.bp.blogspot.com/_OLqEfmnzw88/SxIxl_J15NI/AAAAAAAAApo/5mRovD25rTk/s1600/berlusconi_gangster_espresso_26_feb_2009.jpg




POLITICA
23 marzo 2011
Quante volte il Presidente del Consiglio ha violato le norme antiriciclaggio ?
Nel corso delle indagini relative al "Rubygate", gli accertamenti bancari sul conto corrente di Berlusconi, il numero 1.29 presso la Banca del Monte dei Paschi di Siena, avrebbero evidenziato un notevolissimo movimento di denaro contante, ne riferisce il quotidiano “La Repubblica” in data 17.03.2011 :

[ …] Tuttavia, se si guarda a quanto denaro contante ogni mese muove Silvio Berlusconi si rimane stupiti. Non usa troppi bonifici, il Cavaliere. Forse non se ne fida. Nemmeno negli assegni o nelle carte di credito ha fiducia. Il Cavaliere firma al suo ragioniere, Giuseppe Spinelli, un assegno e Spinelli nello stesso giorno lo negozia con un'operazione "cambio assegni". Le cifre sono importanti e, se nel 2009 hanno raggiunto i sette milioni 675 mila euro, nel 2010 hanno superato i 12 milioni e 880 mila euro. Le tranche mensili sono molto variabili. Oltre il milione in gennaio, aprile, maggio. Vicino al milione in luglio, settembre e ottobre. Meno di ottocentomila euro in febbraio, marzo e giugno. Un modesto 344 mila euro in agosto e un'impennata a fine anno: un milione e 496 mila euro a novembre e addirittura 2 milioni e 555 mila in dicembre. Assegni per 250 mila, 300 mila euro. [ …]

Dal 31 maggio del 2010, in base alle nuove norme antiriciclaggio varate proprio dal Governo Berlusconi,  il trasferimento di denaro contante per un importo pari o superiore a 5000 Euro è vietato, se ne deve dedurre che il Presidente del Consiglio nel bimestre novembre-dicembre 2010, tanto per fare un calcolo ipotetico, dovrebbe aver fatto come minimo 810 pagamenti da 4999 Euro con un resto di 1810 Euro oppure ha speso solo i contanti prelevati in novembre facendo come minimo 299 pagamenti e si è tenuto il resto dei contanti in cassaforte oppure tutti i contanti sono ancora nella disponibilità del Presidente del Consiglio.

Se così non fosse, allora vuol dire che il Presidente del Consiglio ha violato più volte la legge e lo ha fatto di sicuro in almeno un caso, quando nel settembre 2009 ha dato 7000 Euro in contanti alla Ruby, che allora aveva 16 anni. E' proprio la Ruby che lo ha riferito : "La prima volta ho ricevuto 7000 euro".

Il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda aveva già presentato in febbraio un’ interrogazione urgente al Ministro Tremonti sulla questione in oggetto ma non saprei dire se il Ministro si è degnato di dare una risposta, rimane il fatto che il Presidente del Consiglio vìola le sue stesse leggi, non vorrei che soffrisse anche lui della stessa sindrome di cui soffre il dis-onorevole Berruti, ovvero "una preoccupante inclinazione a delinquere"


P.S. Aggiornamento del 24.03.2011 ore 8:56
Secondo quanto riferisce "La Repubblica" di oggi, dal portatile della Ruby sarebbero stati recuperati dei dati e in un  file la ragazza avrebbe scritto "La prima volta mi diede un collier e 46 mila euro".





© Edoardo Baraldi

La banda degli onesti



POLITICA
21 marzo 2011
Giuliano Ferrara e le declinazioni del verbo mentire/1
«Guardate queste foto - e Ferrara mostra in TV gli scatti pubblicati nel 2007 dal settimanale "Oggi"  nei quali si vede il Presidente del Consiglio che tiene per mano le sue ospiti nel giardino di Villa Certosa - ... Le vedete? Bene, queste foto non sono state rubate. È Berlusconi con delle ragazze in braccio che si diverte nella sua casa al mare. Ripeto, queste foto non sono rubate: sono state scattate da fotografi autorizzati e poi date ai grandi giornali popolari. Berlusconi è fatto così …».

Sono le parole pronunciate da Ferrara il giorno 17.3.11 nel corso della trasmissione TV "Qui Radio Londra" su RAI 1.

Pino Belleri, nel 2007 direttore di "Oggi", ha subito scritto a Vittorio Feltri una lettera pubblicata ieri su "Libero" nella quale sputtana completamente Ferrara ricordando a tutti che le foto in questione erano opera del mitico Zappadu, denunciato nell’occasione per violazione della privacy e per violazione di domicilio.

La morale della favola : il Presidente del Consiglio è uno sbandato e Ferrara come pretoriano non vale un fico secco ma a questo punto sorge un problema supplementare : è opportuno che la TV pubblica dia 640 euro al minuto a un tale che mente sapendo di mentire ?

P.S. Grazie Wil !




© Edoardo Baraldi

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