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POLITICA
22 febbraio 2011
L'unica maniera per realizzare i propri sogni è svegliarsi /2 - Che fare ?
Analizzare i vantaggi serve a elaborare i piani. Analizzare gli svantaggi serve a evitare i danni.
Sun-tzu


   Come ci attestiamo tatticamente in relazione ad un quadro politico che potrebbe svilupparsi da un momento all’altro secondo linee imprevedibili ? Dunque, cosa proponiamo ? Anzitutto proponiamo le dimissioni di SB, le parole di Franceschini pronunciate alla Camera sono state nette : "Anche se non ci fossero reati Berlusconi può forse continuare a guidare il Paese dopo i fatti che sono avvenuti e che abbiamo letto? Chiediamo in quest'aula: abbia un sussulto di dignità, si dimetta, vada a difendersi nelle aule di tribunali dalle accuse infamanti che ha ricevuto". Bene, ma poi ?

Il tempo di SB è scaduto ma proverà, intrallazzando e cavillando, a neutralizzare i processi che lo riguardano,  proverà con tutte le sue forze ad escogitare una exit strategy. L’accanimento nel trovare una soluzione e/o un rinvio per i suoi guai con la giustizia lo porterà a forzare i rapporti istituzionali, quest’accanimento è ovviamente un segno di estrema debolezza e come tale andrà interpretato e sottolineato, sul piano politico la forsennata ricerca di una scappatoia per sfuggire ai guai con la giustizia mentre il paese va in malora sarà l'anticamera del suicidio perché a tutti apparirà sempre più chiaro che SB pensa solo ai problemi che lui stesso si è creato da solo con comportamenti irresponsabili e che non pensa affatto ai problemi del Paese.
La Lega lo appoggerà ancora per un po’ ma in aprile i nodi verranno al pettine in ogni caso: il Quirinale probabilmente non firmerà un’eventuale riforma della giustizia, forse comincerà il processo per il “Rubygate” e in quel periodo molti parlamentari matureranno il vitalizio e a quel punto si comincerà a ballare veramente. La verità è che stanno tutti navigando a vista : SB non sa bene cosa fare, la Lega soffre la pressione della sua base elettorale, una base sempre più insofferente nei confronti di SB e delusa dalle scelte ambigue dei suoi dirigenti, la Lega appena sentirà puzzo di bruciato tenterà di mettere SB sotto tutela ( con Tremonti o con Maroni ) , comunque l'agenda politica è ancora in mano a SB, per il momento.le opposizioni si barcamenano come possono ma non danno l'impressione di avere una linea di condotta efficace.

Ma c’è un altro scenario che potrebbe aprirsi senza preavviso : SB, messo alle strette dai processi e preso dal timore di subire una condanna a breve,  potrebbe sparigliare le carte, buttare all’aria il tavolo e puntare alle elezioni,  ha un potenziale elettorale ancora alto e considerando che il Terzo Polo mostra evidenti segni di crisi, che il Nuovo Ulivo non ha ancora preso forma e che ci sarà una tendenza alla polarizzazione degli schieramenti,  potrebbe crearsi una pericolosa miscela nella quale potrebbero prevalere fattori imponderabili, SB teme le elezioni ma potrebbe decidere di rischiare il tutto per tutto.

C’è poi un terzo scenario che andrebbe preso in considerazione ed è quello che contempla l’opzione del salvacondotto ovvero una convergenza tra le forze politiche per offrire a SB una scappatoia legalizzata per evitare i processi ed eventuali condanne in cambio delle dimissioni e dell’uscita di scena.

Proviamo adesso a rovesciare la questione : invece di ipotizzare quale potrebbe essere lo scenario dominante delle prossime settimane, proviamo ad immaginare semplicemente quale potrebbe essere lo scenario più temibile per SB. 

SB non teme lo scontro frontale con i PM, con Napolitano e con tutti coloro che lo potrebbero ostacolare, alzare polveroni e sfruttare la confusione generale sono il suo forte, SB è principalmente un inquinatore,  il caimano si trova a suo agio nel fango, SB certamente teme i processi ma non al punto tale da prendere in considerazione le dimissioni solo per questo motivo.  

SB non teme nemmeno le elezioni ovvero le teme ma non fino al punto da evitarle se la situazione dovesse diventare ingestibile.

In linea teorica potrebbe essere interessato ad un accordo di qualche tipo per ottenere un salvacondotto ma finché avrà la sensazione di poter risolvere le cose resistendo, tergiversando, bluffando ecc. ecc. farà di testa sua.  Se dovesse trovarsi in un vicolo cieco, per guadagnare del tempo potrebbe far finta di accettare uno scambio barattando l’uscita di scena con l’impunità ma non c’è da fidarsi, SB è spregiudicato, è capace di qualunque mossa, mai fidarsi …

In realtà SB  teme soprattutto l’isolamento internazionale e la neutralizzazione della sua azione politica, ovvero l’eventualità di non essere più il protagonista dello spettacolo. Non a caso SB era in grande apprensione nei giorni in cui si ventilava la possibilità che la legislazione continuasse con il varo di un “governo tecnico”  … «Non mi dimetterò mai»  … «Ma se questi faranno il governo tecnico noi gli scateneremo contro la guerra civile, avranno una reazione come nemmeno s’immaginano…».

Dobbiamo dunque riuscire a provocare le dimissioni di SB determinando una situazione  tale da neutralizzare SB politicamente ed impedirne la ricandidatura alle prossime elezioni, in pratica si tratta di riuscire a sganciare il destino di SB da quello della legislatura.

SB teme fondamentalmente tre scenari  :
1. un nuovo governo di centro-destra  a guida Tremonti o Maroni
2. un “governo tecnico” senza politici
3. un Governo di Emergenza e di Unità Nazionale con le forze politiche disponibili

Uno qualsiasi di questi scenari determinerebbe la fine politica di SB ma ormai sembra che si punti in un'altra direzione se il Presidente del Consiglio dovesse dimettersi : le elezioni. Perchè ? Si tratta di un ennesimo errore di valutazione ?



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permalink | inviato da torquemada58 il 22/2/2011 alle 22:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
21 febbraio 2011
L'unica maniera per realizzare i propri sogni è svegliarsi

Il post che segue nasce dall’esigenza di approfondire una discussione nata su PDnetwork : al momento si tratta di un work in progress, il tentativo è quello di inquadrare lo stato delle cose e indicare una prospettiva politica per uscire dalla crisi.

Un battaglia politica vincente non può che essere la risultante di una convergenza tra iniziativa politica e proposte programmatiche : la prima deve cogliere i caratteri del quadro politico in cui opera, le seconde devono dare all’iniziativa politica uno slancio tale da consentire il raggiungimento di obbiettivi tattici importanti, in politica si gioca per vincere, altre opzioni non sono consentite. Ma iniziativa politica e proposte programmatiche da sole non possono essere sufficienti per una battaglia politica vincente, servono anche un partito e un gruppo dirigente all’altezza della situazione.

Per sviluppare il discorso partiamo proprio da quest’ultima necessità, quella relativa al gruppo dirigente, ovvero dalla necessità di affidare  e far gestire l’iniziativa politica ad un gruppo dirigente all’altezza della situazione.  E’ ormai improcrastinabile l’esigenza di introdurre una conventio ad excludendum per  “rottamare” in via definitiva i molti personaggi  che in tutti questi anni hanno avuto le loro occasioni ma non le hanno sapute sfruttare e che tuttora condizionano in modo negativo la vita del partito e  l’elaborazione della linea politica. Sussistono delle perplessità, è inutile negarlo, anche riguardo a Bersani : una bella fetta  della discussione sul leader del centro-sinistra nasce chiaramente dalle perplessità che nel tempo si sono accumulate sulla figura di Bersani, perplessità presenti all’interno del PD, tra i commentatori politici e nell’opinione pubblica. Si potrebbe aggiungere che se si andasse alla formazione di un Nuovo Ulivo, sarebbe del tutto normale considerare il Segretario del partito più importante della coalizione come il leader naturale della coalizione ma questa considerazione, per molti commentatori e per molti motivi,  al momento non è per niente scontata.

Ora, il dubbio che a questo punto  dovremmo sciogliere è il seguente : le perplessità che riguardano Bersani sono relative alla persona nel senso che il Segretario non viene ritenuto in grado di portare avanti una linea e un programma già definiti  o comunque da definire  oppure  le perplessità che riguardano il Segretario sono soprattutto il riflesso di una linea politica traballante e di un programma evanescente ?

A suo tempo mi sono dichiarato favorevole all’ipotesi del cosiddetto  «doppio cerchio»  pur sottolineando la mancanza di un programma politico vero e proprio in grado di sostenerne lo schema tattico e in seguito, a metà gennaio, mi sono dichiarato favorevole all’ipotesi di invertire l’ordine dei fattori e di partire prima dal programma per arrivare alle alleanze proprio perché mi sembrava che con questa inversione fosse possibile colmare il vuoto programmatico purtroppo presente nello schema tattico del «doppio cerchio» . La situazione adesso però è cambiata e riguardo all’iniziativa politica, in un commento pubblicato su PDnetwork,  ho già sottolineato quelli che a mio parere sono stati i due errori tattici maturati in questi ultimi giorni ovvero l’apertura alla Lega e la richiesta di elezioni anticipate. Rivolgendomi direttamente al Segretario ho scritto che :

1.       con l'apertura di credito che hai fatto alla Lega con l'intenzione di scompaginare il fronte avverso, hai consegnato a Bossi un jolly potentissimo che lui userà invece per condizionare e pilotare SB a comodo suo. La mia opinione è che nonostante certi fremiti della base, la Lega non si staccherà da SB per molti motivi, il primo dei quali è che la Lega è interessata all'eredità politico-elettorale di SB e quindi non ha interesse a rompere con SB, ha interesse a metterlo sotto tutela : «Berlusconi si riposi, ci pensiamo noi».

2. chiedere le dimissioni di SB è sacrosanto ma chiedere le elezioni anticipate è sbagliato perché il quadro politico è troppo ingarbugliato : la peculiarità dei fattori in gioco e le incertezze del Terzo Polo tenderanno a creare una polarizzazione degli schieramenti e anche l'improbabile proposta di una Santa Alleanza non farebbe altro che ricompattare il centro-destra e rendere incerto l'esito del voto, soprattutto se SB fosse nelle condizioni di ripresentarsi ancora come leader.

Valutando complessivamente la situazione, il vero problema sembra proprio essere questo : l’iniziativa politica è continuamente traballante, insicura nelle sue configurazioni e non porta a risultati visibili. Non è visibile nemmeno il disegno di un programma agile e pragmatico. L’ipotesi della Santa Alleanza è tramontata, la formazione di un Nuovo Ulivo è in alto mare, ammesso e non concesso che sia possibile aprire sotto qualche forma una fase costituente non si vedono progetti già consolidati sui quali imbastire una discussione e/o una trattativa, anche la questione della legge elettorale che per alcuni mesi sembrava essere una sorta di cavallo di Troia per abbattere SB è finita nel dimenticatoio,  i punti di un ipotetico programma di Governo sono appena accennati e non sarebbero comunque idonei per affrontare la gravità della crisi e i nodi problematici che soffocano il sistema-Paese,  si chiedono le dimissioni di SB ma paradossalmente SB sembra aumentare le proprie capacità di resistenza,  almeno per il momento…insomma, l’impressione è che le incertezze dell’iniziativa politica e la mancanza di un programma chiaro per segnare un’identità compongano un tutt’uno con le perplessità che si riverberano sul Segretario e su tutto il gruppo dirigente. Che fare ?

(continua)
POLITICA
17 novembre 2010
31.597.000.000 + 18.750.000.000 + 16.438.000.000 + 11.600.000.000 = 78.385.000.000 €
Nei primi 3 mesi del 2011 scadono titoli di Stato per  31.597.000.000 + 18.750.000.000 + 16.438.000.000 + 11.600.000.000 = 78.385.000.000 € , nessuno può permettersi passi falsi e di andare al voto con una montagna di titoli in scadenza, la data del 27 marzo messa in giro da Calderoli e da La Russa è un bluff, serve per serrare i ranghi e simulare sicurezza. 

Inoltre tra maggio e giugno del 2011 circa 570 parlamentari di tutti gli schieramenti matureranno il diritto al vitalizio, in un modo o nell'altro cercheranno di resistere fino al raggiungimento dell'agognato traguardo. Le elezioni ci saranno eventualmente a fine giugno.

Per il momento ci sono solo 3 soluzioni : o B. ce la fa a resistere oppure trova un modo per fare un B. bis o subentra un Governo tecnico, magari a guida Draghi, senza politici, che si assume l'onere di arginare temporaneamente la crisi economica e finanziaria.


 

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POLITICA
14 novembre 2010
Proverà a resistere in tutti i modi
Si discute in questi giorni sulla possibilità di un baratto : l'uscita di scena di B. in cambio di un salvacondotto risolutivo, ovvero una soluzione definitiva per la salvezza che dovrebbe prescindere dal suo ruolo di premier.

«Decida lui un successore, qualcuno di cui si fida, faccia un passo indietro e noi cerchiamo e votiamo una soluzione per i suoi processi» dicono alcuni. Altri sottolineano la delicatezza del momento auspicando una exit strategy ragionevole : «Questo è un Paese crudele, che per mondarsi delle proprie colpe, una volta che Berlusconi è caduto, è capace di accusarlo di nefandezze inaudite. Certo, si può ragionare su una uscita senza vendette, ma dopo che lui abbia abbandonato il campo. Senza equivoci».  Altri ancora si allargano in analisi più complesse e considerano che non sia possibile uscire da questo presente  «senza concedere a Berlusconi l’onore delle armi e senza coinvolgerlo direttamente nella transizione al suo stesso sistema di potere », si potrebbe ventilare ad esempio un salvacondotto speciale : « un adeguato compimento della sua eccezionale parabola politica arrivando a essere eletto al Quirinale».

Insomma, le opzioni sono varie. Escludendo l'ultima, che pare impraticabile per semplici motivi di decenza, rimane il problema generale : quale potrebbe essere la soluzione per consentire a B. di fare un passo indietro senza dover subire pseudo-vendette di tipo politico o strascichi giudiziari imbarazzanti ?

Per quanto riguarda i processi che coinvolgono B. , in fin dei conti per metterli in quarantena o per eliminarli basterebbe ripristinare la vecchia immunità parlamentare così come era in vigore prima di Tangentopoli, si tratterebbe di un provvedimento impopolare ma potrebbe essere utile per stemperare quella conflittualità che è aperta sul fronte della giustizia. Se ne parla da mesi ma evidentemente B. non considera la vecchia immunità parlamentare sufficiente per garantirgli l’impunità. Perché ? Perché in primo luogo le maggioranze parlamentari possono cambiare, anche le situazioni possono cambiare e la vecchia immunità parlamentare potrebbe essere utile per cloroformizzare i processi in corso ma potrebbe non servire per quello che cova sotto la cenere : intercettazioni compromettenti, scandaletti vari ma soprattutto le dichiarazioni di Ciancimino jr. e Spatuzza.

Perché il problema che ha determinato la sua discesa in campo è più che mai vivo anche adesso, aveva detto  : «mi accuseranno di essere mafioso» e poi aveva aggiunto : «mi faranno di tutto, andranno a frugare tutte le carte, diranno che sono un mafioso». 

Lo confermerà anni dopo anche il fedele Fedele : «La verità è che se Silvio Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l'accusa di mafia».

Coincidenza vuole che quelle accuse siano ormai sempre più stringenti e pericolose.

B. sapeva di essere nel mirino già diversi anni prima della discesa in campo ma Craxi offriva una protezione adeguata. Le cose cambiano dopo Tangentopoli e B. deve entrare di persona in politica per parare i colpi e ancora sta cercando di pararli. 

Pare che B. abbia detto : «Se mi dimetto, poi non torno più a Palazzo Chigi».  B. sa bene che finché resterà a Palazzo Chigi e finché avrà la titolarità di 10 milioni di voti, nessuna Procura oserà l'inimmaginabile ma se si dimettesse e se il peso elettorale dovesse ridimensionarsi significativamente allora niente sarebbe più come prima. Proverà a resistere in tutti i modi, non sta difendendo solo se stesso, sta difendendo il suo impero dall' ignominia.
POLITICA
14 novembre 2010
Una gufata pazzesca
Silvio Berlusconi chiederà la fiducia in Parlamento, prima al Senato e poi alla Camera, ma solo dopo l'approvazione finanziaria. Lo ha annunciato lo stesso Presidente del Consiglio, ricevendo il plauso del Capo dello Stato: «Tutti d’accordo, prima la manovra». Giorgio Napolitano aggiunge: «D’altronde ci si regolò analogamente nelle vicende di fine anno 1994».

Miiiinchia, che gufata !

22 novembre 1994 : Mentre il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi coordina a Napoli la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla criminalità organizzata, gli viene recapitato un ordine di comparizione della Procura di Milano per un interrogatorio sul depistaggio dell' inchiesta sulle tangenti alla Finanza.

22 dicembre 1994 : Cade il primo governo Berlusconi per decisione di Bossi, quel  «giuda, traditore, ladro e ricettatore di voti, personalità doppia e tripla», che «per sette lunghi mesi ha messo a dura prova la pazienza mia e di tutto il governo».

13 gennaio 1995 : Dopo varie consultazioni del Capo dello Stato per dare l'incarico a formare un nuovo governo, Scalfaro lo affida a Lamberto Dini, ex ministro del Tesoro nel governo Berlusconi.  È stato il primo e finora unico governo della storia repubblicana interamente composto da esperti e funzionari non appartenenti al Parlamento.



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POLITICA
13 novembre 2010
La veronica di B.

Precisiamolo subito : qui non si parla della Veronica Veronica, la quasi ex moglie di B., quella poveretta che disse : «Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni ecc. ecc. …» ma si parla di quella finta che nel gioco del calcio serve per superare l’avversario con una giravolta, la veronica appunto.

Silvio «deve riprendere l'iniziativa, uscire in dribbling dalla morsa, come Maradona, che nel Mondiale dell'86 partì da centrocampo, dribblò mezza Inghilterra e palla al piede arrivò in porta », è questo il consiglio che pochi fa gli ha dato il fedele Fedele e Silvio forse lo seguirà nel modo seguente :

Silvio sta per tornare da Seul e sa già cosa fare, prima parlerà con Niccolò, Angiolino e Gianni e dirà, parole testuali :

«Signori miei, ho deciso, mi gioco tutto. Basta con il teatrino della politica, basta con chi tradisce me e gli elettori, dirò che il popolo sovrano non può essere gabbato con governicchi dal fiato corto, farò un discorso come quello di Onna, mi rivolgerò a tutti,  metterò tutti di fronte alle proprie responsabilità, vedrete, comunque vada sarà un successo».

Poi in mondovisione, in viva voce ma con la faccia di un avatar perché la faccia vera è fuori controllo, farà un discorso appassionato come quello della discesa in campo ma con i toni da statista come quelli del discorso di Onna :

 

Care amiche e cari amici, care elettrici e cari elettori,

l'Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Mai come in questo momento l'Italia, che giustamente diffida di profeti e salvatori, ha bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative ed innovative, capaci di darle una mano, di far funzionare lo Stato. Questo è un momento difficile : politicanti ambiziosi vogliono un potere per il quale non hanno ricevuto il mandato dei cittadini, la classe politica italiana è travolta dai fatti e superata dai tempi, la difficoltà  di governare è causata dai troppi vincoli che vengono imposti dalla politica politicante, il rinnovamento e la modernizzazione del paese sono quasi impossibili se l’azione di chi ha ricevuto il mandato dal popolo sovrano è condizionata da fatti estranei alla politica stessa, una macchina del fango che sopravvive violando la privacy dei cittadini vuole tarpare la rivoluzione liberale con scandali montati ad arte.

Siamo riusciti ad arginare le difficoltà derivanti dalla crisi finanziaria ed economica del mondo globalizzato ma siamo schiacciati dal peso di un debito pubblico enorme che forze politiche irresponsabili hanno contribuito ad aumentare negli ultimi decenni, il Paese è incerto nel momento difficile di un rinnovamento assolutamente necessario e dobbiamo quindi porci il problema del passaggio a una nuova Repubblica.

Dobbiamo in primo luogo proporre anche ai cittadini italiani gli stessi obiettivi e gli stessi valori che hanno fin qui consentito lo sviluppo delle libertà in tutte le grandi democrazie occidentali.

Dobbiamo far leva sui valori in cui crediamo perché  noi crediamo nell'individuo, nella famiglia, nell'impresa, nella competizione, nello sviluppo, nell'efficienza, nel mercato libero e nella solidarietà, figlia della giustizia e della libertà.

Sogno, a occhi bene aperti, una società libera, di donne e di uomini, dove non ci sia la paura, dove al posto dell'invidia sociale e dell'odio di classe stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l'amore per il lavoro, la tolleranza e il rispetto per la vita.


La storia d'Italia è ad una svolta. Da cittadino,
 senza nessuna timidezza ma con la determinazione e la serenità che la vita mi ha insegnato, vi dico che è venuto il momento di farla finita con una politica di chiacchiere incomprensibili, di stupide baruffe e di politica senza mestiere. Vi dico che è possibile realizzare insieme un grande sogno: quello di un'Italia più giusta, più generosa verso chi ha bisogno più prospera e serena più moderna ed efficiente protagonista in Europa e nel mondo.
Per questo motivo faccio un appello a tutte le forze politiche responsabili per formare un Governo di Emergenza Nazionale di cui in prima persona mi faccio promotore e sostenitore.

Dobbiamo farlo tutti insieme, tutti insieme, quale che sia l’appartenenza politica, tutti insieme, per un nuovo inizio della nostra democrazia repubblicana, dove tutte le parti politiche si riconoscano nel valore più grande, la libertà, e nel suo nome si confrontino per il bene e nell’interesse di tutti.

Spero che le mie parole siano meditate da ciascuno di voi e, in particolare rivolgo un appello a tutti i moderati e a tutti i riformatori, a quelli che condividono i valori liberali e democratici e a quelli che hanno la mia stessa visione della libertà, della patria, della persona, della famiglia, dell’economia e del lavoro ma mi rivolgo chiaramente anche alle forze più responsabili dell’opposizione affinché valutino con coscienza l’opportunità di formare tutti insieme un Governo di Emergenza Nazionale anteponendo il senso di responsabilità agli interessi di parte e avendo come obiettivo il bene di tutti i cittadini.
Vi ringrazio


Ecco, se B. davvero facesse un discorso del genere mettendosi a disposizione di un Governo di Emergenza Nazionale cosa potrebbe succedere ?Si salverebbe ?

POLITICA
11 novembre 2010
Siamo alle porte coi sassi
Ieri la Borsa di Milano è andata maluccio, i debiti sovrani di Irlanda e Portogallo sono stati messi sotto pressione ma, soprattutto,  Mediaset ha perso il 6,48%.  Ormai è quasi sicuro  : le elezioni si allontanano, il governo tecnico anche, si avvicina un B. bis.

E noi ? Dopo che ci siamo impiccati con la legge elettorale, quale sarà la prossima corda ?  
Eppure era tutto già chiaro alcuni mesi fa : l’attenzione andava rivolta subito e in modo ossessivo sui temi del lavoro, della legalità e della giustizia sociale inchiodando B. alle sue responsabilità e al suo fallimento politico.

Ora invece succederà che ci troveremo spiazzati in tutti i casi :

- l’ipotesi più probabile è che B. resista facendo un nuovo governo, allora la debolezza della nostra linea politica apparirà evidente soprattutto se Casini dovesse aggregarsi alla nuova compagnia cantante e se fosse il B. bis a mettere mano alla legge elettorale.

-Se B. dovesse cadere ma si dovessero creare le condizioni per un governo tecnico, avremmo dei seri problemi nell’affrontare una fase del genere non avendo una posizione di partito sulla riforma delle legge elettorale e avendo posizioni del tutto generiche sul resto.

- Se B. dovesse cadere e si andasse invece ad elezioni anticipate in tempi relativamente brevi, saremmo nelle peste perché il discorso delle alleanze è stato gestito fino ad adesso in modo maldestro e le proposte del PD per affrontare la gravità della crisi sono insufficienti e poco leggibili.

Quale sarà la prossima corda ? La previsione è facile : l’impasse acuirà le tensioni interne che ben presto potrebbero sfociare in una lotta fratricida, un bel tutti contro tutti. Ci saranno degli abbandoni ed infine potrebbe crearsi una spaccatura tra una sedicente ala sinistrorsa che si ricongiunge con Vendola e l’ala destrorsa che si fa attirare dalla sirena terzopolista.  In pochi se lo ricordano ma nel 2008 D’Alema disse : «Nichi Vendola è l' unico in grado di rilanciare un'idea di sinistra in chiave moderna, gli altri mi sembrano troppo disorientati ».  Massimo il Pessimo è capacissimo di fare una capriola e stringere la mano a Nichi come se nulla fosse : potrebbe portare in dote un 15% di PD, magari Nichi ci mette un 7% di SEL ed ecco che abbiamo un nuovo partito, il PISEL, il rosa pallido diventa rosso scolorito ed è fatta, si ritorna al 22%, più o meno come adesso. E’ il principio della realpolitik : «cambiare tutto per non cambiare niente» e rimanere in sella.

Anche Uòlter vuole rimanere in sella, ha già fissato la data per accendere la miccia e far esplodere la baracca : 15 gennaio 2011.

POLITICA
9 novembre 2010
Il patto del bunga-bunga

Le elezioni non sono vicine, nessuno le vuole e non si possono fare adesso, B. è in una strettoia per alcune scadenze ravvicinate ( approvazione in Parlamento della legge di stabilità e della legge di bilancio e sentenza della Consulta prevista per il 14 dicembre ) e si convincerà presto a fare un B. bis, proveranno a fare un accordo per cloroformizzare il quadro politico :

Dimissioni di B. e di  Fini

Garanzia del reincarico per B. in cambio dell’entrata nel governo di Casini

Federalismo in cambio di legge elettorale

Moooolte poltrone per tutti

Il salvacondotto per B. sarà il sigillo di questo patto del bunga-bunga


P.S. Fini non entrerà nel Governo, vuole avere le mani libere


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permalink | inviato da torquemada58 il 9/11/2010 alle 14:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
8 novembre 2010
Le elezioni non sono vicine
Le elezioni non sono vicine, forse non ci saranno nemmeno in primavera per i seguenti motivi :

1. tra maggio e giugno 2011 circa 570 parlamentari matureranno il diritto al vitalizio, prima di tale scadenza è difficile che ci sia una vera crisi.

2. dopo un eventuale scioglimento delle Camere, le elezioni non possono svolgersi subito, ci sono dei tempi tecnici, si creerebbe un vuoto di potere che nessuno si può permettere in questo momento, la speculazione internazionale si scatenerebbe contro la Borsa di Milano e i titoli di Stato

3. con il Porcellum chi vince alla Camera non è detto che vinca anche al Senato e l'astensionismo potrebbe diventare una variabile dagli effetti imprevedibili, nuove elezioni potrebbero complicare ulteriormente il quadro politico

4. Silvio ha le sue pendenze, se ci fosse solo il processo Mills in ballo potrebbe persino rischiare di muoversi senza scudo ma gli scheletri nell'armadio sono una legione e le procure che lo tengono d'occhio sono troppe, per ora non può scoprirsi

5. per il momento la Lega ha bisogno di sostenere B. perché in uno scenario diverso rischia di rimanere isolata nei suoi feudi come lo era una volta il MSI

6. Fini ha attualmente una forza contrattuale spropositata rispetto al suo probabile peso elettorale, per lui non è ancora giunto il momento di contare i voti

7. Casini e Rutelli gigioneggiano per saltare sulla giostra che più gli conviene, avrebbero la carta Montezuma ma ancora non la possono usare, Montezuma entrerà in gioco solo se è sicuro di vincere

8. il PD non ha interesse ad andare a nuove elezioni, almeno per il momento, troppe tensioni interne, troppe  incertezze sulle alleanze, il rischio di riperdere è grande

In realtà solo Vendola, Di Pietro e Grillo hanno interesse ad andare a elezioni anticipate, hanno solo da guadagnarci, in visibilità e voti.

Se le elezioni non sono vicine, allora domani che succede ?

Difficile a dirsi ma di sicuro accadrà che :

1. Silvio si consulterà in continuazione con Niccolò e Angiolino per sapere come butta la situazione dal punto di vista giudiziario

2. il mattinale dei Servizi sarà considerato con la massima attenzione per sapere cosa bolle in pentola a Caltanisetta e Firenze e per sapere se da qualche parte potrebbero saltare fuori foto, filmatini strani o altre cose ancora

3. poi Silvio si sentirà con Gianni e con il fedele Fedele. Fedele, fedele come sempre, gli dirà di non fare caz***, ci sono le aziende  e ripeterà la ricetta «Concentrarsi sulla politica e inventarsi una grande giocata per smarcarsi, come Maradona»

Lo scenario più probabile è il seguente : Silvio cercherà di fare una dribbling da urlo per fare un B. bis. In verità lui un B. bis lo farebbe anche subito ma ci sono problemi con gli ex-colonnelli, con alcuni ministri da trombare ( sia detto senza malizia ) e con la Lega.

Salvo imprevisti, dopo un tira e molla infinito, alla fine il B. bis si farà, la testa di Feltri cadrà e il delfinato di Fini inizierà. Un salvacondotto per Silvio sarà la conditio sine qua non per sigillare il patto.

Se invece la capriola non dovesse riuscire, allora è più che probabile che si vada al governo tecnico ma si tratterà di un passaggio delicatissimo perché almeno in apparenza nessuno ha ancora capito bene quello che il governo tecnico dovrebbe o potrebbe fare.
A meno che Massimo il Pessimo non abbia fatto dietro le quinte un patto dei suoi con qualcuno, magari un patto dei turtlén  o un patto del certosino e che quello che vediamo e vedremo in questi giorni non sia altro che un copione recitato ad arte.

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POLITICA
6 ottobre 2010
Sondaggi e riflessioni

Partiamo dall'ultimo sondaggo di Crespi che pare essere abbastanza realistico :

« Quattro elettori su dieci, ed è una cifra record, non sanno cosa votare o se votare. Si tratta di piu' di 15 punti percentuali in piu' rispetto allo scorso giugno, in cui il dato degli indecisi era il 25,8%.
Questo ci pare il dato piu' rilevante emerso dalla rilevazione di questa settimana, ed all'interno di questo contesto fanno segnare ancora una flessione sia il PDL che scende al 28,5%, sia il PD che scende al 24,2%.
Torna a crescere la nascente formazione di Fini al 7,6%, sui suoi valori massimi, ma soprattutto sfonda la Lega Nord che va verso il 15%, attestandosi al 13,5%. Bene La Destra di Storace al 3%, stabili invece l'UDC di Casini al 6% e l'MPA all'1%.
Cresce il Movimento 5Stelle di Beppe Grillo al 3,4% e che ha visto raddoppiati i suoi consensi nell'ultimo mese. Rimane stabile verso l'alto Sinistra Ecologia e Libertà di Vendola al 4% ».

Manca il dato IDV ma il dato che riguarda FLI ( Crespi adesso lavora per loro ) è confermato da Mannheimer .

I numeri di Piepoli sembrano meno attendibili :

« Il sondaggio rileva le intenzioni di voto degli italiani dal quale emerge che il Popolo della Liberta' in un anno e' passato dal 38% al 32% (dal Pdl e' uscito il grippo di Fli). La Lega Nord e' passata dal 10% dell'ottobre 2009 all'11% del 27 settembre 2010. Futuro e liberta' e' attestato al 3,5% (rispetto al 5% di agosto 2010), l'Udc e' stabile al 7%, ed e' stabile anche il Pd al 26,5%, mentre l'Idv passa dal 7,5% dell'anno scorso al 5,5%. Sinistra e liberta' e i partiti di sinistra passano dal 6% alla somma di 5% (Sel) e 3% (altri) ».

L'unico dato certo che emerge dal confronto dei sondaggi è che al momento PDL + Lega sono in grado di rivincere senza FLI.

Questo secondo me vuol dire che non saranno quelli di FLI a staccare la spina perché in un quadro politico in rapida evoluzione potrebbero perdere quel potere di contrattazione che al momento invece hanno,  le posizioni di FLI e MPA sulla riforma della legge elettorale sono infatti strumentali, servono principalmente come arma di ricatto nei confronti di B. e della Lega, di fatto potrebbero determinare un effetto perverso : compattare di nuovo il centro-destra, oggi con un vertice lampo di solo mezz'ora, si è deciso di proseguire in Parlamento con l'attuale assetto delle commissioni parlamentari, ci stiamo per infilare in un cul de sac.

Repubblica riferisce la posizione di Bocchino, capogruppo di Futuro e LIbertà :
« Se si fanno i vertici si risolvono i problemi. Quando lo chiedevamo ci rispondevano con le risatine ». Riguardo al lodo Alfano costituzionale l'esponente finiano ribadisce la disponibilita' di Futuro e liberta', mentre sull'eventuale riforma della legge elettorale spiega: « Siamo pronti a discuterne, su questo punto non c'e' vincolo di maggioranza. L'importante per noi è che la nuova legge indichi chiaramente il candidato premier, le alleanze e riconsegni al cittadino la possibilita' di scegliere l'eletto ».
In pratica basterebbe reintrodurre le preferenze ed è fatta.

Domanda : e se fosse B. , nell'ambito di un mega accordo con FLI, a prendere in mano la questione della riforma elettorale ? Visto che tutta la nostra iniziativa politica è centrata sull'ipotesi di poter mettere in crisi B. con l'ipotesi di un governo di transizione per  riformare della legge elettorale, come ci dovremmo comportare se B. ci prendesse in contropiede ? Ritorniamo nelle catacombe ?

Mi pare che nessuno stia prendendo nella dovuta considerazione il fatto che B. ha ancora il pallino in mano e potrebbe addirittura uscirsene con un coup de theatre : mollare la Lega e fare un Berlusconi bis con FLI, le forze centriste e i moderati del PD secondo l'ipotesi fatta da Bocchino poco più di un mese fa.

I termini del mega-accordo ? Un doppio passo : prima B. sul Colle e Fini a Palazzo Chigi e poi Fini sul Colle e Casini a Palazzo Chigi. La posta in gioco ? Da una parte un salvacondotto per B. ma questo non sarebbe un problema dal momento che Fini e Casini si sono mostrati disponibili a trovare una soluzione, dall'altra le poltrone e l'eredità del centro-destra per Fini e per Casini, per loro il gioco potrebbe valere la candela. Si tratta solo di capire quali potrebbero essere i moderati del PD.

Proviamo ad immaginare altri scenari,
proviamo a giocare al "Piccolo Chimico" :

Ritengo che il PDL possa avere attualmente uno zoccolo duro tra il 28 e il 30% , i voti glieli ha mangiati Fini, la Lega e l'astensionismo, la Lega dovrebbe attestarsi stabilmente intorno al 12%, a mio avviso PDL + Lega valgono adesso un 40% abbondante, possono vincere senza FLI

A sinistra il PD dovrebbe essere attualmente attestato su un 25% reale ma lo "zoccolo duro" è al 20% perché il gioco delle alleanze avrà un peso molto importante nei prossimi mesi, rischiamo di andare al centro per prendere 1 voto mentre ne perdiamo 2 a sinistra.

Se noi ora fossimo effettivamente attestati su un 25% e se considerassimo realisticamente che IDV+SEL potrebbero valere un bel 10% sicuro, potremmo salire al 35% con la speranza di guadagnare ancora qualche altro punto cammin facendo ma saremmo comunque sotto all'accoppiata PDL+Lega ( che può contare anche su un 3% attribuito alla Destra di Storace ). Se Grillo fosse della partita, anche la sinistra potrebbe attestarsi su un 40% ma Grillo si è furbescamente tirato fuori dai giochi.

Casini e Rutelli potrebbero valere un 7% ed in linea teorica potrebbero essere decisivi ma se per prendere quel 7% perdessimo il 3% per strada ?
Saremmo punto a capo, sconfitta elettorale + alleanza sbagliata = crisi nera.

E allora ? Ecco che scappa fuori l'idea Luca Cordero :

L'ipotesi è la seguente : si potrebbe correre il rischio di toccare il fondo del barile con un 20%  tagliando l'ala sinistra e correndo senza IDV e SEL, il partito perderebbe voti ma non si dividerebbe sui veti incrociati tra Casini e di Pietro , con un Terzo Polo che con Montezemolo potrebbe veleggiare verso un altro 20% ci potrebbe essere una possibilità concreta di battere B.
L'assunto di fondo è che la presenza di Luca Cordero potrebbe destabilizzare il fronte del centrodestra , gli elettori delusi del centrodestra che vedrebbero in lui, ma non in Fini, un'alternativa credibile a B. , potrebbero farsi attirare dalla sirena del Terzo Polo.
Questa sarebbe una soluzione gradita a Confindustria ( per LORO B. non è più un interlocutore affidabile e hanno bisogno di NOI per tenere a bada la piazza ) e all'establishment economico-finanziario.

Ma una mossa del genere verrebbe compresa ed accettata dal NOSTRO elettorato di riferimento ?

Il NOSTRO elettorato di riferimento potrebbe comprendere l'ipotesi di un CLN, un' Allenza per la Democrazia di TUTTI contro B. e la Lega, questo è un rospo che in molti sarebbero disposti ad ingoiare pur di sbarazzarsi di B. e della masnada che lo accompagna ma un'alleanza con il Terzo Polo tagliando l'ala sinistra del fronte verrebbe interpretata come l'ennesima mossa strampalata fatta per occupare poltrone perchè in effetti la domanda sorge spontanea : su quali basi andremmo a concludere un'alleanza del genere ? Per fare cosa ? Per battere B. ? Va bene, ma dopo ?

Ci stiamo decisamente infilando in un imbuto : prima la riforma della legge elettorale e ora l
'ipotesi Luca Cordero, il centro-destra tenderà a ricompattarsi, ricordiamoci che B. è capace di farsi concavo o convesso , va attaccato su tutti i fronti altrimenti sarà sempre in grado di prendere le contromisure.

Tutto lascia pensare che in questa fase non convenga impegnarsi troppo nel gioco del "Piccolo Chimico"  , se il PD e la sinistra sembrano perdere consensi nel momento di massima crisi di B. e del centrodestra vuol dire che alla base c'è un problema di immagine che a sua volta riflette un messaggio politico debole e non comprensibile.
Visto che il PD in particolare e la sinistra in generale risultano sempre  e comunque minoritari dal punto di vista elettorale e che il gioco delle alleanze resta pieno di incognite e di effetti imprevedibili, sarebbe molto più proficuo tentare di recuperare terreno nei sondaggi proprio attraverso un chiarimento ed un rafforzamento della linea politica.
Qualunque ipotesi tattica risulterà di difficile gestione ed inefficace sul piano politico se il PD e la sinistra rimarranno in una posizione di minorità. Se poi consideriamo che
la legislatura potrebbe seguire il suo corso e che un altro dato emerge chiaramente da tutti i sondaggi ovvero che il gap tra il PD e il PDL è minore rispetto al gap ipotizzabile tra le varie ipotesi di coalizione da contrapporre a PDL + Lega,  a maggior ragione recuperare terreno sul piano del consenso e della considerazione dovrebbe diventare un obbiettivo prioritario per poi affrontare la questione delle alleanze e la formazione di un eventuale Nuovo Ulivo su basi più solide.

Come fare? Articolando l'iniziativa politica su più livelli attraverso :

1. una proposta politica immediata ovvero dimissioni di B. per manifesta incapacità e governo tecnico-istituzionale sostenuto da una sorta di CLN per arginare la gravità della crisi

2. il consolidamento della linea programmatica con le "primarie delle idee" perché senza un programma codificato e senza proposte chiare e concrete non ci saranno armi per la battaglia politica

3. il rafforzamento della ruolo politico per gestire le eventuali alleanze. Sotto questo profilo potrebbe essere utile la formazione di una squadra di punta con le figure più qualificate del partito e del centrosinistra per poi determinare il leader dell'eventuale coalizione in base all'evoluzione del quadro politico. Riassumendo : ci vuole lo spartito, poi un'orchestra che lo sappia leggere e poi ci vuole un solista che lo sappia interpretare alla perfezione.

4. un  progetto-Paese per le giovani generazioni ed il futuro del Paese, battere B. è il minore dei nostri problemi, quello che veramente dobbiamo fare è uscire dalla palude del berlusconismo e rinnovare questo Paese da cima a fondo.



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permalink | inviato da torquemada58 il 6/10/2010 alle 17:28 | Versione per la stampa
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