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POLITICA
28 aprile 2011
L'unica maniera per realizzare i propri sogni è svegliarsi /3 - La partita decisiva
« Chi è in grado di distinguere quando è il momento di dare battaglia, e quando non lo è, riuscirà vittorioso ».

Sun-Tzu, Arte della guerra

"Noi abbiamo dato la nostra disponibilità a lanciare una fase costituente con le forze che ci stanno, per aprire una crisi e proporre un governo alternativo. Ma a questo punto – aveva detto D’Alema nell’intervista del 30 gennaio concessa  a  “La Repubblica” -  se Berlusconi non prende atto dell'insostenibilità della sua posizione di premier,  l'unica soluzione è quella delle elezioni anticipate" […] Perché la situazione precipita. La crisi politico-istituzionale, l'accavallarsi delle vicende giudiziarie, la guerra tra i poteri dello Stato. Cos'altro deve succedere, per convincerci della necessità di una svolta?".

A metà febbraio Bersani commenta laconico : se Berlusconi «non fa un passo indietro bisogna che ci convinciamo chea questo punto il male minore è andare alle elezioni ».

Ancora  due settimane fa Bersani ribadisce  il concetto :  «Io non sono precluso a niente. Noto soltanto che dalla nostra proposta di un governo di transizione, le cose sono cambiate. Sono arrivati i responsabili che hanno in mano la situazione. Per questo l'ipotesi, per non stare dove stiamo, potrebbe essere soltanto quella delle elezioni anticipate che sono sempre meglio di restare in questa situazione».

«Al di là dei sondaggi  è del tutto evidente che la permanenza di Berlusconi al governo del Paese è un enorme danno. E che le elezioni sono l'unica via di uscita»  Lo ha detto giorni fa Massimo D'Alema commentando gli ultimi sondaggi che darebbero il centrosinistra in vantaggio sul il centrodestra, anche se di pochissimo.

Come si è giunti ad auspicare le elezioni anticipate senza se senza ma visto che nei mesi precedenti  in più occasioni si era ribadito di non voler tornare alle urne prima di aver riformato la legge elettorale ?

Il cambio di direzione deriva in parte dallo smacco del 14 dicembre e dall’evidente difficoltà nel produrre una crisi parlamentare in grado di scalzare il Presidente del Consiglio e dall’altra da un certo ottimismo derivante  da sondaggi che sembrano da un certo momento in poi promettere risultati positivi : "I sondaggi  -  spiega D’Alema  a metà febbraio  - dicono che se andiamo alle elezioni come centrosinistra con tre poli, noi vinciamo le elezioni. Se andiamo, come io propongo, con una larga coalizione democratica, le vinciamo largamente".

E le altre ipotesi che erano state messe in campo ?  L’ipotesi di  un’ Alleanza Costituzionale  "aperta a tutte le forze che alla svolta autoritaria di Berlusconi sono pronte a dire di no” in grado di formare un governo di transizione sembrerebbe piuttosto improbabile, mancano troppi requisiti perché un’alleanza del genere possa consolidarsi, ammesso e non concesso che possa formarsi.

Una certa plausibilità potrebbe averla forse l’ipotesi di un Governo di Salvezza e di Unità Nazionale che è stata di nuovo rimessa in primo piano dal duo Pisanu-Veltroni con la formula del “Governo di Decantazione”  ma la proposta è stata accolta con scetticismo e poi il problema di fondo di questa proposta è la sua ambiguità, non a caso essa ha tutta l’aria di essere una riverniciatura di proposte già avanzate da altri in passato, anche se con sfumature via via diverse, e persino SB, a suo modo,  se ne era appropriato quando con la lettera al Corriere del 31 gennaio scorso propose “a Bersani di agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana”. L’idea “che sia necessario un periodo di decantazione, di rasserenamento del Paese, di operosa sintonia con le attese degli italiani” è certamente condivisibile ma è vuota se non si precisa il profilo politico e programmatico di questa ipotetica fase di decantazione. Suggerire semplicemente un ampio ed esauriente confronto parlamentare e di porre mano alle emergenze in corso e di riformare la legge elettorale è del tutto vago e riporta il dibattito politico indietro di mesi. Nella proposta del duo Pisanu-Veltroni affiora poi quel retrogusto di melassa appiccicosa che tanti danni ha già fatto in passato,  nella lettera al Corriere il Presidente del Consiglio non viene nemmeno nominato, sembra di essere tornati ai tempi in cui si parlava di SB come del «principale esponente dello schieramento a noi avverso».

Insomma la linea è ancora quella ribadita da D’Alema nell’intervista pubblicata oggi da “La Repubblica” , alla domanda di Giannini "E il "governo di decantazione" proposto da veltroni e Pisanu come lo giudica? ecco la risposta di D’Alema : "È stata una proposta positiva. Ed è lodevole che il senatore Pisanu abbia condiviso la proposta di Veltroni. Ma purtroppo mi pare che le repliche siano state durissime: possiamo proporre qualunque soluzione, ma finché Berlusconi dimostrerà di non volersene andare e continuerà ad imprigionare la sua maggioranza asservendola ai suoi interessi, sarà tutto inutile. Per questo, insisto, per noi non c'è altro spazio politico se non quello di batterlo alle elezioni".

Quello che però D’Alema non dice è che le difficoltà incontrate nell’aprire una fase costituente con un governo con le forze che ci stanno  vengono semplicemente trasposte  da uno scenario all’altro senza soluzione di continuità perché da un lato SB non si dimette e anzi gioca la sua partita in modo ossessivo alzando di giorno in  giorno la posta dello scontro tra i poteri dello Stato , dall’altro lato  le forze che dovrebbero starci  tentano di fare un loro gioco nella prospettiva di consolidare la propria consistenza e diventare l’ago della bilancia di equilibri futuri, di fatto si invocano le elezioni anticipate senza aver risolto nessuno dei problemi  sui quali nei mesi precedenti si era incagliata l’iniziativa politica del partito e dell’opposizione : SB non si dimette e per il momento non sembra esserci una leva in grado forzare il quadro politico in modo tale che il Presidente del Consiglio sia costretto a fare un passo indietro, non si è consolidata l’ipotesi del Nuovo Ulivo, il nodo della leadership è rimasto irrisolto e continua ad essere fonte di diatribe, l’ipotesi della Santa Alleanza sembra essersi dissolta definitivamente dopo l’ennesimo NO di Casini , la proposta programmatica  è rimasta evanescente, ambiziosa nelle intenzioni   - “Dobbiamo dare una prospettiva di ricostruzione futura del Paese. Le macerie del berlusconismo sono enormi: regole democratiche devastate, principi di legalità calpestati, istituzioni svilite. Dobbiamo mettere in campo un progetto di rilancio dell'economia e della crescita, dopo gli ultimi dieci anni sprecati dal berlusconismo” - ma vuota nei contenuti. D’Alema sembra quasi voler far propria la “vocazione maggioritaria" di Veltroni – “Spetta a noi del Pd fare tutto questo, con una proposta che deve essere rivolta innanzi tutto ai cittadini italiani e che miri ad unire il più ampio schieramento democratico possibile. Quando si andrà a votare per il governo del Paese la nostra proposta politica mostrerà tutta la sua forza, e con essa dovranno misurarsi tutti gli altri partiti" – ma in fin dei conti il problema è sempre il solito : manca la capacità di coagulare il consenso attorno ad alcune proposte politiche e programmatiche precise e chiare.

Se a questi motivi di perplessità che riguardano la debolezza del profilo politico del PD e in generale dell’opposizione aggiungessimo altre considerazioni di ordine generale  ovvero 

1)      la crisi finanziaria è grave e soggetta a sviluppi imprevedibili come dimostrano le ricorrenti tensioni sui mercati, non è il momento per dare segnali di ulteriore incertezza

2)   anche a causa della pessima legge elettorale in vigore, le elezioni potrebbero produrre una situazione di stallo senza vinti né vincitori

3)     le elezioni sono un’opzione che lo stesso Presidente del Consiglio potrebbe prendere in considerazione se la situazione diventasse per lui ingestibile o se ritenesse necessario usare l’arma delle elezioni per uscire dall’accerchiamento a cui rischia di essere sottoposto, anzi ci sono segnali che farebbero pensare che il Presidente del Consiglio stia cercando la crisi per andare ad elezioni anticipate

4)      i sondaggi possono risultare ingannevoli e offrire aspettative irrealistiche e poi bisogna  considerare che il Presidente del Consiglio è spregiudicato,  il tipo è pronto a qualunque sparata pur di accattivarsi una manciata di voti, potrebbe rivincere.

allora potremmo dedurne che le elezioni anticipate come esito di una possibile crisi dell’attuale quadro politico non sono comunque la soluzione migliore per  neutralizzare il Presidente del Consiglio.

Per  neutralizzare il Presidente del Consiglio è necessario puntare alle sue dimissioni e determinare una situazione tale da rendere problematica anche la sua ricandidatura alle prossime elezioni. Per raggiungere l'obbiettivo è fondamentale focalizzare l'attenzione e centrare l'iniziativa politica su tutta una serie di elementi che potrebbero accellerare la crisi del quadro politico.

Come ottenere le dimissioni del Presidente del Consiglio ? Al momento sembra una missione impossibile ma ci sono alcuni varchi che sono aperti e che non vengono sfruttati a dovere dall’opposizione : il primo varco è la crescente debolezza politica del Presidente del Consiglio ormai impigliato in giochi politici sempre più azzardati  che lo rendono ricattabile e dunque incapace di gestire il quadro politico con disinvoltura, un secondo varco è costituito dal crescente calo di credibilità del Presidente del Consiglio dovuto a dichiarazioni talmente avventate da rasentare un rischio autodistruttivo, ha perso la bussola  se mai l’avesse avuta, un terzo varco è aperto sul fronte delle defezioni, chi ancora sta accanto all’appestato comincia ad avere paura di prendersi la peste. Basterebbero già questi elementi  per ipotizzare che la vicenda politica del Presidente del Consiglio potrebbe giungere al capolinea entro l’estate ma per avere la certezza di raggiungere l’obbiettivo delle dimissioni del Presidente del Consiglio al più presto, tutti coloro che hanno ancora il senso della decenza, dell’onore e della legalità devono mobilitarsi.

Solo una mobilitazione popolare permanente potrà aprire un quarto varco, quello più importante, per iniziare la partita decisiva, quella che va innanzitutto giocata sul fronte della chiarezza ovvero sulla capacità di far capire all’opinione pubblica ancora incerta e confusa i motivi per i quali il Presidente del Consiglio deve dimettersi.

Se questa prima fase della partita venisse giocata in modo efficace allora il secondo tempo della partita potrebbe essere giocato arricchendo lo schema tattico con una proposta politica in grado di accentuare la crisi politica del Presidente del Consiglio.   

Per riuscire a provocare le dimissioni del Presidente del Consiglio e determinare una situazione tale da neutralizzarlo politicamente è necessario avanzare una proposta con la quale poter sganciare il destino politico del Presidente del Consiglio da quello della legislatura, una proposta in grado di attirare consenso diffuso e in grado di spostare i rapporti di forza nel Paese e nel Parlamento e la proposta potrebbe essere quella di un "Governo del Presidente e della Costituzione" , un Governo formato da personalità di spicco e di alto profilo morale e culturale, senza il coinvolgimento diretto dei partiti politici, che avrebbe appunto il compito di terminare la legislatura traghettando il Paese verso lidi più sicuri e verso un clima politico meno avvelenato.

Se anche questo secondo tempo della partita venisse giocato in modo efficace, allora sarebbe possibile rafforzare ulteriormente l’iniziativa politica con una proposta programmatica di ampio respiro.

Questo è un passaggio essenziale, forse in assoluto il più importante, perché l'iniziativa politica non può diventare efficace se non è ancorata ad una proposta programmatica in grado di catalizzare interesse e consenso.

Se durante queste prime fasi della partita lo schema di gioco si mantenesse chiaro nella spiegazione dei motivi che rendono necessarie le dimissioni di SB,  lineare nella formulazione di una proposta politica condivisibile e di alto profilo, coerente nell'offrire un programma  politico efficace e credibile,  lo sviluppo naturale di tutto ciò non potrebbe che essere la crisi del quadro politico attuale e la determinazione di un nuovo  scenario.

(continua)

N.B.  La prima parte di questo contributo è stata pubblicata in data 21 febbraio e la seconda parte è stata pubblicata in data 22 febbraio

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POLITICA
21 febbraio 2011
L'unica maniera per realizzare i propri sogni è svegliarsi

Il post che segue nasce dall’esigenza di approfondire una discussione nata su PDnetwork : al momento si tratta di un work in progress, il tentativo è quello di inquadrare lo stato delle cose e indicare una prospettiva politica per uscire dalla crisi.

Un battaglia politica vincente non può che essere la risultante di una convergenza tra iniziativa politica e proposte programmatiche : la prima deve cogliere i caratteri del quadro politico in cui opera, le seconde devono dare all’iniziativa politica uno slancio tale da consentire il raggiungimento di obbiettivi tattici importanti, in politica si gioca per vincere, altre opzioni non sono consentite. Ma iniziativa politica e proposte programmatiche da sole non possono essere sufficienti per una battaglia politica vincente, servono anche un partito e un gruppo dirigente all’altezza della situazione.

Per sviluppare il discorso partiamo proprio da quest’ultima necessità, quella relativa al gruppo dirigente, ovvero dalla necessità di affidare  e far gestire l’iniziativa politica ad un gruppo dirigente all’altezza della situazione.  E’ ormai improcrastinabile l’esigenza di introdurre una conventio ad excludendum per  “rottamare” in via definitiva i molti personaggi  che in tutti questi anni hanno avuto le loro occasioni ma non le hanno sapute sfruttare e che tuttora condizionano in modo negativo la vita del partito e  l’elaborazione della linea politica. Sussistono delle perplessità, è inutile negarlo, anche riguardo a Bersani : una bella fetta  della discussione sul leader del centro-sinistra nasce chiaramente dalle perplessità che nel tempo si sono accumulate sulla figura di Bersani, perplessità presenti all’interno del PD, tra i commentatori politici e nell’opinione pubblica. Si potrebbe aggiungere che se si andasse alla formazione di un Nuovo Ulivo, sarebbe del tutto normale considerare il Segretario del partito più importante della coalizione come il leader naturale della coalizione ma questa considerazione, per molti commentatori e per molti motivi,  al momento non è per niente scontata.

Ora, il dubbio che a questo punto  dovremmo sciogliere è il seguente : le perplessità che riguardano Bersani sono relative alla persona nel senso che il Segretario non viene ritenuto in grado di portare avanti una linea e un programma già definiti  o comunque da definire  oppure  le perplessità che riguardano il Segretario sono soprattutto il riflesso di una linea politica traballante e di un programma evanescente ?

A suo tempo mi sono dichiarato favorevole all’ipotesi del cosiddetto  «doppio cerchio»  pur sottolineando la mancanza di un programma politico vero e proprio in grado di sostenerne lo schema tattico e in seguito, a metà gennaio, mi sono dichiarato favorevole all’ipotesi di invertire l’ordine dei fattori e di partire prima dal programma per arrivare alle alleanze proprio perché mi sembrava che con questa inversione fosse possibile colmare il vuoto programmatico purtroppo presente nello schema tattico del «doppio cerchio» . La situazione adesso però è cambiata e riguardo all’iniziativa politica, in un commento pubblicato su PDnetwork,  ho già sottolineato quelli che a mio parere sono stati i due errori tattici maturati in questi ultimi giorni ovvero l’apertura alla Lega e la richiesta di elezioni anticipate. Rivolgendomi direttamente al Segretario ho scritto che :

1.       con l'apertura di credito che hai fatto alla Lega con l'intenzione di scompaginare il fronte avverso, hai consegnato a Bossi un jolly potentissimo che lui userà invece per condizionare e pilotare SB a comodo suo. La mia opinione è che nonostante certi fremiti della base, la Lega non si staccherà da SB per molti motivi, il primo dei quali è che la Lega è interessata all'eredità politico-elettorale di SB e quindi non ha interesse a rompere con SB, ha interesse a metterlo sotto tutela : «Berlusconi si riposi, ci pensiamo noi».

2. chiedere le dimissioni di SB è sacrosanto ma chiedere le elezioni anticipate è sbagliato perché il quadro politico è troppo ingarbugliato : la peculiarità dei fattori in gioco e le incertezze del Terzo Polo tenderanno a creare una polarizzazione degli schieramenti e anche l'improbabile proposta di una Santa Alleanza non farebbe altro che ricompattare il centro-destra e rendere incerto l'esito del voto, soprattutto se SB fosse nelle condizioni di ripresentarsi ancora come leader.

Valutando complessivamente la situazione, il vero problema sembra proprio essere questo : l’iniziativa politica è continuamente traballante, insicura nelle sue configurazioni e non porta a risultati visibili. Non è visibile nemmeno il disegno di un programma agile e pragmatico. L’ipotesi della Santa Alleanza è tramontata, la formazione di un Nuovo Ulivo è in alto mare, ammesso e non concesso che sia possibile aprire sotto qualche forma una fase costituente non si vedono progetti già consolidati sui quali imbastire una discussione e/o una trattativa, anche la questione della legge elettorale che per alcuni mesi sembrava essere una sorta di cavallo di Troia per abbattere SB è finita nel dimenticatoio,  i punti di un ipotetico programma di Governo sono appena accennati e non sarebbero comunque idonei per affrontare la gravità della crisi e i nodi problematici che soffocano il sistema-Paese,  si chiedono le dimissioni di SB ma paradossalmente SB sembra aumentare le proprie capacità di resistenza,  almeno per il momento…insomma, l’impressione è che le incertezze dell’iniziativa politica e la mancanza di un programma chiaro per segnare un’identità compongano un tutt’uno con le perplessità che si riverberano sul Segretario e su tutto il gruppo dirigente. Che fare ?

(continua)
POLITICA
13 novembre 2010
La veronica di B.

Precisiamolo subito : qui non si parla della Veronica Veronica, la quasi ex moglie di B., quella poveretta che disse : «Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni ecc. ecc. …» ma si parla di quella finta che nel gioco del calcio serve per superare l’avversario con una giravolta, la veronica appunto.

Silvio «deve riprendere l'iniziativa, uscire in dribbling dalla morsa, come Maradona, che nel Mondiale dell'86 partì da centrocampo, dribblò mezza Inghilterra e palla al piede arrivò in porta », è questo il consiglio che pochi fa gli ha dato il fedele Fedele e Silvio forse lo seguirà nel modo seguente :

Silvio sta per tornare da Seul e sa già cosa fare, prima parlerà con Niccolò, Angiolino e Gianni e dirà, parole testuali :

«Signori miei, ho deciso, mi gioco tutto. Basta con il teatrino della politica, basta con chi tradisce me e gli elettori, dirò che il popolo sovrano non può essere gabbato con governicchi dal fiato corto, farò un discorso come quello di Onna, mi rivolgerò a tutti,  metterò tutti di fronte alle proprie responsabilità, vedrete, comunque vada sarà un successo».

Poi in mondovisione, in viva voce ma con la faccia di un avatar perché la faccia vera è fuori controllo, farà un discorso appassionato come quello della discesa in campo ma con i toni da statista come quelli del discorso di Onna :

 

Care amiche e cari amici, care elettrici e cari elettori,

l'Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Mai come in questo momento l'Italia, che giustamente diffida di profeti e salvatori, ha bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative ed innovative, capaci di darle una mano, di far funzionare lo Stato. Questo è un momento difficile : politicanti ambiziosi vogliono un potere per il quale non hanno ricevuto il mandato dei cittadini, la classe politica italiana è travolta dai fatti e superata dai tempi, la difficoltà  di governare è causata dai troppi vincoli che vengono imposti dalla politica politicante, il rinnovamento e la modernizzazione del paese sono quasi impossibili se l’azione di chi ha ricevuto il mandato dal popolo sovrano è condizionata da fatti estranei alla politica stessa, una macchina del fango che sopravvive violando la privacy dei cittadini vuole tarpare la rivoluzione liberale con scandali montati ad arte.

Siamo riusciti ad arginare le difficoltà derivanti dalla crisi finanziaria ed economica del mondo globalizzato ma siamo schiacciati dal peso di un debito pubblico enorme che forze politiche irresponsabili hanno contribuito ad aumentare negli ultimi decenni, il Paese è incerto nel momento difficile di un rinnovamento assolutamente necessario e dobbiamo quindi porci il problema del passaggio a una nuova Repubblica.

Dobbiamo in primo luogo proporre anche ai cittadini italiani gli stessi obiettivi e gli stessi valori che hanno fin qui consentito lo sviluppo delle libertà in tutte le grandi democrazie occidentali.

Dobbiamo far leva sui valori in cui crediamo perché  noi crediamo nell'individuo, nella famiglia, nell'impresa, nella competizione, nello sviluppo, nell'efficienza, nel mercato libero e nella solidarietà, figlia della giustizia e della libertà.

Sogno, a occhi bene aperti, una società libera, di donne e di uomini, dove non ci sia la paura, dove al posto dell'invidia sociale e dell'odio di classe stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l'amore per il lavoro, la tolleranza e il rispetto per la vita.


La storia d'Italia è ad una svolta. Da cittadino,
 senza nessuna timidezza ma con la determinazione e la serenità che la vita mi ha insegnato, vi dico che è venuto il momento di farla finita con una politica di chiacchiere incomprensibili, di stupide baruffe e di politica senza mestiere. Vi dico che è possibile realizzare insieme un grande sogno: quello di un'Italia più giusta, più generosa verso chi ha bisogno più prospera e serena più moderna ed efficiente protagonista in Europa e nel mondo.
Per questo motivo faccio un appello a tutte le forze politiche responsabili per formare un Governo di Emergenza Nazionale di cui in prima persona mi faccio promotore e sostenitore.

Dobbiamo farlo tutti insieme, tutti insieme, quale che sia l’appartenenza politica, tutti insieme, per un nuovo inizio della nostra democrazia repubblicana, dove tutte le parti politiche si riconoscano nel valore più grande, la libertà, e nel suo nome si confrontino per il bene e nell’interesse di tutti.

Spero che le mie parole siano meditate da ciascuno di voi e, in particolare rivolgo un appello a tutti i moderati e a tutti i riformatori, a quelli che condividono i valori liberali e democratici e a quelli che hanno la mia stessa visione della libertà, della patria, della persona, della famiglia, dell’economia e del lavoro ma mi rivolgo chiaramente anche alle forze più responsabili dell’opposizione affinché valutino con coscienza l’opportunità di formare tutti insieme un Governo di Emergenza Nazionale anteponendo il senso di responsabilità agli interessi di parte e avendo come obiettivo il bene di tutti i cittadini.
Vi ringrazio


Ecco, se B. davvero facesse un discorso del genere mettendosi a disposizione di un Governo di Emergenza Nazionale cosa potrebbe succedere ?Si salverebbe ?

POLITICA
11 novembre 2010
Siamo alle porte coi sassi
Ieri la Borsa di Milano è andata maluccio, i debiti sovrani di Irlanda e Portogallo sono stati messi sotto pressione ma, soprattutto,  Mediaset ha perso il 6,48%.  Ormai è quasi sicuro  : le elezioni si allontanano, il governo tecnico anche, si avvicina un B. bis.

E noi ? Dopo che ci siamo impiccati con la legge elettorale, quale sarà la prossima corda ?  
Eppure era tutto già chiaro alcuni mesi fa : l’attenzione andava rivolta subito e in modo ossessivo sui temi del lavoro, della legalità e della giustizia sociale inchiodando B. alle sue responsabilità e al suo fallimento politico.

Ora invece succederà che ci troveremo spiazzati in tutti i casi :

- l’ipotesi più probabile è che B. resista facendo un nuovo governo, allora la debolezza della nostra linea politica apparirà evidente soprattutto se Casini dovesse aggregarsi alla nuova compagnia cantante e se fosse il B. bis a mettere mano alla legge elettorale.

-Se B. dovesse cadere ma si dovessero creare le condizioni per un governo tecnico, avremmo dei seri problemi nell’affrontare una fase del genere non avendo una posizione di partito sulla riforma delle legge elettorale e avendo posizioni del tutto generiche sul resto.

- Se B. dovesse cadere e si andasse invece ad elezioni anticipate in tempi relativamente brevi, saremmo nelle peste perché il discorso delle alleanze è stato gestito fino ad adesso in modo maldestro e le proposte del PD per affrontare la gravità della crisi sono insufficienti e poco leggibili.

Quale sarà la prossima corda ? La previsione è facile : l’impasse acuirà le tensioni interne che ben presto potrebbero sfociare in una lotta fratricida, un bel tutti contro tutti. Ci saranno degli abbandoni ed infine potrebbe crearsi una spaccatura tra una sedicente ala sinistrorsa che si ricongiunge con Vendola e l’ala destrorsa che si fa attirare dalla sirena terzopolista.  In pochi se lo ricordano ma nel 2008 D’Alema disse : «Nichi Vendola è l' unico in grado di rilanciare un'idea di sinistra in chiave moderna, gli altri mi sembrano troppo disorientati ».  Massimo il Pessimo è capacissimo di fare una capriola e stringere la mano a Nichi come se nulla fosse : potrebbe portare in dote un 15% di PD, magari Nichi ci mette un 7% di SEL ed ecco che abbiamo un nuovo partito, il PISEL, il rosa pallido diventa rosso scolorito ed è fatta, si ritorna al 22%, più o meno come adesso. E’ il principio della realpolitik : «cambiare tutto per non cambiare niente» e rimanere in sella.

Anche Uòlter vuole rimanere in sella, ha già fissato la data per accendere la miccia e far esplodere la baracca : 15 gennaio 2011.

CULTURA
1 novembre 2010
L'ossimoro iperbolico
Nei miei vagabondaggi digitali mi sono imbattuto nella locuzione Stavolta ha ragione D'Alema che mi permette di perfezionare la classificazione delle figure retoriche.

Che si tratti di un ossimoro è ben facile da intuire, basta appoggiarsi alla definizione della Treccani :

ossimòro (alla greca ossìmoro) s. m.  – Figura retorica consistente nell’accostare nella medesima locuzione parole che esprimono concetti contrarî: lat. concordia discors, festina lente, strenua inertia; ital. una lucida pazzia, un silenzio eloquente, tacito tumulto, ghiaccio bollente.

Le parole ragione e D'Alema esprimono chiaramente concetti contrastanti ma nella fattispecie la locuzione in questione presenta delle caratteristiche tali da farne una rara forma di ossimoro iperbolico ovvero i due termini contrastano una prima volta tra di loro ma in un modo tale da creare un effetto ridondante e un feedback supplettivo, curiosamente la presenza dell'avverbio stavolta crea un corto circuito e lo sviluppo logico potrebbe essere questo : D' Alema non ha mai ragione ed è in torto anche nel caso in cui avesse ragione.
SCIENZA
26 ottobre 2010
Le malattie della Sinistra
Avvertenza : ulteriori studi sulle malattie della Sinistra mi hanno imposto la revisione e l'aggiornamento del post pubblicato in data 5 luglio

La sindrome di Tafazzi

Il disturbo prende il nome da un noto personaggio televisivo divenuto celebre per una gag nella quale il masochismo è il tratto principale del comportamento. Questo disturbo sembra essere molto diffuso, siamo ai limiti della pandemia : il disturbo consiste nella capacità reiterata e statisticamente rilevante di fare la mossa sbagliata nel momento sbagliato con un effetto boomerang, di pronunciare parole inappropriate con effetti ritorsivi, di promuovere azioni che hanno effetti perversi a proprio danno, nel complesso il disturbo si manifesta in una pulsione non controllabile a farsi del male. Il tafazzismo ha infatti un legame inestricabile ed evidente con una forma insistente di masochismo. In politica esiste poi una categoria specifica chiamata machiavellismo tafazzista che consiste nel cercare le soluzioni complicate ed intricate in modo da rendere più probabile la sconfitta.
La casista relativa a questo disturbo è sterminata ed è impossibile in questo contesto fornire una bibliografia, basti dire che questo disturbo è latente allo stato endemico e ancora non si è trovato un antibiotico che faccia effetto.

Il morbo del qui pro quo
Anche questo è un morbo piuttosto diffuso, pare ne soffra in particolar modo Massimo D'Alema : è il disturbo di chi sempre e comunque prende fischi per fiaschi, di chi non ne azzecca mai una, di chi sistematicamente sbaglia la mossa, di chi vuole mettere i chiodi nel muro con il cacciavite, di chi usa il trapano per fare i buchi nell'emmenthal, un disastro. Molto difficile da curare, quasi una missione impossibile.

La traslazione temporale
Si tratta di un disturbo più contenuto per diffusione e gravità, ne soffre in modo grave ancora Massimo D'Alema  : è il disturbo di crede di vedere le cose prima degli altri ed invece le vede sempre dopo. Pare che lo psicanalista che segue Massimo lo abbia avvertito  : " Stai attento perchè un giorno o l'altro potresti pensare di vedere una bicicletta ed invece è un treno in corsa che ti viene addosso ".

La sindrome del palo in frasca
Questo disturbo risulta particolarmente evidente sui blog del FQ dove militanti e simpatizzanti sfogano le proprie idee e le proprie rabbie : non c'è mai un filo logico, un ragiomento, la ricerca di un senso, si passa da un argomento all'altro di punto in bianco, si pensa ad intermittenza, tipo le luci dell'albero di Natale.

La malattia di Mao a valenza negativa
Questa malattia ha una patologia clinica piuttosto complessa nella quale sono presenti anche i disturbi elencati in precedenza, prende il nome dal famoso aforisma di Mao Tse Tung : Grande è la confusione sotto il cielo dunque tutto è stupendo. La valenza negativa deriva dal fatto che il soggetto gode nel fare casino ma distrugge la casa senza saperla ricostruire, gode nel criticare gli altri ma all'atto pratico non sa cavare un ragno dal buco.

La sindrome dell'ultimo treno
Questa sindrome è ricorrente e si manifesta con una serie di allucinazioni collegate derivanti da sensazioni di angoscia e di timore diffuso : si teme che tutto stia per precipitare e di perdere l'ultima occasione per fare la rivoluzione oppure si teme l'esatto opposto ovvero che l'ultimo treno sia andato e che non ci sia più  nulla da fare.
A questa sindrome è collegabile un disturbo periferico chiamato da alcuni specialisti sindrome del treno di Pantelleria  della cui sintomatologia mi sono occupato altrove.


Il morbo del ma-anchismo
Questo particolarissimo disturbo si manifesta nell'avversione a prendere  una posizione netta sulle questioni e nella tendenza a non decidere mai nulla. Nelle sue forme estreme il disturbo si manifesta con affermazioni del tipo «siamo per la libertà, ma anche per la schiavitù, siamo per la tolleranza ma anche per il Ku Klux Klan ecc.», nelle sue forme blande invece le affermazioni sono del tipo « competizione ma anche solidarietà, lotta all’evasione ma anche semplificazione fiscale, imprese ma anche lavoratori, ecc. ».  Il motto latino In medio stat virtus potrebbe funzionare come precetto per superare i lati più evidenti del disturbo in questione ma se il soggetto è pervicace e con tendenze ossessive non potrà guarire e dirà : « In medio stat virtus ma anche Electa una via, non datur recursus ad alteram ». Ne è portatore sano Walter Veltroni.

Il disturbo dell'ab hoc et ab hac
Questo disturbo si manifesta con un discorso o un ragionamento disorganico, espresso con scarsa proprietà di linguaggio. un esempio calzante potrebbe il seguente : « Noi siamo pronti a tutto, ma la palla sta nel senso di responsabilità del governo ».

Il grillismo
Si tratta di un virus di natura pandemica che si diffonde provocando una sintomatologia conclamata, la malattia è riconoscibile da alcuni indizi precisi : una tendenza al monologo interiore che con facilità travalica nel fanatismo, un'incapacità reiterata ad ascoltare le ragioni altrui e  conseguente propensione al turpiloquio, una disponibilità di fondo a credere nelle cose impossibili o palesemente equivoche. Molto difficile da curare, va considerato un disturbo di tipo bipolare. La classificazione di questo virus è comunque controversa : secondo alcuni studiosi si tratterebbe di un retrovirus destrorso

Il vendolismo
Qui siamo ancora in presenza di un virus di natura pandemica, la sintomologia è variabile, si manifestano eccessi di entusiamo e una tendenza a drammatizzare, esasperare, gonfiare, pompare,  trascendere nel mistico, ingrandire, aumentare, accentuare, caricare, esaltare, enfatizzare. Il decorso clinico è generalmente benigno.

Il bersanismo
Si tratta di un virus ancora poco studiato e poco diffuso, si caratterizza per la propensione a rapportare il mondo globalizzato al microcosmo di Bettola con affermazioni del tipo «Voglio un partito che funzioni come una bocciofila» «Ma tu vuoi un tortello a misura di bocca ? » «Il maiale non è tutto di prosciutto». Anche in questo caso il decorso clinico è generalmente benigno.

 

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POLITICA
4 ottobre 2010
Adesso voltiamo pagina, tocca a noi

Caro Pier Luigi,
a Torino hai detto : « Chiedo a tutti un aiuto per trasformare la rabbia, l’insofferenza e l’impazienza che sentiamo intorno a noi in energia positiva ».
In effetti la pazienza è finita, lo sai meglio di me, l'insofferenza è a livelli critici e la rabbia soffocata a stento,  non possiamo più aspettare, è arrivato il momento di voltare pagina e per poterlo fare dobbiamo precisare il profilo delle nostre intenzioni e calibrare al meglio le proposte. Di energia positiva in giro ce n'è quanta ne vuoi ma è un'energia che ha bisogno di segnali, di indicazioni chiare, di progetti sui quali impegnarsi.
Siccome siamo un collettivo e hai chiesto aiuto, mi permetto alcuni suggerimenti :

L'iniziativa politica del PD dovrebbe articolarsi su 4 livelli interconnessi :

1. la proposta politica immediata
2. il consolidamento della linea politica
3. il ruolo politico e la gestione delle alleanze
4. il progetto-Paese per le giovani generazioni ed il futuro del Paese

1. La proposta politica immediata

La proposta politica immediata ci sarebbe ma la richiesta di un governo di transizione per un passaggio legislativo centrato sulla promulgazione di una nuova legge elettorale presenta delle incognite di non poco conto :

1. la prima incognita è che nel PD ci sono perlomeno 2 posizioni nette e contrapposte su questa problematica

2. la seconda incognita riguarda la possibilità di trovare un accordo con le altre forze politiche disponibili, ammesso e non concesso di riuscire a trovare i numeri in Parlamento

3. la terza incognita deriva dal fatto che alcune forze politiche ( al momento FLI e MPA ) in apparenza interessate all'idea del governo di transizione, in realtà ne fanno un uso strumentale, l'effetto potrebbe essere quello di ricompattare il centro-destra e anche se questo non avvenisse, il rischio di insistere su una mossa tattica inconcludente rimane comunque molto alto. .

4. la quarta incognita è che un eventuale accordo su una nuova legge elettorale potrebbe creare degli effetti perversi : potrebbe ad esempio favorire l'emersione del Terzo Polo e potrebbe dare a B. uno strumento propagandistico di non poco conto, in campagna elettorale B. punterebbe l'indice contro la "sinistra" che vuole vincere cambiando le regole a suo favore.

5. Non solo : una nuova legge elettorale potrebbe rendere più difficile la costruzione di un Nuovo Ulivo o rendere inutile l'idea di un'Alleanza per la Democrazia

6. la canalizzazione del "voto utile" e il recupero dei voti perduti nell'astensionismo potrebbe essere più problematica

7. Non ultimo va considerato il dubbio che tutta la discussione sulla legge elettorale venga percepito come la reiterazione del solito teatrino della politica, una politica con la p minuscola sempre più lontana dalla vita quotidiana dei cittadini.

Insomma ci sono delle controindicazioni di un certo peso tra cui anche il  rischio di un fallimento all'ultimo momento, sarebbe un boomerang con conseguenze gravi in termini di credibilità, ed infine c'è l'incognita più grossa : B. è in grado di vincere le elezioni con qualunque sistema elettorale, quindi potrebbe essere tutto abbastanza inutile sul piano dell'efficacia.

Pensare ad un governo di transizione per modificare la legge elettorale ha tutta l'aria di essere una mossa non ben gestibile e puntare a riprodurre su scala nazionale il "laboratorio siciliano" è una mossa al  momento azzardata, se fallisse vorrebbe dire vittoria eterna per B.

Per sviluppare una proposta politica adeguata alla situazione è necessario tenere conto di alcuni parametri importanti :

1. politicamente siamo troppo deboli, i sondaggi ci vedono in calo costante, il tuo discorso a Torino è stato un passo avanti ma non è stato recepito nel modo giusto, abbiamo veramente molti problemi, non ultimo l'accoppiata Fioroni-Uòlter

2. la crisi finanziaria può avere sviluppi pericolosi, per ora sono sotto tiro la Spagna, l'Irlanda e il Portogallo, ma al prossimo giro potrebbe toccare a noi mentre la Grecia è ancora in bilico

3. la crisi economica è gravissima

4. il quadro politico è illeggibile, può succedere qualunque cosa, le ipotesi in gioco sono le più varie perché B. ha ancora il pallino in mano e sta giocando su più tavoli :

A. Patto di ferro Berlusconi-Fini
B. Governo di Salvezza Nazionale con B.
C. Governo di Salute Pubblica senza B. ma con salvacondotto per B.
D. Tutti contro B. ma con salvacondotto per B.
E.  Rottura del quadro politico per andare alle elezioni anticipate

Poi ci sono i fattori esogeni ( Obama, Merkel, Vaticano, Spatuzza ) e poi ci sono i fattori MB = Marina B., M = Manette, T = Tomba.

Pertanto, in questo marasma, ammesso e non concesso che si possa determinare una convergenza parlamentare per un eventuale governo di transizione, la proposta politica del PD dovrebbe indirizzarsi sul fronte dell'emergenza della crisi :  il Paese non può più continuare a barcamenarsi nell'incertezza senza una Politica industriale, non può andare avanti senza affrontare i nodi della grave congiuntura economica e senza rispondere alle richieste delle parti sociali, bisognerebbe insistere sul fatto che non solo B. non ha mantenuto le promesse fatte ma non sta facendo nulla per arginare la crisi. In questa situazione sarebbe necessario chiedere le dimissioni di B. e contestualmente proporre un governo tecnico-istituzionale senza politici, supportato da una sorta di CLN, con la funzione di arginare la fase acuta della crisi intervenendo in modo incisivo sulle problematiche più eclatanti ( Fiat, Fincantieri, disoccupazione giovanile, precariato ecc. ecc. ) e impostando una manovra finanziaria adeguata ai problemi reali.

Riservandomi di specificare in modo più compiuto il senso di questa proposta, basti dire al momento che un governo di transizione sorretto da un CLN potrebbe essere utile per prendere tempo e riprendere le forze, con una fase di decantazione del conflitto politico si potrebbero creare le condizioni per neutralizzare B. , per verificare la disposizione e la consistenza degli eserciti, sia quelli dei nostri potenziali alleati e sia quelli dei nostri sicuri avversari, per capire meglio come gestire le alleanze, per definire il profilo dell'eventuale Nuovo Ulivo, per valutare la reale fattibilità di un'Alleanza per la democrazia e quindi preparare le elezioni con cognizione di causa.

Non bisogna dimenticare che B. ha ancora una forza elettorale importante, anzi sorprendente, la prima cosa da fare è non fare nulla che lo possa aiutare a riprendere le forze.

2. Il consolidamento della linea politica

Questo passaggio si deve sviluppare sulla base di un caposaldo, una rinnovata questione morale, e su due pilastri : legalità e lavoro.
Sulla centralità di una rinnovata questione morale mi sono già soffermato in un'altra occasione, su di essa dovrebbero poggiare tutta una serie di proposte volte a correggere le storture più eclatanti del sistema  ( costi della politica, sprechi, evasione fiscale, illegalità diffusa ) , la questione morale deve diventare il trait d'union per collegare la riscossa civica alla riscossa economica, uso la tua formula.

I due pilastri sui quali poggiare la riscossa devono essere la legalità e il lavoro : il concetto di legalità porta con sé il concetto di onestà, il rispetto delle regole, la fedeltà ai principi della Costituzione mentre il concetto di lavoro cammina insieme ai concetti di emancipazione, sicurezza, impegno e solidarietà, sono concetti importanti, fondativi, sono valori in cui ci riconosciamo e di cui dobbiamo spiegare il  valore a chi ancora non li comprende
.

E' su questi pilastri che diventa possibile definire le coordinate di una linea politica chiara ed efficace che si deve consolidare con proposte concrete per risollevare un Paese il cui senso civico è ormai allo sbando e con proposte concrete per il lavoro e per le giovani generazioni.

Nell'intervento precedente mi sono già soffermato su un ventaglio di proposte da mettere al centro dell'attenzione.


3. Il ruolo politico e la gestione delle alleanze

Se da una parte il quadro politico generale è nebuloso, è anche vero che molti indizi fanno pensare che la coppia B&B sia diventata ormai un impiccio per tutti, per Obama, per Confindustria, per il Vaticano, per la Merkel ecc. ecc. , il problema è che il passaggio alla Terza Repubblica è complicato perché B. è ancora forte, nonostante tutto ha ancora i voti, ha un consenso elettorale ancora importante la cui consistenza è addirittura sorprendente, ha un impero economico-finanziario-mediatico , non è un Craxi qualsiasi.

Giustamente si sottolinea spesso che i sondaggi vanno presi con cautela e che gli umori dell'elettorato possono essere soggetti alle dinamiche più varie, non bisogna poi dimenticare che il quadro politico potrebbe essere soggetto a mutamenti imprevedibili e che le alleanze "innaturali" non possono essere del tutto escluse, fatte queste premesse, forse converrebbe partire da uno dei pochi dati certi : il gap tra il PD e il PDL è minore rispetto al gap ipotizzabile tra le varie ipotesi di coalizione da contrapporre a PDL+Lega.

Se questa considerazione corrisponde al vero, l'unica cosa da fare al momento è puntare a consolidare la linea politica e a recuperare terreno nei sondaggi e diventare, se possibile, partito di maggioranza relativa. Il PD dovrebbe liberarsi dalla fobia del "moderati" e dall'ossessione "si vince al centro", smettere di giocare a Risiko o al Piccolo Chimico e mettersi al centro dell'arena politica,  rilanciare l'iniziativa politica attaccando B. e la Lega a tutto campo, sarebbe essenziale definire in modo più preciso le proposte concrete per fronteggiare la crisi, chiarire il profilo e le linee di un progetto-Paese, erodere consenso anche ai nostri potenziali alleati, puntare al recupero dei voti perduti, insomma dare l'impressione di essere vivi e forti è fondamentale non solo per diventare forza di Governo ma anche per fare e gestire alleanze e accordi, dobbiamo conquistare un ruolo centrale nello scacchiere politico.

Un'osservazione finale : per prepararsi alle prossime elezioni il Nuovo Ulivo dovrebbe aggregarsi intorno alla figura di un nuovo Prodi, l'idea del "Papa straniero" non è affatto peregrina ma potrebbe neutralizzare molte problematiche che rischiano di inficiare un percorso unitario e coeso che invece  è assolutamente indispensabile.
Le primarie possono servire per scegliere i parlamentari e i politici locali, per scegliere un potenziale premier ci vuole un ragionamento politico.

4. Il progetto-Paese per le giovani generazioni ed il futuro del Paese

Questo è in realtà il nodo più intricato da sciogliere perché sul progetto-Paese ci si gioca non solo il peso politico del partito ma soprattutto il destino e il futuro di questo Paese.
Dobbiamo ripartire da un codice sorgente che abbiamo dimenticato, trascurato, colpevolmente messo nella soffitta dei nostri cuori , è il codice che vuole la lotta al privilegio e la difesa degli svantaggiati come il fulcro di ogni nostra azione.

Un saluto, volendo anche due


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permalink | inviato da torquemada58 il 4/10/2010 alle 15:16 | Versione per la stampa
POLITICA
15 settembre 2010
La «vocazione maggioritaria» ?
Premesso che i sondaggi hanno un'attendibilità relativa, premesso che quello che appare non coincide con quello che accade nel backstage, premesso che nel quadro poltico attuale potrebbero entrare in gioco dei fattori imponderabili, secondo me Casini vuole correre da solo, vuole diventare l'ago della bilancia del quadro politico, anche Di Pietro secondo me ha una mezz'idea di correre da solo, non ha un vero interesse a sconfiggere B., per lui B. è una rendita, i veti incrociati tra i due servono per mascherare le loro vere intenzioni, Vendola ha lanciato un'OPA sul PD, il suo scopo è quello di entrare in Parlamento, il resto è un optional, Grillo non si vuole alleare con nessuno, in pratica il PD si trova nella curiosa posizione di volersi alleare con chiunque e nessuno vuole veramente allearsi con il PD, mi chiedo allora se non valga davvero la pena di uscire dalle secche delle alleanze calcolate a tavolino e tarare l'iniziativa politica su altri parametri.

Purtroppo manca la capacità di sintesi, la capacità di avere il quadro sinottico della situazione, seguire lo sviluppo del gioco e dare scacco al re con mosse ben ponderate.

Sostenere come fanno i veltroniani che «prima viene il rilancio della capacità di attrazione del Pd e solo poi il tema delle alleanze» è in realtà un'ovvietà in un contesto nel quale nessuno esprime ancora posizioni nette sulle alleanze, anche lo schema di gioco del «doppio cerchio» è poco più di una dichiarazione di disponibilità a sedersi ad un tavolo «con chi ci sta», in entrambi i casi manca comunque la sostanza, un ventaglio di proposte concrete, il problema è sempre lo stesso : l'incapacità di passare dai discorsi ai fatti, dalla teoria alla prassi come si diceva un tempo. L' unica strada da percorrere è quella di uscire dal limbo delle buone intenzioni, degli impegni generici e delle lettere e delle interviste ai giornali e impegnarsi seriamente nell'elaborazione di proposte concrete e chiaramente comprensibili intorno ai temi del lavoro, della giustizia sociale e della legalità, dobbiamo dar corpo a riforme in grado di innescare cambiamenti profondi nella società e nella cultura del paese, dobbiamo creare una mobilitazione permanente sulla base di idee chiare e fattibili, per attrarre interesse e consenso dobbiamo dare la sensazione che le cose possono cambiare davvero.

Le prime cose da fare sono le seguenti :

Proposta n° 1
Riduzione al 50% del numero dei parlamentari e adeguamento ai parametri europei dei loro compensi. Eliminazione del vitalizio per i parlamentari nazionali e per i consiglieri regionali.
Riduzione del 50% del costo globale del ceto politico, compresi amministratori locali, consiglieri e consulenti.

Proposta n° 2
Abolizione di tutte le Province e accorpamento dei Comuni al di sotto dei 5000 abitanti

Proposta n° 3
Dismissione e vendita del 90% delle auto-blu, riduzione dei ministeri al numero massimo di 10, riduzione del 75% per le consulenze esterne nella PA, riduzione del 50% del budget disponibile per il Quirinale e Palazzo Chigi, adeguamento di tutti gli altri budget di spesa istituzionali ai livelli medi europei

Proposta n° 4
Ripristino dell'ICI per la prima casa (con eventuali agevolazioni per famiglie monoreddito, pensionati e redditi di prima fascia) . Raddoppio della tassa per le case di lusso.

Proposta n° 5
Costituzione di un Fondo Nazionale a favore dei giovani disoccupati che promuova
corsi di formazione e incentivi le assunzioni con le risorse destinate al Ponte sullo Stretto.

Proposta n° 6
Riduzione consistente e graduale delle spese militari a favore delle politiche sulla famiglia

Proposta n° 7
Maggiorazione dell'IVA al massimo livello consentito dai parametri UE e scontrino parlante o fattura elettronica per i generi di lusso

Proposta n° 8
Tassazione a regime speciale per automobili e imbarcazioni di lusso

Proposta n° 9
Tassazione complementare e progressiva sui patrimoni che superano il milione di euro
Aumento dell'aliquota
sulle rendite finanziarie al 23%

Proposta n° 10
Rimborso del 10% sulle tasse pagate per i contribuenti virtuosi, raddoppio delle sanzioni per evasione fiscale superiore ai 10 mila euro, sequestro dei beni per evasione fiscale superiore ai 100 mila euro. Le risorse ricavate dalla lotta all'evasione fiscale saranno destinate all'abbattimento del debito pubblico. Per le imprese abolizione degli studi di settore.

Queste 10 proposte NON sono un programma di Governo ma sono solo i primi provvedimenti di un progetto più generale di cui il PD dovrebbe farsi carico, sono solo idee e proposte preliminari che dovrebbero trovare una loro congiunzione in 5 grandi riforme : Stato, Fisco, Lavoro, Welfare, Istruzione.

Il sistema si sta avvitando su stesso, o lo cambiano dalla A alla Z oppure ci dovremo, come dice Marchionne, «adeguare alla povertà».

Altre proposte che dovrebbero essere prese subito in considerazione sono  :

una severa Legge anti-corruzione
che preveda l'Incandidabilità assoluta e l'ineleggibilità per chi ha subito una condanna o è sottoposto a rinvio di giudizio per reati contro la Pubblica Amministrazione e la sospensione da ogni carica amministrativa e politica in presenza
di un avviso di garanzia.

una revisione della Legge sui rimborsi elettorali
che preveda una soglia del 4% per ottenere il rimborso elettorale e la riduzione alla metà del rimborso stesso.

una Legge anti-nepotismo
che nella PA impedisca l'assunzione per chiamata diretta e/o per concorso di personale che abbia legami di parentela fino al 2° grado con amministratori e/o dirigenti della struttura per la quale è prevista l'assunzione stessa.


La «vocazione maggioritaria» deve diventare una «vocazione all'alternativa» .

Se guardiamo avanti, se andiamo oltre il bricolage e cominciamo a disegnare le linee di un progetto complessivo, se uniamo le forze nella prospettiva di una nuova idea di società equilibrata e virtuosa, se acquistiamo quel sano pragmatismo che non abbiamo mai avuto, un mondo migliore è alla nostra portata. Gramsci diceva: «Conoscere la realtà per cambiarla».


P.S. Alcune considerazioni finali : se il PD si rafforzasse anche a spese dei potenziali alleati, sarebbe più facile diventare il direttore dell'orchestra e addomesticare le forze in campo attraverso alleanze utili, sarebbe possibile gestire con maggior disinvoltura lo schema tattico del «doppio cerchio»  senza dimenticare che sarà comunque il popolo dell'astensionismo a decidere le sorti delle prossime elezioni, non certo gli accordi con Gianfry o Pierfurby, vincerà chi perderà di meno o chi sarà così abile da recuperare parte dei voti perduti.
Il rafforzamento del PD è ovviamente una conditio sine qua non per rendere efficace qualunque iniziativa politica e sotto questo profilo mi suona veramente paradossale che il teorico della «vocazione maggioritaria» non si renda conto di quanto pericoloso sia in questo momento  delicato entrare a gamba tesa nella discussione con atteggiamenti poco costruttivi, proprio ora che il PD deve essere unito, proprio ora che il PD avrebbe le potenzialità per diventare il partito di maggioranza relativa.


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POLITICA
13 settembre 2010
Il bivio
Tendiamo ad essere prigionieri della politichetta del giorno per giorno ma gli addetti ai lavori stanno già facendo i loro conti per posizionarsi nel dopo-Berlusconi, l'opzione che va per la maggiore, la strada maestra preferita dal sistema , è una variante dell' ipotesi Casini-Pisanu-Bocchino : una sorta di governo di Unità Nazionale con un profilo alto e riformatore, si fa per dire , e una maggioranza più ampia, costruendo una coalizione che comprenda PDL, Fini, Casini e Rutelli e "i moderati del Pd ormai delusi".
Basta intendersi su chi sono "i moderati del Pd ormai delusi" e poi è fatta. Fantapolitica ? Mi sa di no, le ultime uscite di Letta, Marini e Fioroni non promettono niente di buono.
La Lega e Di Pietro ?  Le ali estreme verranno tagliate.

Ma un'altra strada sarebbe possibile  ? In linea teorica sì : un PD con la vocazione all'alternativa che potrebbe diventare il partito di maggioranza relativa e coagulare intorno a se tutte le forze vive che vogliono cambiare l'Italia. Fantapolitica ? Mi sa di sì perché il tramonto di B. potrebbe invece coincidere con l'agonia del PD e la definitiva frantumazione della sinistra italiana.



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POLITICA
9 settembre 2010
I 5 Cavalieri dell'Apocalisse

La mossa di Silvio

Un maxi-acquisto di pannoloni, ecco la mossa a sorpresa che nessuno si aspettava... va capito, sono tutti incaz***** neri con lui e la situazione è ormai insostenibile : Obama è nero, il Papa veste di bianco ma è nero anche lui, Fini era nero e ora è grigio, Bossi era rosso (Baffino dixit) ma ora è nero, Veronica è nera, Gheddafi è nero e vuole la tangente altrimenti organizza pullman interi di neri dell'Africa nera, Mills = fifa nera, meglio cautelarsi con un bel po' di pannoloni bianchi, non si sa mai.



Umbi dà i numeri

« Questa è l'ultima occasione: o si fanno le riforme o scoppia un casino. Se la sinistra vuole scendere in piazza abbiamo trecentomila martiri pronti a battersi. E non scherziamo... mica siam quattro gatti, verrebbero giù anche dalle montagne con i fucili, che son sempre caldi » (Corriere della sera, 29 aprile 2008)

« Le forze politiche hanno una massa d'urto. Pensate se io e Berlusconi portassimo 10 milioni di persone a Roma...»  Umberto Bossi assicura che contro un eventuale governo tecnico, la Lega e il premier potrebbero portare 10 milioni di persone a Roma.  (Adnkronos, 8 settembre 2010)

Ma 'sto pallottoliere arriva o non arriva ?



I 3 scannagatti

La summa del pensiero di Massimo d'Alema sta nella frase : « La sinistra di per sé è un male. Soltanto l'esistenza della destra rende questo male sopportabile  » (dall'intervista a L'espresso del  19 dicembre 2003)

La summa del pensiero di Piero Fassino sta nella frase : « Abbiamo una banca? »

La summa del pensiero di Walter Veltroni sta nella frase : « Il cinema italiano con Alida Valli  perde uno dei volti più intensi e significativi. Al suo straordinario talento interpretativo sono legate alcune delle migliori opere dei grandi maestri della nostra cinematografia ». (citato in Corriere della sera, 23 aprile 2006)

Matteo.....Matteoooooo.....Maaaattttteeeeeooooooo..........

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