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POLITICA
21 febbraio 2011
L'unica maniera per realizzare i propri sogni è svegliarsi

Il post che segue nasce dall’esigenza di approfondire una discussione nata su PDnetwork : al momento si tratta di un work in progress, il tentativo è quello di inquadrare lo stato delle cose e indicare una prospettiva politica per uscire dalla crisi.

Un battaglia politica vincente non può che essere la risultante di una convergenza tra iniziativa politica e proposte programmatiche : la prima deve cogliere i caratteri del quadro politico in cui opera, le seconde devono dare all’iniziativa politica uno slancio tale da consentire il raggiungimento di obbiettivi tattici importanti, in politica si gioca per vincere, altre opzioni non sono consentite. Ma iniziativa politica e proposte programmatiche da sole non possono essere sufficienti per una battaglia politica vincente, servono anche un partito e un gruppo dirigente all’altezza della situazione.

Per sviluppare il discorso partiamo proprio da quest’ultima necessità, quella relativa al gruppo dirigente, ovvero dalla necessità di affidare  e far gestire l’iniziativa politica ad un gruppo dirigente all’altezza della situazione.  E’ ormai improcrastinabile l’esigenza di introdurre una conventio ad excludendum per  “rottamare” in via definitiva i molti personaggi  che in tutti questi anni hanno avuto le loro occasioni ma non le hanno sapute sfruttare e che tuttora condizionano in modo negativo la vita del partito e  l’elaborazione della linea politica. Sussistono delle perplessità, è inutile negarlo, anche riguardo a Bersani : una bella fetta  della discussione sul leader del centro-sinistra nasce chiaramente dalle perplessità che nel tempo si sono accumulate sulla figura di Bersani, perplessità presenti all’interno del PD, tra i commentatori politici e nell’opinione pubblica. Si potrebbe aggiungere che se si andasse alla formazione di un Nuovo Ulivo, sarebbe del tutto normale considerare il Segretario del partito più importante della coalizione come il leader naturale della coalizione ma questa considerazione, per molti commentatori e per molti motivi,  al momento non è per niente scontata.

Ora, il dubbio che a questo punto  dovremmo sciogliere è il seguente : le perplessità che riguardano Bersani sono relative alla persona nel senso che il Segretario non viene ritenuto in grado di portare avanti una linea e un programma già definiti  o comunque da definire  oppure  le perplessità che riguardano il Segretario sono soprattutto il riflesso di una linea politica traballante e di un programma evanescente ?

A suo tempo mi sono dichiarato favorevole all’ipotesi del cosiddetto  «doppio cerchio»  pur sottolineando la mancanza di un programma politico vero e proprio in grado di sostenerne lo schema tattico e in seguito, a metà gennaio, mi sono dichiarato favorevole all’ipotesi di invertire l’ordine dei fattori e di partire prima dal programma per arrivare alle alleanze proprio perché mi sembrava che con questa inversione fosse possibile colmare il vuoto programmatico purtroppo presente nello schema tattico del «doppio cerchio» . La situazione adesso però è cambiata e riguardo all’iniziativa politica, in un commento pubblicato su PDnetwork,  ho già sottolineato quelli che a mio parere sono stati i due errori tattici maturati in questi ultimi giorni ovvero l’apertura alla Lega e la richiesta di elezioni anticipate. Rivolgendomi direttamente al Segretario ho scritto che :

1.       con l'apertura di credito che hai fatto alla Lega con l'intenzione di scompaginare il fronte avverso, hai consegnato a Bossi un jolly potentissimo che lui userà invece per condizionare e pilotare SB a comodo suo. La mia opinione è che nonostante certi fremiti della base, la Lega non si staccherà da SB per molti motivi, il primo dei quali è che la Lega è interessata all'eredità politico-elettorale di SB e quindi non ha interesse a rompere con SB, ha interesse a metterlo sotto tutela : «Berlusconi si riposi, ci pensiamo noi».

2. chiedere le dimissioni di SB è sacrosanto ma chiedere le elezioni anticipate è sbagliato perché il quadro politico è troppo ingarbugliato : la peculiarità dei fattori in gioco e le incertezze del Terzo Polo tenderanno a creare una polarizzazione degli schieramenti e anche l'improbabile proposta di una Santa Alleanza non farebbe altro che ricompattare il centro-destra e rendere incerto l'esito del voto, soprattutto se SB fosse nelle condizioni di ripresentarsi ancora come leader.

Valutando complessivamente la situazione, il vero problema sembra proprio essere questo : l’iniziativa politica è continuamente traballante, insicura nelle sue configurazioni e non porta a risultati visibili. Non è visibile nemmeno il disegno di un programma agile e pragmatico. L’ipotesi della Santa Alleanza è tramontata, la formazione di un Nuovo Ulivo è in alto mare, ammesso e non concesso che sia possibile aprire sotto qualche forma una fase costituente non si vedono progetti già consolidati sui quali imbastire una discussione e/o una trattativa, anche la questione della legge elettorale che per alcuni mesi sembrava essere una sorta di cavallo di Troia per abbattere SB è finita nel dimenticatoio,  i punti di un ipotetico programma di Governo sono appena accennati e non sarebbero comunque idonei per affrontare la gravità della crisi e i nodi problematici che soffocano il sistema-Paese,  si chiedono le dimissioni di SB ma paradossalmente SB sembra aumentare le proprie capacità di resistenza,  almeno per il momento…insomma, l’impressione è che le incertezze dell’iniziativa politica e la mancanza di un programma chiaro per segnare un’identità compongano un tutt’uno con le perplessità che si riverberano sul Segretario e su tutto il gruppo dirigente. Che fare ?

(continua)
POLITICA
13 novembre 2010
La veronica di B.

Precisiamolo subito : qui non si parla della Veronica Veronica, la quasi ex moglie di B., quella poveretta che disse : «Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni ecc. ecc. …» ma si parla di quella finta che nel gioco del calcio serve per superare l’avversario con una giravolta, la veronica appunto.

Silvio «deve riprendere l'iniziativa, uscire in dribbling dalla morsa, come Maradona, che nel Mondiale dell'86 partì da centrocampo, dribblò mezza Inghilterra e palla al piede arrivò in porta », è questo il consiglio che pochi fa gli ha dato il fedele Fedele e Silvio forse lo seguirà nel modo seguente :

Silvio sta per tornare da Seul e sa già cosa fare, prima parlerà con Niccolò, Angiolino e Gianni e dirà, parole testuali :

«Signori miei, ho deciso, mi gioco tutto. Basta con il teatrino della politica, basta con chi tradisce me e gli elettori, dirò che il popolo sovrano non può essere gabbato con governicchi dal fiato corto, farò un discorso come quello di Onna, mi rivolgerò a tutti,  metterò tutti di fronte alle proprie responsabilità, vedrete, comunque vada sarà un successo».

Poi in mondovisione, in viva voce ma con la faccia di un avatar perché la faccia vera è fuori controllo, farà un discorso appassionato come quello della discesa in campo ma con i toni da statista come quelli del discorso di Onna :

 

Care amiche e cari amici, care elettrici e cari elettori,

l'Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Mai come in questo momento l'Italia, che giustamente diffida di profeti e salvatori, ha bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative ed innovative, capaci di darle una mano, di far funzionare lo Stato. Questo è un momento difficile : politicanti ambiziosi vogliono un potere per il quale non hanno ricevuto il mandato dei cittadini, la classe politica italiana è travolta dai fatti e superata dai tempi, la difficoltà  di governare è causata dai troppi vincoli che vengono imposti dalla politica politicante, il rinnovamento e la modernizzazione del paese sono quasi impossibili se l’azione di chi ha ricevuto il mandato dal popolo sovrano è condizionata da fatti estranei alla politica stessa, una macchina del fango che sopravvive violando la privacy dei cittadini vuole tarpare la rivoluzione liberale con scandali montati ad arte.

Siamo riusciti ad arginare le difficoltà derivanti dalla crisi finanziaria ed economica del mondo globalizzato ma siamo schiacciati dal peso di un debito pubblico enorme che forze politiche irresponsabili hanno contribuito ad aumentare negli ultimi decenni, il Paese è incerto nel momento difficile di un rinnovamento assolutamente necessario e dobbiamo quindi porci il problema del passaggio a una nuova Repubblica.

Dobbiamo in primo luogo proporre anche ai cittadini italiani gli stessi obiettivi e gli stessi valori che hanno fin qui consentito lo sviluppo delle libertà in tutte le grandi democrazie occidentali.

Dobbiamo far leva sui valori in cui crediamo perché  noi crediamo nell'individuo, nella famiglia, nell'impresa, nella competizione, nello sviluppo, nell'efficienza, nel mercato libero e nella solidarietà, figlia della giustizia e della libertà.

Sogno, a occhi bene aperti, una società libera, di donne e di uomini, dove non ci sia la paura, dove al posto dell'invidia sociale e dell'odio di classe stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l'amore per il lavoro, la tolleranza e il rispetto per la vita.


La storia d'Italia è ad una svolta. Da cittadino,
 senza nessuna timidezza ma con la determinazione e la serenità che la vita mi ha insegnato, vi dico che è venuto il momento di farla finita con una politica di chiacchiere incomprensibili, di stupide baruffe e di politica senza mestiere. Vi dico che è possibile realizzare insieme un grande sogno: quello di un'Italia più giusta, più generosa verso chi ha bisogno più prospera e serena più moderna ed efficiente protagonista in Europa e nel mondo.
Per questo motivo faccio un appello a tutte le forze politiche responsabili per formare un Governo di Emergenza Nazionale di cui in prima persona mi faccio promotore e sostenitore.

Dobbiamo farlo tutti insieme, tutti insieme, quale che sia l’appartenenza politica, tutti insieme, per un nuovo inizio della nostra democrazia repubblicana, dove tutte le parti politiche si riconoscano nel valore più grande, la libertà, e nel suo nome si confrontino per il bene e nell’interesse di tutti.

Spero che le mie parole siano meditate da ciascuno di voi e, in particolare rivolgo un appello a tutti i moderati e a tutti i riformatori, a quelli che condividono i valori liberali e democratici e a quelli che hanno la mia stessa visione della libertà, della patria, della persona, della famiglia, dell’economia e del lavoro ma mi rivolgo chiaramente anche alle forze più responsabili dell’opposizione affinché valutino con coscienza l’opportunità di formare tutti insieme un Governo di Emergenza Nazionale anteponendo il senso di responsabilità agli interessi di parte e avendo come obiettivo il bene di tutti i cittadini.
Vi ringrazio


Ecco, se B. davvero facesse un discorso del genere mettendosi a disposizione di un Governo di Emergenza Nazionale cosa potrebbe succedere ?Si salverebbe ?

POLITICA
9 novembre 2010
Arriva il trio Oni-Oni-Oni !
Non c'è pace tra gli ulivi ! E' appena finita la Leopolda e già si annuncia il Lingotto bis : il trio Oni-Oni-Oni (Veltroni, Fioroni, e Gentiloni) si muove, appuntamento a Torino per il 15 gennaio.
E' stato invitato il Renzi, il trio Oni-Oni-Oni proverà a sparigliare le carte ? Certo che sì. Ci sarà il solito bordello di polemiche ? Certo che sì. Chi sarà il fortunato che ne troverà giovamento ? B. o Fini ? Questo ancora non si sa.






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POLITICA
30 ottobre 2010
bingo-bongo, tuca-tuca, bunga-bunga, porta a porta
Caro Segretario,
sull'Unità online di oggi è stata pubblicata la lettera con la quale chiami a raccolta i militanti e i simpatizzanti del PD per la ormai mitica mobilitazione novembrina prevista per i giorni 13, 20 e 27.

Caro Segretario, è una lettera ben strana davvero, bruttina sotto il profilo grafico, traballante dal punto di vista dei contenuti perché ha l'aria di essere un copia e incolla delle tue formule più ricorrenti ed è enigmatica nelle 4 righe finali.

ABBIAMO BISOGNO DEL TUO APPOGGIO E DELLA TUA DISPONIBILITÀ E PER QUESTO TI INVITO A MOBILITARTI NEI FINE SETTIMANA DEL 13, 20, 27 NOVEMBRE, AD ESSERE PRESENTE NEI GAZEBO CHE SARANNO ALLESTITI IN TUTTA ITALIA NELLA GIORNATA DI SABATO 20 NEI LUOGHI DOVE HAI VOTATO PER LE PRIMARIE, RITIRARE IL MATERIALE E A DISTRIBUIRLO CASA PER CASA O FARLO CIRCOLARE NEL MODO CHE RITIENI PIÙ UTILE.

Ecco le domande che sorgono spontanee :

1.  sabato 13 che si fa se non ci sono gazebo ?
2.  il materiale da ritirare e da far circolare si ritira solo nei gazebo a partire da sabato 20 ?
3.  per il porta a porta ognuno farà per conto suo, a proprio comodo, a sua discrezione, «a sua insaputa»  ?
4.  quali saranno i temi principali sui quali sarà concentrato il focus, il 20/20/20  ?
5.  se qualcuno fa domande strane sul voto del PD contro l'abolizione del vitalizio ai parlamentari cosa si deve rispondere ?
6. se qualcuno fa domande strane sulla mozione del PD a favore della TAV cosa si risponde ? Lo vorrebbero sapere soprattutto i mobilitanti del Piemonte, non quelli della provincia di Agrigento, non so se rendo l'idea.
7. sul nucleare che si dice, si tira a sorteggio ?
8. se qualcuno fa domande strane su Renzi e la "rottamazione" che si fa ?
9. se qualcuno sull'Iphone ci fa vedere il famoso discorso di Violante, come dobbiamo reagire ?
10. e se qualcuno ci accusasse di non aver fatto e di non fare abbastanza per questo paese, cosa gli dobbiamo dire ?

Caro Segretario, se tutto fosse meno approssimativo, se la linea politica fosse più decisa e meno tentennante, se le proposte concrete fossero più chiare ed incisive, se ci fosse un progetto sul quale impegnarsi, allora la mobilitazione avrebbe un altro spessore. Facciamolo uno sforzo in più : mettiamo al centro della mobilitazione le dimissioni del Bokassa di Arcore, la difesa dei lavoratori e il futuro dei giovani, alziamo un po' la voce, sfruttiamo l'occasione anche per raccogliere le firme per una bella petizione popolare, magari per chiedere la incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità dei condannati in primo grado per reati gravi e reati contro la Pubblica Amministrazione.

Saluti
Torquemada58

P.S.  Hai fatto bene a convocare per la mobilitazione anche i 319 parlamentari che hanno diritto alla pensione dopo 5 anni, mettiamoli in prima fila, si diano da fare visto che il Parlamento è in vacanza.

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28 ottobre 2010
Art. 291 Vilipendio alla nazione italiana
Art. 291 Vilipendio alla nazione italiana

Chiunque pubblicamente vilipende la nazione italiana è punito con la reclusione da uno a tre anni.


Ecco cosa si dovrebbe proporre con la mobilitazione di novembre: dimissioni di B. per vilipendio alla nazione italiana e Commissione Parlamentare d'inchiesta sull'azione del Premier nell'esercizio delle sue funzioni

La mobilitazione potrebbe articolarsi nel modo seguente :

sabato 13 : Raccolta di firme per 2 petizioni popolari ( bastano 50 mila firme ) : Commissione Parlamentare d'inchiesta su Premier e proposta di legge per la incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità di condannati in primo grado per reati contro la Pubblica Amministrazione e altri reati gravi

sabato 20 : Giornata di mobilitazione con volantinaggi, incontri, comizi e altre iniziative pubbliche in tutte le città italiane per smascherare le bugie di B., presentare le proposte del PD e continuare la raccolta delle firme

sabato 27 : Primarie delle idee per votare i 5 temi più urgenti ed importanti da mettere all'ordine del giorno per costruire l'alternativa e continuazione della raccolta delle firme



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SCIENZA
26 ottobre 2010
Le malattie della Sinistra
Avvertenza : ulteriori studi sulle malattie della Sinistra mi hanno imposto la revisione e l'aggiornamento del post pubblicato in data 5 luglio

La sindrome di Tafazzi

Il disturbo prende il nome da un noto personaggio televisivo divenuto celebre per una gag nella quale il masochismo è il tratto principale del comportamento. Questo disturbo sembra essere molto diffuso, siamo ai limiti della pandemia : il disturbo consiste nella capacità reiterata e statisticamente rilevante di fare la mossa sbagliata nel momento sbagliato con un effetto boomerang, di pronunciare parole inappropriate con effetti ritorsivi, di promuovere azioni che hanno effetti perversi a proprio danno, nel complesso il disturbo si manifesta in una pulsione non controllabile a farsi del male. Il tafazzismo ha infatti un legame inestricabile ed evidente con una forma insistente di masochismo. In politica esiste poi una categoria specifica chiamata machiavellismo tafazzista che consiste nel cercare le soluzioni complicate ed intricate in modo da rendere più probabile la sconfitta.
La casista relativa a questo disturbo è sterminata ed è impossibile in questo contesto fornire una bibliografia, basti dire che questo disturbo è latente allo stato endemico e ancora non si è trovato un antibiotico che faccia effetto.

Il morbo del qui pro quo
Anche questo è un morbo piuttosto diffuso, pare ne soffra in particolar modo Massimo D'Alema : è il disturbo di chi sempre e comunque prende fischi per fiaschi, di chi non ne azzecca mai una, di chi sistematicamente sbaglia la mossa, di chi vuole mettere i chiodi nel muro con il cacciavite, di chi usa il trapano per fare i buchi nell'emmenthal, un disastro. Molto difficile da curare, quasi una missione impossibile.

La traslazione temporale
Si tratta di un disturbo più contenuto per diffusione e gravità, ne soffre in modo grave ancora Massimo D'Alema  : è il disturbo di crede di vedere le cose prima degli altri ed invece le vede sempre dopo. Pare che lo psicanalista che segue Massimo lo abbia avvertito  : " Stai attento perchè un giorno o l'altro potresti pensare di vedere una bicicletta ed invece è un treno in corsa che ti viene addosso ".

La sindrome del palo in frasca
Questo disturbo risulta particolarmente evidente sui blog del FQ dove militanti e simpatizzanti sfogano le proprie idee e le proprie rabbie : non c'è mai un filo logico, un ragiomento, la ricerca di un senso, si passa da un argomento all'altro di punto in bianco, si pensa ad intermittenza, tipo le luci dell'albero di Natale.

La malattia di Mao a valenza negativa
Questa malattia ha una patologia clinica piuttosto complessa nella quale sono presenti anche i disturbi elencati in precedenza, prende il nome dal famoso aforisma di Mao Tse Tung : Grande è la confusione sotto il cielo dunque tutto è stupendo. La valenza negativa deriva dal fatto che il soggetto gode nel fare casino ma distrugge la casa senza saperla ricostruire, gode nel criticare gli altri ma all'atto pratico non sa cavare un ragno dal buco.

La sindrome dell'ultimo treno
Questa sindrome è ricorrente e si manifesta con una serie di allucinazioni collegate derivanti da sensazioni di angoscia e di timore diffuso : si teme che tutto stia per precipitare e di perdere l'ultima occasione per fare la rivoluzione oppure si teme l'esatto opposto ovvero che l'ultimo treno sia andato e che non ci sia più  nulla da fare.
A questa sindrome è collegabile un disturbo periferico chiamato da alcuni specialisti sindrome del treno di Pantelleria  della cui sintomatologia mi sono occupato altrove.


Il morbo del ma-anchismo
Questo particolarissimo disturbo si manifesta nell'avversione a prendere  una posizione netta sulle questioni e nella tendenza a non decidere mai nulla. Nelle sue forme estreme il disturbo si manifesta con affermazioni del tipo «siamo per la libertà, ma anche per la schiavitù, siamo per la tolleranza ma anche per il Ku Klux Klan ecc.», nelle sue forme blande invece le affermazioni sono del tipo « competizione ma anche solidarietà, lotta all’evasione ma anche semplificazione fiscale, imprese ma anche lavoratori, ecc. ».  Il motto latino In medio stat virtus potrebbe funzionare come precetto per superare i lati più evidenti del disturbo in questione ma se il soggetto è pervicace e con tendenze ossessive non potrà guarire e dirà : « In medio stat virtus ma anche Electa una via, non datur recursus ad alteram ». Ne è portatore sano Walter Veltroni.

Il disturbo dell'ab hoc et ab hac
Questo disturbo si manifesta con un discorso o un ragionamento disorganico, espresso con scarsa proprietà di linguaggio. un esempio calzante potrebbe il seguente : « Noi siamo pronti a tutto, ma la palla sta nel senso di responsabilità del governo ».

Il grillismo
Si tratta di un virus di natura pandemica che si diffonde provocando una sintomatologia conclamata, la malattia è riconoscibile da alcuni indizi precisi : una tendenza al monologo interiore che con facilità travalica nel fanatismo, un'incapacità reiterata ad ascoltare le ragioni altrui e  conseguente propensione al turpiloquio, una disponibilità di fondo a credere nelle cose impossibili o palesemente equivoche. Molto difficile da curare, va considerato un disturbo di tipo bipolare. La classificazione di questo virus è comunque controversa : secondo alcuni studiosi si tratterebbe di un retrovirus destrorso

Il vendolismo
Qui siamo ancora in presenza di un virus di natura pandemica, la sintomologia è variabile, si manifestano eccessi di entusiamo e una tendenza a drammatizzare, esasperare, gonfiare, pompare,  trascendere nel mistico, ingrandire, aumentare, accentuare, caricare, esaltare, enfatizzare. Il decorso clinico è generalmente benigno.

Il bersanismo
Si tratta di un virus ancora poco studiato e poco diffuso, si caratterizza per la propensione a rapportare il mondo globalizzato al microcosmo di Bettola con affermazioni del tipo «Voglio un partito che funzioni come una bocciofila» «Ma tu vuoi un tortello a misura di bocca ? » «Il maiale non è tutto di prosciutto». Anche in questo caso il decorso clinico è generalmente benigno.

 

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POLITICA
25 ottobre 2010
Un silenzio assordante
Pier Gigi,
ma dove sei finito ? Due parole su Marchionne ce le dici o no ?

P.S. delle 18:12   Secondo quanto riferisce l'Unità, Pier Luigi Bersani, incontrando i giovani del Pd in occasione dell'anniversario della sua elezione a segretario con le primarie, ha replicato all'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne invitandolo ad avere come modello di riferimento l'industria dell'auto in Europa piuttosto che quella cinese. «Esiste un problema dell'auto ma dipende da quale modello abbiamo in testa, se la Cina o la Serbia o la Germania, la Francia e la Spagna. Io dico che dobbiamo avere in testa l'Europa e per farlo serve un patto sociale». Per il segretario del Pd il tema dell'efficienza sollevato da Marchionne è «un obiettivo su cui ragionare ma servono anche prodotti e innovazione». E invita il governo a non restare a guardare ma ad affrontare il problema convocando l'azienda e i sindacati: «Fossi nel governo vorrei vederci chiaro».

Solito flatus voci



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POLITICA
25 ottobre 2010
Parlare chiaro
Caro Segretario,
non occorre distruggersi le palpebre per fare l'occhiolino a Casini, Fini, Vendola, Di Pietro ecc.ecc. , basta un giro sul web per capire quello che c'è da fare. Leggi ad esempio questa letterina che ti ha mandato un cittadino e che è stata pubblicata stamani sul Pdnetwork :

commento di il fratello di cicci inviato il 25 ottobre 2010
caro Luigi, credo che per aggregare il più alto numero di persone servono proposte semplici e condivisibili, legate ai problemi che quotidianamente viviamo sulla nostra pelle.
ritengo che nel programma di governo debbano già essere definite delle proposte di legge su questi punti:
1) semplificazione delle imposte: una sola % per le attività industriali e commerciali; al massimo 3 livelli per il patrimonio
2) lotta all'evasione: regole chiare
3) abbattimento della burocrazia: poche regole severe limitatamente ai punti veramente importanti
4) non inasprire le pene ma assicurare la certezza della pena
5) onestà amministrativa: leggi specifiche con pene dure per chi corrompe e per chi si fa corrompere
6) trasparenza amministrativa: nuove leggi e regole per l'accesso ai CDA di enti vari, che deve avvenire esclusivamente per competenza accertata e non per garantire posti a politici trombati
7) riduzione del numero dei parlamentari
8) lotta all'esportazione di capitali
9) lotta al trasferimento di attività produttive all'estero
10) rilancio del turismo e difesa dei beni culturali e naturali

10 proposte di leggi ad hoc da inserire nel programma di governo, per chiedere l'adesione ed il voto degli italiani.
il 50% di queste proposte rientrano nel discorso del rilancio dell'economia e della difesa/rilancio del livello occupazionale


Caro Segretario, parla chiaro, il Paese capirà

Saluti
Torquemada58


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POLITICA
4 ottobre 2010
Adesso voltiamo pagina, tocca a noi

Caro Pier Luigi,
a Torino hai detto : « Chiedo a tutti un aiuto per trasformare la rabbia, l’insofferenza e l’impazienza che sentiamo intorno a noi in energia positiva ».
In effetti la pazienza è finita, lo sai meglio di me, l'insofferenza è a livelli critici e la rabbia soffocata a stento,  non possiamo più aspettare, è arrivato il momento di voltare pagina e per poterlo fare dobbiamo precisare il profilo delle nostre intenzioni e calibrare al meglio le proposte. Di energia positiva in giro ce n'è quanta ne vuoi ma è un'energia che ha bisogno di segnali, di indicazioni chiare, di progetti sui quali impegnarsi.
Siccome siamo un collettivo e hai chiesto aiuto, mi permetto alcuni suggerimenti :

L'iniziativa politica del PD dovrebbe articolarsi su 4 livelli interconnessi :

1. la proposta politica immediata
2. il consolidamento della linea politica
3. il ruolo politico e la gestione delle alleanze
4. il progetto-Paese per le giovani generazioni ed il futuro del Paese

1. La proposta politica immediata

La proposta politica immediata ci sarebbe ma la richiesta di un governo di transizione per un passaggio legislativo centrato sulla promulgazione di una nuova legge elettorale presenta delle incognite di non poco conto :

1. la prima incognita è che nel PD ci sono perlomeno 2 posizioni nette e contrapposte su questa problematica

2. la seconda incognita riguarda la possibilità di trovare un accordo con le altre forze politiche disponibili, ammesso e non concesso di riuscire a trovare i numeri in Parlamento

3. la terza incognita deriva dal fatto che alcune forze politiche ( al momento FLI e MPA ) in apparenza interessate all'idea del governo di transizione, in realtà ne fanno un uso strumentale, l'effetto potrebbe essere quello di ricompattare il centro-destra e anche se questo non avvenisse, il rischio di insistere su una mossa tattica inconcludente rimane comunque molto alto. .

4. la quarta incognita è che un eventuale accordo su una nuova legge elettorale potrebbe creare degli effetti perversi : potrebbe ad esempio favorire l'emersione del Terzo Polo e potrebbe dare a B. uno strumento propagandistico di non poco conto, in campagna elettorale B. punterebbe l'indice contro la "sinistra" che vuole vincere cambiando le regole a suo favore.

5. Non solo : una nuova legge elettorale potrebbe rendere più difficile la costruzione di un Nuovo Ulivo o rendere inutile l'idea di un'Alleanza per la Democrazia

6. la canalizzazione del "voto utile" e il recupero dei voti perduti nell'astensionismo potrebbe essere più problematica

7. Non ultimo va considerato il dubbio che tutta la discussione sulla legge elettorale venga percepito come la reiterazione del solito teatrino della politica, una politica con la p minuscola sempre più lontana dalla vita quotidiana dei cittadini.

Insomma ci sono delle controindicazioni di un certo peso tra cui anche il  rischio di un fallimento all'ultimo momento, sarebbe un boomerang con conseguenze gravi in termini di credibilità, ed infine c'è l'incognita più grossa : B. è in grado di vincere le elezioni con qualunque sistema elettorale, quindi potrebbe essere tutto abbastanza inutile sul piano dell'efficacia.

Pensare ad un governo di transizione per modificare la legge elettorale ha tutta l'aria di essere una mossa non ben gestibile e puntare a riprodurre su scala nazionale il "laboratorio siciliano" è una mossa al  momento azzardata, se fallisse vorrebbe dire vittoria eterna per B.

Per sviluppare una proposta politica adeguata alla situazione è necessario tenere conto di alcuni parametri importanti :

1. politicamente siamo troppo deboli, i sondaggi ci vedono in calo costante, il tuo discorso a Torino è stato un passo avanti ma non è stato recepito nel modo giusto, abbiamo veramente molti problemi, non ultimo l'accoppiata Fioroni-Uòlter

2. la crisi finanziaria può avere sviluppi pericolosi, per ora sono sotto tiro la Spagna, l'Irlanda e il Portogallo, ma al prossimo giro potrebbe toccare a noi mentre la Grecia è ancora in bilico

3. la crisi economica è gravissima

4. il quadro politico è illeggibile, può succedere qualunque cosa, le ipotesi in gioco sono le più varie perché B. ha ancora il pallino in mano e sta giocando su più tavoli :

A. Patto di ferro Berlusconi-Fini
B. Governo di Salvezza Nazionale con B.
C. Governo di Salute Pubblica senza B. ma con salvacondotto per B.
D. Tutti contro B. ma con salvacondotto per B.
E.  Rottura del quadro politico per andare alle elezioni anticipate

Poi ci sono i fattori esogeni ( Obama, Merkel, Vaticano, Spatuzza ) e poi ci sono i fattori MB = Marina B., M = Manette, T = Tomba.

Pertanto, in questo marasma, ammesso e non concesso che si possa determinare una convergenza parlamentare per un eventuale governo di transizione, la proposta politica del PD dovrebbe indirizzarsi sul fronte dell'emergenza della crisi :  il Paese non può più continuare a barcamenarsi nell'incertezza senza una Politica industriale, non può andare avanti senza affrontare i nodi della grave congiuntura economica e senza rispondere alle richieste delle parti sociali, bisognerebbe insistere sul fatto che non solo B. non ha mantenuto le promesse fatte ma non sta facendo nulla per arginare la crisi. In questa situazione sarebbe necessario chiedere le dimissioni di B. e contestualmente proporre un governo tecnico-istituzionale senza politici, supportato da una sorta di CLN, con la funzione di arginare la fase acuta della crisi intervenendo in modo incisivo sulle problematiche più eclatanti ( Fiat, Fincantieri, disoccupazione giovanile, precariato ecc. ecc. ) e impostando una manovra finanziaria adeguata ai problemi reali.

Riservandomi di specificare in modo più compiuto il senso di questa proposta, basti dire al momento che un governo di transizione sorretto da un CLN potrebbe essere utile per prendere tempo e riprendere le forze, con una fase di decantazione del conflitto politico si potrebbero creare le condizioni per neutralizzare B. , per verificare la disposizione e la consistenza degli eserciti, sia quelli dei nostri potenziali alleati e sia quelli dei nostri sicuri avversari, per capire meglio come gestire le alleanze, per definire il profilo dell'eventuale Nuovo Ulivo, per valutare la reale fattibilità di un'Alleanza per la democrazia e quindi preparare le elezioni con cognizione di causa.

Non bisogna dimenticare che B. ha ancora una forza elettorale importante, anzi sorprendente, la prima cosa da fare è non fare nulla che lo possa aiutare a riprendere le forze.

2. Il consolidamento della linea politica

Questo passaggio si deve sviluppare sulla base di un caposaldo, una rinnovata questione morale, e su due pilastri : legalità e lavoro.
Sulla centralità di una rinnovata questione morale mi sono già soffermato in un'altra occasione, su di essa dovrebbero poggiare tutta una serie di proposte volte a correggere le storture più eclatanti del sistema  ( costi della politica, sprechi, evasione fiscale, illegalità diffusa ) , la questione morale deve diventare il trait d'union per collegare la riscossa civica alla riscossa economica, uso la tua formula.

I due pilastri sui quali poggiare la riscossa devono essere la legalità e il lavoro : il concetto di legalità porta con sé il concetto di onestà, il rispetto delle regole, la fedeltà ai principi della Costituzione mentre il concetto di lavoro cammina insieme ai concetti di emancipazione, sicurezza, impegno e solidarietà, sono concetti importanti, fondativi, sono valori in cui ci riconosciamo e di cui dobbiamo spiegare il  valore a chi ancora non li comprende
.

E' su questi pilastri che diventa possibile definire le coordinate di una linea politica chiara ed efficace che si deve consolidare con proposte concrete per risollevare un Paese il cui senso civico è ormai allo sbando e con proposte concrete per il lavoro e per le giovani generazioni.

Nell'intervento precedente mi sono già soffermato su un ventaglio di proposte da mettere al centro dell'attenzione.


3. Il ruolo politico e la gestione delle alleanze

Se da una parte il quadro politico generale è nebuloso, è anche vero che molti indizi fanno pensare che la coppia B&B sia diventata ormai un impiccio per tutti, per Obama, per Confindustria, per il Vaticano, per la Merkel ecc. ecc. , il problema è che il passaggio alla Terza Repubblica è complicato perché B. è ancora forte, nonostante tutto ha ancora i voti, ha un consenso elettorale ancora importante la cui consistenza è addirittura sorprendente, ha un impero economico-finanziario-mediatico , non è un Craxi qualsiasi.

Giustamente si sottolinea spesso che i sondaggi vanno presi con cautela e che gli umori dell'elettorato possono essere soggetti alle dinamiche più varie, non bisogna poi dimenticare che il quadro politico potrebbe essere soggetto a mutamenti imprevedibili e che le alleanze "innaturali" non possono essere del tutto escluse, fatte queste premesse, forse converrebbe partire da uno dei pochi dati certi : il gap tra il PD e il PDL è minore rispetto al gap ipotizzabile tra le varie ipotesi di coalizione da contrapporre a PDL+Lega.

Se questa considerazione corrisponde al vero, l'unica cosa da fare al momento è puntare a consolidare la linea politica e a recuperare terreno nei sondaggi e diventare, se possibile, partito di maggioranza relativa. Il PD dovrebbe liberarsi dalla fobia del "moderati" e dall'ossessione "si vince al centro", smettere di giocare a Risiko o al Piccolo Chimico e mettersi al centro dell'arena politica,  rilanciare l'iniziativa politica attaccando B. e la Lega a tutto campo, sarebbe essenziale definire in modo più preciso le proposte concrete per fronteggiare la crisi, chiarire il profilo e le linee di un progetto-Paese, erodere consenso anche ai nostri potenziali alleati, puntare al recupero dei voti perduti, insomma dare l'impressione di essere vivi e forti è fondamentale non solo per diventare forza di Governo ma anche per fare e gestire alleanze e accordi, dobbiamo conquistare un ruolo centrale nello scacchiere politico.

Un'osservazione finale : per prepararsi alle prossime elezioni il Nuovo Ulivo dovrebbe aggregarsi intorno alla figura di un nuovo Prodi, l'idea del "Papa straniero" non è affatto peregrina ma potrebbe neutralizzare molte problematiche che rischiano di inficiare un percorso unitario e coeso che invece  è assolutamente indispensabile.
Le primarie possono servire per scegliere i parlamentari e i politici locali, per scegliere un potenziale premier ci vuole un ragionamento politico.

4. Il progetto-Paese per le giovani generazioni ed il futuro del Paese

Questo è in realtà il nodo più intricato da sciogliere perché sul progetto-Paese ci si gioca non solo il peso politico del partito ma soprattutto il destino e il futuro di questo Paese.
Dobbiamo ripartire da un codice sorgente che abbiamo dimenticato, trascurato, colpevolmente messo nella soffitta dei nostri cuori , è il codice che vuole la lotta al privilegio e la difesa degli svantaggiati come il fulcro di ogni nostra azione.

Un saluto, volendo anche due


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permalink | inviato da torquemada58 il 4/10/2010 alle 15:16 | Versione per la stampa
POLITICA
15 settembre 2010
La «vocazione maggioritaria» ?
Premesso che i sondaggi hanno un'attendibilità relativa, premesso che quello che appare non coincide con quello che accade nel backstage, premesso che nel quadro poltico attuale potrebbero entrare in gioco dei fattori imponderabili, secondo me Casini vuole correre da solo, vuole diventare l'ago della bilancia del quadro politico, anche Di Pietro secondo me ha una mezz'idea di correre da solo, non ha un vero interesse a sconfiggere B., per lui B. è una rendita, i veti incrociati tra i due servono per mascherare le loro vere intenzioni, Vendola ha lanciato un'OPA sul PD, il suo scopo è quello di entrare in Parlamento, il resto è un optional, Grillo non si vuole alleare con nessuno, in pratica il PD si trova nella curiosa posizione di volersi alleare con chiunque e nessuno vuole veramente allearsi con il PD, mi chiedo allora se non valga davvero la pena di uscire dalle secche delle alleanze calcolate a tavolino e tarare l'iniziativa politica su altri parametri.

Purtroppo manca la capacità di sintesi, la capacità di avere il quadro sinottico della situazione, seguire lo sviluppo del gioco e dare scacco al re con mosse ben ponderate.

Sostenere come fanno i veltroniani che «prima viene il rilancio della capacità di attrazione del Pd e solo poi il tema delle alleanze» è in realtà un'ovvietà in un contesto nel quale nessuno esprime ancora posizioni nette sulle alleanze, anche lo schema di gioco del «doppio cerchio» è poco più di una dichiarazione di disponibilità a sedersi ad un tavolo «con chi ci sta», in entrambi i casi manca comunque la sostanza, un ventaglio di proposte concrete, il problema è sempre lo stesso : l'incapacità di passare dai discorsi ai fatti, dalla teoria alla prassi come si diceva un tempo. L' unica strada da percorrere è quella di uscire dal limbo delle buone intenzioni, degli impegni generici e delle lettere e delle interviste ai giornali e impegnarsi seriamente nell'elaborazione di proposte concrete e chiaramente comprensibili intorno ai temi del lavoro, della giustizia sociale e della legalità, dobbiamo dar corpo a riforme in grado di innescare cambiamenti profondi nella società e nella cultura del paese, dobbiamo creare una mobilitazione permanente sulla base di idee chiare e fattibili, per attrarre interesse e consenso dobbiamo dare la sensazione che le cose possono cambiare davvero.

Le prime cose da fare sono le seguenti :

Proposta n° 1
Riduzione al 50% del numero dei parlamentari e adeguamento ai parametri europei dei loro compensi. Eliminazione del vitalizio per i parlamentari nazionali e per i consiglieri regionali.
Riduzione del 50% del costo globale del ceto politico, compresi amministratori locali, consiglieri e consulenti.

Proposta n° 2
Abolizione di tutte le Province e accorpamento dei Comuni al di sotto dei 5000 abitanti

Proposta n° 3
Dismissione e vendita del 90% delle auto-blu, riduzione dei ministeri al numero massimo di 10, riduzione del 75% per le consulenze esterne nella PA, riduzione del 50% del budget disponibile per il Quirinale e Palazzo Chigi, adeguamento di tutti gli altri budget di spesa istituzionali ai livelli medi europei

Proposta n° 4
Ripristino dell'ICI per la prima casa (con eventuali agevolazioni per famiglie monoreddito, pensionati e redditi di prima fascia) . Raddoppio della tassa per le case di lusso.

Proposta n° 5
Costituzione di un Fondo Nazionale a favore dei giovani disoccupati che promuova
corsi di formazione e incentivi le assunzioni con le risorse destinate al Ponte sullo Stretto.

Proposta n° 6
Riduzione consistente e graduale delle spese militari a favore delle politiche sulla famiglia

Proposta n° 7
Maggiorazione dell'IVA al massimo livello consentito dai parametri UE e scontrino parlante o fattura elettronica per i generi di lusso

Proposta n° 8
Tassazione a regime speciale per automobili e imbarcazioni di lusso

Proposta n° 9
Tassazione complementare e progressiva sui patrimoni che superano il milione di euro
Aumento dell'aliquota
sulle rendite finanziarie al 23%

Proposta n° 10
Rimborso del 10% sulle tasse pagate per i contribuenti virtuosi, raddoppio delle sanzioni per evasione fiscale superiore ai 10 mila euro, sequestro dei beni per evasione fiscale superiore ai 100 mila euro. Le risorse ricavate dalla lotta all'evasione fiscale saranno destinate all'abbattimento del debito pubblico. Per le imprese abolizione degli studi di settore.

Queste 10 proposte NON sono un programma di Governo ma sono solo i primi provvedimenti di un progetto più generale di cui il PD dovrebbe farsi carico, sono solo idee e proposte preliminari che dovrebbero trovare una loro congiunzione in 5 grandi riforme : Stato, Fisco, Lavoro, Welfare, Istruzione.

Il sistema si sta avvitando su stesso, o lo cambiano dalla A alla Z oppure ci dovremo, come dice Marchionne, «adeguare alla povertà».

Altre proposte che dovrebbero essere prese subito in considerazione sono  :

una severa Legge anti-corruzione
che preveda l'Incandidabilità assoluta e l'ineleggibilità per chi ha subito una condanna o è sottoposto a rinvio di giudizio per reati contro la Pubblica Amministrazione e la sospensione da ogni carica amministrativa e politica in presenza
di un avviso di garanzia.

una revisione della Legge sui rimborsi elettorali
che preveda una soglia del 4% per ottenere il rimborso elettorale e la riduzione alla metà del rimborso stesso.

una Legge anti-nepotismo
che nella PA impedisca l'assunzione per chiamata diretta e/o per concorso di personale che abbia legami di parentela fino al 2° grado con amministratori e/o dirigenti della struttura per la quale è prevista l'assunzione stessa.


La «vocazione maggioritaria» deve diventare una «vocazione all'alternativa» .

Se guardiamo avanti, se andiamo oltre il bricolage e cominciamo a disegnare le linee di un progetto complessivo, se uniamo le forze nella prospettiva di una nuova idea di società equilibrata e virtuosa, se acquistiamo quel sano pragmatismo che non abbiamo mai avuto, un mondo migliore è alla nostra portata. Gramsci diceva: «Conoscere la realtà per cambiarla».


P.S. Alcune considerazioni finali : se il PD si rafforzasse anche a spese dei potenziali alleati, sarebbe più facile diventare il direttore dell'orchestra e addomesticare le forze in campo attraverso alleanze utili, sarebbe possibile gestire con maggior disinvoltura lo schema tattico del «doppio cerchio»  senza dimenticare che sarà comunque il popolo dell'astensionismo a decidere le sorti delle prossime elezioni, non certo gli accordi con Gianfry o Pierfurby, vincerà chi perderà di meno o chi sarà così abile da recuperare parte dei voti perduti.
Il rafforzamento del PD è ovviamente una conditio sine qua non per rendere efficace qualunque iniziativa politica e sotto questo profilo mi suona veramente paradossale che il teorico della «vocazione maggioritaria» non si renda conto di quanto pericoloso sia in questo momento  delicato entrare a gamba tesa nella discussione con atteggiamenti poco costruttivi, proprio ora che il PD deve essere unito, proprio ora che il PD avrebbe le potenzialità per diventare il partito di maggioranza relativa.


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