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9 novembre 2010
La rottamazione a 24 pollici

Lo confesso, negli ultimi tempi sui “rottamatori” cominciavo a nutrire delle timide aspettative, non solo per mandare in pensione la vecchia guardia ma anche per superare le tensioni interne al PD attraverso l’immissione di nuove energie, nuove idee, nuovi linguaggi.

Purtroppo ho letto la “Carta di Firenze” e mi sono cascate le braccia, ho avuto subito la strana sensazione di un deja vu e dopo che per mezz'ora mi sono lambiccato il cervello ho realizzato : l'avete mai vista la trasmissione di Carlo Conti “I migliori anni” ? Ce l'avete presente il momento in cui Conti comincia il mantra “Noi che....”, ecco, m'è venuto male, dopo la "democrazia in franchising" di Grillo ora abbiamo “la rottamazione a 24 pollici”, è tutto troppo televisivo, il linguaggio dei simpatizzanti sembra quello di “Amici” della De Filippi,  “emozionare” è il verbo che dà il leit-motiv alla narrazione, la declinazione della politica si misura sui sentimenti, sulla bellezza, sul sogno, sulla speranza, l’esito è una miscela di grillismo e vendolismo senza proposte concrete, le buone intenzioni rimangono tali, c’è la spinta ideale ma non c’è spessore politico. Che il gruppo dirigente del PD sia da “rottamare” è indubbio ma non basta essere giovani di belle speranze per essere all’altezza delle situazioni, senza la capacità di elaborare una linea politica efficace e un progetto di lungo respiro, la “rottamazione” creerà solo ulteriori tensioni e problemi, consiglio calma e gesso.


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permalink | inviato da torquemada58 il 9/11/2010 alle 0:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
25 ottobre 2010
Parlare chiaro
Caro Segretario,
non occorre distruggersi le palpebre per fare l'occhiolino a Casini, Fini, Vendola, Di Pietro ecc.ecc. , basta un giro sul web per capire quello che c'è da fare. Leggi ad esempio questa letterina che ti ha mandato un cittadino e che è stata pubblicata stamani sul Pdnetwork :

commento di il fratello di cicci inviato il 25 ottobre 2010
caro Luigi, credo che per aggregare il più alto numero di persone servono proposte semplici e condivisibili, legate ai problemi che quotidianamente viviamo sulla nostra pelle.
ritengo che nel programma di governo debbano già essere definite delle proposte di legge su questi punti:
1) semplificazione delle imposte: una sola % per le attività industriali e commerciali; al massimo 3 livelli per il patrimonio
2) lotta all'evasione: regole chiare
3) abbattimento della burocrazia: poche regole severe limitatamente ai punti veramente importanti
4) non inasprire le pene ma assicurare la certezza della pena
5) onestà amministrativa: leggi specifiche con pene dure per chi corrompe e per chi si fa corrompere
6) trasparenza amministrativa: nuove leggi e regole per l'accesso ai CDA di enti vari, che deve avvenire esclusivamente per competenza accertata e non per garantire posti a politici trombati
7) riduzione del numero dei parlamentari
8) lotta all'esportazione di capitali
9) lotta al trasferimento di attività produttive all'estero
10) rilancio del turismo e difesa dei beni culturali e naturali

10 proposte di leggi ad hoc da inserire nel programma di governo, per chiedere l'adesione ed il voto degli italiani.
il 50% di queste proposte rientrano nel discorso del rilancio dell'economia e della difesa/rilancio del livello occupazionale


Caro Segretario, parla chiaro, il Paese capirà

Saluti
Torquemada58


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permalink | inviato da torquemada58 il 25/10/2010 alle 12:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
6 ottobre 2010
Sondaggi e riflessioni

Partiamo dall'ultimo sondaggo di Crespi che pare essere abbastanza realistico :

« Quattro elettori su dieci, ed è una cifra record, non sanno cosa votare o se votare. Si tratta di piu' di 15 punti percentuali in piu' rispetto allo scorso giugno, in cui il dato degli indecisi era il 25,8%.
Questo ci pare il dato piu' rilevante emerso dalla rilevazione di questa settimana, ed all'interno di questo contesto fanno segnare ancora una flessione sia il PDL che scende al 28,5%, sia il PD che scende al 24,2%.
Torna a crescere la nascente formazione di Fini al 7,6%, sui suoi valori massimi, ma soprattutto sfonda la Lega Nord che va verso il 15%, attestandosi al 13,5%. Bene La Destra di Storace al 3%, stabili invece l'UDC di Casini al 6% e l'MPA all'1%.
Cresce il Movimento 5Stelle di Beppe Grillo al 3,4% e che ha visto raddoppiati i suoi consensi nell'ultimo mese. Rimane stabile verso l'alto Sinistra Ecologia e Libertà di Vendola al 4% ».

Manca il dato IDV ma il dato che riguarda FLI ( Crespi adesso lavora per loro ) è confermato da Mannheimer .

I numeri di Piepoli sembrano meno attendibili :

« Il sondaggio rileva le intenzioni di voto degli italiani dal quale emerge che il Popolo della Liberta' in un anno e' passato dal 38% al 32% (dal Pdl e' uscito il grippo di Fli). La Lega Nord e' passata dal 10% dell'ottobre 2009 all'11% del 27 settembre 2010. Futuro e liberta' e' attestato al 3,5% (rispetto al 5% di agosto 2010), l'Udc e' stabile al 7%, ed e' stabile anche il Pd al 26,5%, mentre l'Idv passa dal 7,5% dell'anno scorso al 5,5%. Sinistra e liberta' e i partiti di sinistra passano dal 6% alla somma di 5% (Sel) e 3% (altri) ».

L'unico dato certo che emerge dal confronto dei sondaggi è che al momento PDL + Lega sono in grado di rivincere senza FLI.

Questo secondo me vuol dire che non saranno quelli di FLI a staccare la spina perché in un quadro politico in rapida evoluzione potrebbero perdere quel potere di contrattazione che al momento invece hanno,  le posizioni di FLI e MPA sulla riforma della legge elettorale sono infatti strumentali, servono principalmente come arma di ricatto nei confronti di B. e della Lega, di fatto potrebbero determinare un effetto perverso : compattare di nuovo il centro-destra, oggi con un vertice lampo di solo mezz'ora, si è deciso di proseguire in Parlamento con l'attuale assetto delle commissioni parlamentari, ci stiamo per infilare in un cul de sac.

Repubblica riferisce la posizione di Bocchino, capogruppo di Futuro e LIbertà :
« Se si fanno i vertici si risolvono i problemi. Quando lo chiedevamo ci rispondevano con le risatine ». Riguardo al lodo Alfano costituzionale l'esponente finiano ribadisce la disponibilita' di Futuro e liberta', mentre sull'eventuale riforma della legge elettorale spiega: « Siamo pronti a discuterne, su questo punto non c'e' vincolo di maggioranza. L'importante per noi è che la nuova legge indichi chiaramente il candidato premier, le alleanze e riconsegni al cittadino la possibilita' di scegliere l'eletto ».
In pratica basterebbe reintrodurre le preferenze ed è fatta.

Domanda : e se fosse B. , nell'ambito di un mega accordo con FLI, a prendere in mano la questione della riforma elettorale ? Visto che tutta la nostra iniziativa politica è centrata sull'ipotesi di poter mettere in crisi B. con l'ipotesi di un governo di transizione per  riformare della legge elettorale, come ci dovremmo comportare se B. ci prendesse in contropiede ? Ritorniamo nelle catacombe ?

Mi pare che nessuno stia prendendo nella dovuta considerazione il fatto che B. ha ancora il pallino in mano e potrebbe addirittura uscirsene con un coup de theatre : mollare la Lega e fare un Berlusconi bis con FLI, le forze centriste e i moderati del PD secondo l'ipotesi fatta da Bocchino poco più di un mese fa.

I termini del mega-accordo ? Un doppio passo : prima B. sul Colle e Fini a Palazzo Chigi e poi Fini sul Colle e Casini a Palazzo Chigi. La posta in gioco ? Da una parte un salvacondotto per B. ma questo non sarebbe un problema dal momento che Fini e Casini si sono mostrati disponibili a trovare una soluzione, dall'altra le poltrone e l'eredità del centro-destra per Fini e per Casini, per loro il gioco potrebbe valere la candela. Si tratta solo di capire quali potrebbero essere i moderati del PD.

Proviamo ad immaginare altri scenari,
proviamo a giocare al "Piccolo Chimico" :

Ritengo che il PDL possa avere attualmente uno zoccolo duro tra il 28 e il 30% , i voti glieli ha mangiati Fini, la Lega e l'astensionismo, la Lega dovrebbe attestarsi stabilmente intorno al 12%, a mio avviso PDL + Lega valgono adesso un 40% abbondante, possono vincere senza FLI

A sinistra il PD dovrebbe essere attualmente attestato su un 25% reale ma lo "zoccolo duro" è al 20% perché il gioco delle alleanze avrà un peso molto importante nei prossimi mesi, rischiamo di andare al centro per prendere 1 voto mentre ne perdiamo 2 a sinistra.

Se noi ora fossimo effettivamente attestati su un 25% e se considerassimo realisticamente che IDV+SEL potrebbero valere un bel 10% sicuro, potremmo salire al 35% con la speranza di guadagnare ancora qualche altro punto cammin facendo ma saremmo comunque sotto all'accoppiata PDL+Lega ( che può contare anche su un 3% attribuito alla Destra di Storace ). Se Grillo fosse della partita, anche la sinistra potrebbe attestarsi su un 40% ma Grillo si è furbescamente tirato fuori dai giochi.

Casini e Rutelli potrebbero valere un 7% ed in linea teorica potrebbero essere decisivi ma se per prendere quel 7% perdessimo il 3% per strada ?
Saremmo punto a capo, sconfitta elettorale + alleanza sbagliata = crisi nera.

E allora ? Ecco che scappa fuori l'idea Luca Cordero :

L'ipotesi è la seguente : si potrebbe correre il rischio di toccare il fondo del barile con un 20%  tagliando l'ala sinistra e correndo senza IDV e SEL, il partito perderebbe voti ma non si dividerebbe sui veti incrociati tra Casini e di Pietro , con un Terzo Polo che con Montezemolo potrebbe veleggiare verso un altro 20% ci potrebbe essere una possibilità concreta di battere B.
L'assunto di fondo è che la presenza di Luca Cordero potrebbe destabilizzare il fronte del centrodestra , gli elettori delusi del centrodestra che vedrebbero in lui, ma non in Fini, un'alternativa credibile a B. , potrebbero farsi attirare dalla sirena del Terzo Polo.
Questa sarebbe una soluzione gradita a Confindustria ( per LORO B. non è più un interlocutore affidabile e hanno bisogno di NOI per tenere a bada la piazza ) e all'establishment economico-finanziario.

Ma una mossa del genere verrebbe compresa ed accettata dal NOSTRO elettorato di riferimento ?

Il NOSTRO elettorato di riferimento potrebbe comprendere l'ipotesi di un CLN, un' Allenza per la Democrazia di TUTTI contro B. e la Lega, questo è un rospo che in molti sarebbero disposti ad ingoiare pur di sbarazzarsi di B. e della masnada che lo accompagna ma un'alleanza con il Terzo Polo tagliando l'ala sinistra del fronte verrebbe interpretata come l'ennesima mossa strampalata fatta per occupare poltrone perchè in effetti la domanda sorge spontanea : su quali basi andremmo a concludere un'alleanza del genere ? Per fare cosa ? Per battere B. ? Va bene, ma dopo ?

Ci stiamo decisamente infilando in un imbuto : prima la riforma della legge elettorale e ora l
'ipotesi Luca Cordero, il centro-destra tenderà a ricompattarsi, ricordiamoci che B. è capace di farsi concavo o convesso , va attaccato su tutti i fronti altrimenti sarà sempre in grado di prendere le contromisure.

Tutto lascia pensare che in questa fase non convenga impegnarsi troppo nel gioco del "Piccolo Chimico"  , se il PD e la sinistra sembrano perdere consensi nel momento di massima crisi di B. e del centrodestra vuol dire che alla base c'è un problema di immagine che a sua volta riflette un messaggio politico debole e non comprensibile.
Visto che il PD in particolare e la sinistra in generale risultano sempre  e comunque minoritari dal punto di vista elettorale e che il gioco delle alleanze resta pieno di incognite e di effetti imprevedibili, sarebbe molto più proficuo tentare di recuperare terreno nei sondaggi proprio attraverso un chiarimento ed un rafforzamento della linea politica.
Qualunque ipotesi tattica risulterà di difficile gestione ed inefficace sul piano politico se il PD e la sinistra rimarranno in una posizione di minorità. Se poi consideriamo che
la legislatura potrebbe seguire il suo corso e che un altro dato emerge chiaramente da tutti i sondaggi ovvero che il gap tra il PD e il PDL è minore rispetto al gap ipotizzabile tra le varie ipotesi di coalizione da contrapporre a PDL + Lega,  a maggior ragione recuperare terreno sul piano del consenso e della considerazione dovrebbe diventare un obbiettivo prioritario per poi affrontare la questione delle alleanze e la formazione di un eventuale Nuovo Ulivo su basi più solide.

Come fare? Articolando l'iniziativa politica su più livelli attraverso :

1. una proposta politica immediata ovvero dimissioni di B. per manifesta incapacità e governo tecnico-istituzionale sostenuto da una sorta di CLN per arginare la gravità della crisi

2. il consolidamento della linea programmatica con le "primarie delle idee" perché senza un programma codificato e senza proposte chiare e concrete non ci saranno armi per la battaglia politica

3. il rafforzamento della ruolo politico per gestire le eventuali alleanze. Sotto questo profilo potrebbe essere utile la formazione di una squadra di punta con le figure più qualificate del partito e del centrosinistra per poi determinare il leader dell'eventuale coalizione in base all'evoluzione del quadro politico. Riassumendo : ci vuole lo spartito, poi un'orchestra che lo sappia leggere e poi ci vuole un solista che lo sappia interpretare alla perfezione.

4. un  progetto-Paese per le giovani generazioni ed il futuro del Paese, battere B. è il minore dei nostri problemi, quello che veramente dobbiamo fare è uscire dalla palude del berlusconismo e rinnovare questo Paese da cima a fondo.



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permalink | inviato da torquemada58 il 6/10/2010 alle 17:28 | Versione per la stampa
POLITICA
26 agosto 2010
«Scrivo al mio Paese e vi dico cosa farei»


Con un po' di copia e incolla ho riscritto a modo mio la lettera di Uòlter, eccovela :


Caro Direttore, scrivo al mio Paese. Scrivo agli italiani che questo mese hanno avuto difficoltà a pagare l'affitto, a quelli che non si sono mossi nemmeno per la gita della domenica perché non avevano i soldi per la benzina  e a quelli che oggi sono nel panico perché siamo al 26 e i soldi stanno per finire.

Scrivo ai lavoratori che sentono che si è aperto un tempo terribile, scrivo ai lavoratori che hanno perso il lavoro del tutto o che sono in cassa-integrazione e alla deriva in un mercato del lavoro che obbedisce alla pressione di una globalizzazione diseguale e nel quale le imprese preferiscono delocalizzare e licenziare  piuttosto che cercare un equilibrio nuovo tra diritti, lavoro e profitti. Scrivo ai tanti poveri italiani, ai pensionati che a pranzo mangiano una fetta di pane con la cipolla lessa e a cena una cipolla lessa con una fetta di pane, scrivo ai giovani precari che vanno avanti alla meno peggio con la certezza di non potersi fare una pensione degna, di non poter trovare un lavoro sicuro salvo un miracolo di San Gennaro, ai giovani che sono sicuri di non avere la sicurezza di poter mettere al mondo dei figli in un mondo migliore di questo , scrivo ai giovani disoccupati che sperano in un futuro accettabile e che campano in virtù delle famiglie che li sostengono. Scrivo anche agli imprenditori che fanno e rifanno i conti della loro azienda chiedendosi perché Berlusconi può risparmiare 165 miliardi cambiando a suo piacimento la legge mentre loro, con la lingua per terra, tirano avanti la baracca sperando di vincere al Super Enalotto e chiedendosi per quale ragione dovrebbero pagare le tasse ad uno Stato che concede la pensione ai parlamentari dopo 5 anni di legislatura e che specula persino sui poveri terremotati dell'Aquila.
E tutto questo accade mentre i politici prendono stipendi da favola e fanno il comodo loro un giorno sì e un giorno sì. 

Mi permetto di scrivere agli italiani solo perché sento di avere un minimo di titolo per farlo, sono anch'io un italiano e so quello che è successo in tutti questi anni : ero sul treno per andare in Svizzera mentre mio padre sfogliava il Corriere con la prima pagina dedicata alla strage di Piazza Fontana, all'uscita di scuola, ai tempi del ginnasio, ho saputo della strage di Brescia e poi ho vissuto da spettatore anche tutto il resto, il sequestro Moro, gli anni di piombo, la strage di Bologna e poi di nuovo altre cose, Falcone, Borsellino e le stragi del '93, ero in via de' Georgofili mezz'ora dopo l'attentato, e soprattutto ho visto l'ascesa dello Psicopatico nell'era di Bettino, quello che è successo dopo era ampiamente prevedibile nella sua configurazione generale ed infatti adesso è sotto i nostri occhi :  l'annientamento di ogni forma di cultura civica,  l'apoteosi dell'affarismo di bassa lega,  l'esaltazione della mediocrità e della volgarità come cifra di un nuovo modus vivendi.


Ma ora mi sono stancato persino di me stesso e anche tutti quegli italiani, e sono milioni, che due anni fa hanno messo una croce sul simbolo del PD si sono stancati, si sono stancati di tutto, persino dei loro dirigenti che non hanno combinato nulla di buono in tutti questi anni , ne disapprovano le azioni e l'immobilismo, ma votano PD perché sono più avanti dei politicanti,  queste persone, e sono milioni,  agiscono sulla base di un sentire comune, milioni di uomini e donne sentono di avere delle radici innervate nella storia e nella memoria di questo paese e sanno perfettamente che solo una grande forza popolare può essere in condizioni di cambiare la storia, gli elettori del PD sanno perfettamente che è l'unione a fare la forza, non saranno certo i partitini a cambiare l'Italia, solo una grande forza popolare ce la potrà fare. 
Questi milioni di uomini e donne aspettano da tempo un segnale, aspettano parole chiare e inequivocabili, sono ansiose di mettersi in cammino ma il segnale ancora non arriva.

Cosa sta succedendo a noi italiani? Abbiamo trascorso una delle solite estati con le solite manfrine della politica italiana, il solito puttanaio a cui assistiamo ormai da decenni, il solito spettacolo inverecondo di gente che campa a ufo sulle spalle di chi lavora, produce, rischia e soffre. Una pseudo-maggioranza marcia fino al collo, un maialaio che ha non ha uguali sul pianeta, ha già saccheggiato quello che ha trovato a portata di mano e ora si preparara a devastare quel poco che è rimasto, un postribolo del Far West  al confronto dell' l'Italia di oggi sarebbe un posto adatto per delle monache di clausura.  Il Paese assiste disgustato al teatrino immondo di uno Psicopatico e di uno Sciancato che comandano su tutto e su tutti, due loschi figuri che non avrebbero cittadinanza nemmeno in un fumetto degli anni '50, due bifolchi al cui confronto Er Canaro è un gentiluomo.
Mentre stanno per essere messe in circolo emissioni consistenti di titoli pubblici per finanziare il nostro abnorme debito pubblico, in una fase di crisi economica nella quale il rischio-Grecia è dietro l'angolo ed il mondo del lavoro è allo sbando più totale anche a causa di chi come la Fiat  vuole imporre unilateralmente nuove regole, la masnada capeggiata dallo Psicopatico e dallo Scianciato continua imperterrita nel saccheggio e nella violazione delle regole, chi governa questo Paese sembra dominato da una bulimia incontenibile di potere. E tutto accade senza che nessuno si metta nel mezzo in modo deciso, perentorio.

L'alleanza di centrodestra sembra immersa nello scenario dei Dieci piccoli indiani di Agatha Christie ma la sinistra non sta messa meglio.
Purtroppo la sinistra italiana ha perso la bussola da un bel pezzo e ha una forsennata capacità di dividersi, di sbagliare le mosse e di non farsi comprendere. Perché la destra vince ? Facile da spiegare : loro sanno quello che vogliono mentre noi esattamente non lo sappiamo. Certo, vogliamo giustizia sociale, lavoro per tutti, benessere diffuso, libertà di espressione ecc. ecc. ma non sappiamo esattamente come ottenere queste belle cose e questo ci frega, manchiamo in concretezza. Nel momento in cui capiremo come fare per ottenere quello che vogliamo, allora saremo in grado veramente di voltare pagina.

Quella che stiamo vivendo è una profonda crisi del nostro sistema.  Questa è sempre stata la mia ossessione da quando ho il dono della ragione : come fare per cambiare il sistema dalla A alla Z ?  Mi angoscia l'idea di vivere in un paese il cui sviluppo è bloccato da una micidiale alleanza tra un blocco clerico-fascista e un coacervo di poteri economici borderline : da decenni abbiamo una situazione da Sud America con la malavita organizzata, l'evasione fiscale e la corruzione che sono le prime industrie del paese, da decenni abbiamo una connivenza ai più alti gradi dell'apparato statale con questo stato di cose, da quasi 90 anni ( fascismo + DC + Berlusconi ) comanda in Italia un blocco sociale che tollera questa degenerazione continua della moralità e della legalità, a tutto questo si somma adesso una crisi economica gravissima e pericolosa al punto da poterci portare alla bancarotta, chi governa non è in grado di farlo sotto nessun profilo soprattutto perchè non ha l'autorità morale per poter fare alcunchè, chi dovrebbe fare opposizione intransigente e farsi avanti, invece dorme in piedi e non sa che pesci prendere.

La crisi di questi mesi rafforza una distanza siderale tra la vita politica e i reali bisogni dei cittadini e della nazione ed allora è necessario mettere in moto un'iniziativa politica che metta fine a tutto questo. Berlusconi è un alligatore che azzanna senza scrupoli tutto quello che gli fa gioco senza che nessuno dica bau , forza costantemente e pericolosamente tutte le regole, immagina di poter fare qualunque cosa e la fa perché nessuno si mette nel mezzo.
Non si può parlare alla testa della gente quando in giro c'è il più abile piazzista della terra che ha la capacità e i mezzi per vendere se stesso a un paese intero in cambio di miseria e mediocrità. Quando in giro c'è un tipo del genere la "ragionevolezza" va messa in un cantuccio, bisogna adeguarsi al gioco e spiegare che il piazzista vende fumo, che il piazzista è un truffatore perché il prodotto che vende è guasto, che il "sole in tasca" che dice di avere sono promesse a vanvera ecc. ecc., gli devi andare addosso,  se lui entra nelle case lo devi seguire, devi dire a tutti che la fregatura è in arrivo, lo devi stoppare ecc. ecc.
Ma questo non è stato fatto, qualcuno a caso ha pensato che con il piazzista si potesse avviare un confronto, che si potesse discutere di politica, che si potesse fare qualcosa di positivo quando in realtà al piazzista interessava solo ed interessa tuttora solo salvare se stesso dalla galera.
Se qualcuno si fosse messo nel mezzo al momento opportuno invece di stendergli un tappeto rosso, se qualcuno gli avesse dato un calcio dove so io  quando era il momento giusto, lui certo non potrebbe disporre oggi di giornali e tv con i quali promuovere se stesso, randellare i suoi avversari e distruggere quei pochi neuroni che sono ormai rimasti agli italiani. Ora è il tempo di tirare i calci.

Il rischio che corriamo è grande : una deriva autoritaria e la definitiva putrefazione di una nazione intera. Il rischio è che si faccia strada in maniera definitiva quella suggestione di «democrazia autoritaria» che è già una realtà in sistemi, come quello russo o, in forma diversa, in quello cinese, che stanno segnando il tempo della fine dei blocchi ed infatti “il principale esponente dello schieramento avversario” è amico di Putin e di Gheddafi.
La possibilità che la società globale porti con sé un principio di disunità e che questo reclami poteri centrali forti e semplificati è molto di più di un rischio. Rimando per una analisi più compiuta al volume di John Kampfner Libertà in vendita o al bellissimo lavoro di Alessandro Colombo La disunità del mondo. In una società globale una democrazia che non decide è destinata a soccombere. Ma in una società globale la suggestione autoritaria si scontra con una irrefrenabile esigenza di libertà, libertà di sapere, dire, pensare.

Dunque l'unica strada che i veri democratici devono percorrere è quella di tirare giù il Sultano, radere al suolo la reggia e cominciare a costruire una casa nuova. Costruire una casa nuova comporta profonde e coraggiose innovazioni, bisogna saper fare un progetto, cambiare le leggi,  risistemare l'equilibrio tra i poteri e le istituzioni, bisogna ridurre drasticamente l'abnorme peso della politica e sopprimere tutti gli sprechi che pesano come una zavorra mortale sulla testa degli italiani.  Bisogna semplificare e alleggerire, bisogna saper prendere delle decisioni e soprattutto togliere di mezzo chi prende decisioni sbagliate o chi non le sa prenderer affatto o chi le prende a comodo suo o chi le prende a favore di amici o chi non sa fare nulla di nulla,  insomma ci sono un sacco di cose da semplificare.

Ma non bisogna dimenticare che l'Italia è sostanzialmente un paese arretrato, culturalmente incivile con un'attrazione fatale per l'uomo solo al comando, per il salvatore della patria, per il Paolo Rossi che ti fa 3 gol al Brasile e quindi i ragionamenti valgono il giusto, spesso vince chi parla alla pancia , parlare alla testa di chi non ha testa è difficile, chi mostra i muscoli è rispettato, la gente pensa che se uno è aggressivo vuol dire che può cambiare le cose e allora si deve mostrare aggressività e dare la sensazione di riuscire a cambiare in meglio.
Il punto critico, ed è una cosa che il gruppo dirigente del PD non riesce proprio a capire, è che i moderati in Italia in questo momento non ci sono, sono tutti imbufaliti, chi per un verso e chi per un altro, chi con questo e chi con quello, e non vince la ragionevolezza e la moderazione ma vince chi si fa avanti e  mette sul piatto cose concrete e una delle prime cose da fare è  una battaglia per la legalità, per combattere la corruzione e il malaffare, per stanare quella malavita organizzata che succhia ogni anno 130 miliardi di euro alle risorse del Paese. Non basta che si arrestino i latitanti, bisogna tenerli in galera con la palla al piede. La mafia è politica e i politici condannati devono dimettersi. La mafia è finanza e la finanza va messa sotto controllo, la parola d'ordine è : chi causa la crisi la deve pagare. La mafia compra e condiziona, la mafia invade tutto il territorio e noi dobbiamo presidiare il territorio perchè ormai è chiaro a tutti che la malavita organizzata è uno Stato nello Stato, non è un'invenzione di Roberto Saviano, ma una spaventosa realtà che altera il mercato, distorce la concorrenza, limita la libertà delle persone. La battaglia per la legalità deve essere una nostra battaglia, ai voltagabbana si lasci la battaglia per le poltrone.

Le culture di progresso non possono declinare solo un verbo: difendere.  Infatti dobbiamo cominciare a declinare anche il verbo : attaccare. Attaccare al muro prima di tutto Berlusconi e la sua ghenga e poi attaccare tutto il marciume che invade come una metastasi ogni parte della società civile. Nessuno più vuole vivere in questo Paese così come è adesso, gli avvoltoi si nutrono di cadaveri ma noi vogliamo vivere e ora ci dobbiamo mettere nel mezzo.
Un Paese che non ha una università tra le prime cento del mondo (dopo averle inventate) e che lascia partire all'estero le sue teste pensanti è un paese di m.... Un Paese che ha una metà di sé sotto il condizionamento di poteri criminali, che ha evasione altissima e altissima pressione fiscale, che ha una amministrazione barocca e il primato dei condoni, che scarta come un cavallo l'ostacolo ogni volta che deve sfidare sondaggi e corporazioni è un paese di m..... Il Paese ora non può correre, è azzoppato, ce ne vorrà del tempo prima di poter correre, ma intanto qualcosa di serio si può fare.
C'è bisogno di politica alta, ispirata ai bisogni della nazione ma soprattutto c'è bisogno di guardare avanti, è inutile guardarsi alle spalle, ormai quello che è fatto è fatto, purtroppo, dobbiamo guardare avanti, il futuro ci attende.

L'era Berlusconi deve finire, domani è già troppo tardi.  Berlusconi è la rappresentazione tragicomica di un paese incivile, che sta sperperando una ricchezza millennaria per dare spazio a un tubo catodico, che sta rovinando l'avvenire delle giovani generazioni per l'incapacità di scaraventare nel bottino della storia un uomo la cui fortuna imprenditoriale non è legata alla capacità ma alle amicizie e agli affari opachi, Berlusconi è il Boss finale del videogioco che racconta la storia italiana degli ultimi 30 anni, dobbiamo trovare il Super Mario che lo sconfigge.  L'anomalia berlusconiana ha costretto dentro recinti innaturali la storia di questo paese, ha bloccato il treno alla stazione più pericolosa , alla stazione della mediocrità e della banalità, tutto ciò che è nobile è decaduto, la bellezza si è perduta a favore del mercimonio, la cultura è morta per dare spazio alle barzellette, una fine atroce per il Paese che più di ogni altro ha dato bellezza e cultura al mondo intero.
Senza Berlusconi in Italia potremo finalmente respirare, riprendere coraggio, riprendere a sperare, uscire dal grigiore  di un mondo imposto e mistificato. Avere un vero bipolarismo, avere schieramenti fondati sulla comunanza dei valori e dei progetti, capaci di riconoscersi e legittimarsi reciprocamente in un Paese con una politica più lieve e perciò più veloce ed efficiente nella capacità di decisione del suo sistema democratico, tutto giusto, certo certo, tutto bello, ma intanto mangiamoci un bel piatto di pasta al sugo e pensiamo alle cose serie, a tutti questi giovani disoccupati che non hanno nemmeno gli occhi per piangere tanto sono angosciati, pensiamo a chi lavora e teme di finire per strada, pensiamo alle famiglie in difficoltà, pensiamo ai redditi che non consentono una vita dignitosa, lasciamo stare per il momento  l'indifferibile esigenza di ammodernamento costituzionale , l'insostenibile leggerezza dell'essere e la inscusabile idiozia dei politici  e guardiamo alla nuova società italiana che vogliamo, ricca di legalità, giustizia sociale, benessere diffuso e cultura.
Se saremo invece tanto stupidi da pensare che il declino di Berlusconi sia naturale e che sia meglio pensare ad "altro" , allora finiremo con l'allungare la nostra agonia e  presto arriverà il gelo dell'inverno.

Il nostro è un meraviglioso Paese di m... pieno zeppo di ingenui, illusi, imbecilli, analfabeti, malandrini, malfidati, malavitosi, malfattori. Sono una minoranza ma è una minoranza agguerrita, pericolosa, perché è una minoranza che sa quello che vuole e lo vuole, vuole la ricchezza ad ogni costo, il profitto immediato senza scrupoli, vuole sopraffare, vuole comandare a prescindere dal merito, vuole dirigere senza saperlo fare, vuole imporre le sue scelte e sono spesso scelte demenziali,  non sa fare altro che rubare, intrigare, intrallazzare e corrompere. Per estirpare questa  "Roba"  amare l'Italia non basta e non serve, ci vuole un diserbante, bisogna rasare il prato, bisogna cambiare la tovaglia, è veramente troppo sporca.
Chiunque alzi gli occhi nella Cappella Palatina di Palermo o nella galleria di Diana di Venaria Reale non può non sentire tutta la rabbia che cova e che sta per esplodere, il fuoco che brucia nelle vene, la stizza che monta,  è la stessa rabbia che si prova pensando agli italiani che lavorano per niente, agli operai che rischiano la vita senza protezioni, agli insegnanti avviliti e presi per il collo quando invece dovrebbero essere la colonna portante di un paese votato all'istruzione e alla cultura, ai poliziotti demotivati che per una birretta fresca e un panino smorto comprato col buono mensa rischiano tutti i giorni di prendersi una coltellata in pancia da qualche psicopatico ( lo Psicopatico con la P maiuscola è quello che sta a Palazzo Chigi )

Il nostro Paese merita di più, il nostro Paese deve smettere di vivere dominato dalla mediocrità e dal malaffare, è difficile ma è possibile, la verità è che si tratta di ripartire da zero, ripartire da zero vuol dire ripensare tutto, abbandonare le vecchie categorie e la droga neo-liberista e mettere sul tappeto idee nuove , puntare tutto sull'unica "industria"  a ciclo continuo infinito che libera l'uomo, la cultura, e quindi puntare tutto sulla scuola, l'università, la ricerca scientifica, l'innovazione tecnologica e uscire gradualmente dal dominio dell'ignoranza e del malaffare.
Tutto il sistema è da ripensare e da cambiare, dobbiamo dare spazio a persone di chiara fama e specchiata onestà provenienti dalla società civile per togliere spazio ai politici incapaci e per dare al paese un segnale chiaro circa la volontà di agire nell'interesse generale, la politica fatta sui divanetti di Montecitorio o ai tavoli dei ristoranti romani deve morire, è necessario dialogare direttamente con i cittadini, essere presenti sul territorio, parlare agli elettori nelle piazze e nei luoghi di lavoro e usare i media in modo intelligente per proporre soluzioni ragionevoli ai problemi veri dei cittadini.  Non si fa che parlare di conflitto di interessi e/o di una nuova legge elettorale  ma le priorità sono ben altre  : il lavoro, la giustizia sociale, la legalità, la cultura. Il discorso sulle alleanze lascia il tempo che trova, è inutile mettere il carro davanti ai buoi o fasciarsi  la testa prima di essersela rotta, partiamo dai problemi concreti per arrivare a soluzioni e proposte concrete, partiamo dai concetti primitivi, partiamo dal concetto di onestà.

Mettere al centro della nostra attenzione  il significato profondo e pieno di senso della parola onestà  ha molte conseguenze non solo sull'analisi politica ma  anche sugli ideali che sempre devono muovere l'azione politica.
Dal punto di vista dell'analisi politica, diventa ogni giorno sempre più evidente che Berlusconi non rappresenta una destra che non c'è più o un ceto moderato che non esiste più  o un anti-comunismo che è fuori dalla storia ma rappresenta una cosa concreta , un blocco sociale connivente con il malaffare che da molti anni ormai condiziona come una cancrena la vita politica italiana, dal CAF ai giorni nostri c'è una linea di continuità che si alimenta sugli interessi di parte, sull'uso continuativo della menzogna come arma politica, sulla slealtà nei confronti dello Stato e delle  istituzioni senza alcuna attenzione nei confronti degli interessi generali del paese, sulla confusione generalizzata come alibi per il sotterfugio e l'inganno.
Una forza progressista e popolare deve chiamare a raccolta gli onesti per fare una battaglia contro questo stato di cose , è una battaglia che non è più di parte ma diventa una battaglia  per l'onestà come valore del vivere civile.
Non c'è preclusione di ceto sociale, di razza o di appartenenza di qualche tipo in questa battaglia, l'imprenditore vale, il lavoratore vale, la casalinga vale, il professore di scuola vale, il pensionato vale, i giovani anche, ognuno vale per la dose di onestà che mette a disposizione, è una battaglia di persone che ritengono l'onestà come un valore fondativo della giustizia sociale : l'idea che la ricchezza debba essere distribuita in modo ragionevole, che il gioco politico debba essere pulito e che le parti sociali debbano trovare un solido rapporto di alleanze virtuose non sono che sfaccettature di questo valore fondativo.
Recuperare i valori è essenziale perché i valori, quelli primitivi e profondi esistono, eccome se esistono, è il ladro che vuol far credere all'onesto che l'onestà non esiste.

Come fare per cambiare il sistema dalla A alla Z ? Dobbiamo fare una rivoluzione, una rivoluzione delle idee, capovolgere i luoghi comuni, avere il coraggio di camminare per sentieri non ancora battuti, dobbiamo uscire dal mondo imposto, il caos si doma con l'intelligenza, la mediocrità si combatte con l'immaginazione, la concretezza si acquista con il pragmatismo, gradualmente, poco per volta ma con decisione il sistema va completamente rivoltato ma bisogna partire dalle cose semplici, da proposte che possono essere funzionare quasi all'istante e di cui ho già scritto in altre occasioni .
Ecco quello che farei : metterei al centro di tutto l'onestà e onestà fa rima con legalità e legalità significa rispetto delle regole condivise e rispetto delle regole condivise significa andare verso una società armoniosa ed equilibrata e una società armoniosa ed equilibrata implica benessere diffuso, gratificazione delle capacità individuali , rispetto della persona, diritto alla felicità, libertà di espressione, partecipazione al bene comune, tutte cose che io non vedo da nessuna parte. Ce la dobbiamo fare, è difficile ma è possibile, volere è potere.

Torquemada58
 


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permalink | inviato da torquemada58 il 26/8/2010 alle 14:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
2 luglio 2010
Caro Segretario, c'è posta per te !
Caro Segretario,
nella conduzione di un grande partito popolare ci sono delle cose che sono ammissibili e di cui si può discutere  ( gli errori ad esempio ), ci sono altre cose che possono dare fastidio ( tipo le beghe personali ) ma che forse sono inevitabili ma la cosa che più fa saltare i nervi in assoluto è l'immobilismo e questo purtroppo è il grande problema del PD adesso, l'immobilismo : manca un'iniziativa politica che sia in grado di affrontare i problemi del paese.

In una situazione di crisi gravissima, con altri 250 mila disoccupati alle porte per il 2011 ( stime di Confindustria ), con 2 milioni di giovani disoccupati a cui nessuno pensa, con milioni di famiglie per le quali il mese è diventato ormai troppo lungo, con un senso del disfacimento dello Stato e delle regole del vivere civile che ogni ora che passa diventa sempre più acuto, non si può fare politica nei corridoi di Montecitorio, seguire l'agenda che detta il governo o peggio ancora vivacchiare alla giornata, bisogna avere il coraggio di parlare al paese e dire come un disco rotto che il Governo del malaffare, degli indagati e dei corrotti deve andare a casa, perchè questo Governo sta mettendo a rischio la coesione sociale e gli interessi degli onesti, di chi lavora, di chi produce e di chi pensa che un'Italia migliore sia possibile.

Caro Segretario, lascia stare i sondaggi, non farti tirare per la giacchetta da questo o da quello, lascia stare le lenzuolate, lascia stare Casini o Vendola, parla chiaro, devi dire a chiare lettere che da oggi i ladri vanno in galera, i corrotti anche, chi spreca va a casa, che la crisi la deve pagare chi l'ha causata, che la crisi non la può pagare chi i soldi non li ha, devi dire con parole nette ed inequivocabili che la gente onesta è stanca di sotterfugi, intrighi e ruberie, la gente vuole i fatti, vuole sapere che cosa succede tra un mese, tra due mesi, se la pensione arriva, se potrà pagare il mutuo, se a settembre potrà comprare la cartella al bimbo che va in prima elementare, i giovani vogliono un futuro, la gente normale in un momento così difficile ha bisogno di certezze e un grande partito popolare ha il dovere di intervenire, di dire quello che si deve fare, deve dare indicazioni, deve proporre, deve dare la sensazione che le cose possono cambiare in meglio perchè comandano la solidarietà, l'intelligenza, l'impegno, l'onestà.

Caro Segretario, è il PD che deve dettare l'agenda politica, rincorrere gli avvenimenti è sbagliato, bisogna giocare d'anticipo, muovere le coscienze, fare uno sforzo per trovare le parole d'ordine giuste, non c'è più tempo per le chiacchiere, per la politica da Bar Sport, qui ci vuole un progetto per rinnovare completamente il paese, un ventaglio di proposte che sia in grado di aggregare consenso, un progetto che sia in grado di colpire l'immaginazione di tutti coloro che credono che onestà, solidarietà e giustizia sociale non siano parole svuotate di senso ma parole scolpite nella pietra, valori veri.

Caro Segretario, ci sono moltissime cose che si devono fare al più presto, la casa è a pezzi, devi scandire i tempi di un'iniziativa politica che sia in grado di prendere in mano le redini del paese, se vogliamo diventare forza di Governo dobbiamo avere idee chiare adesso , progetti chiari adesso, la gente , i lavoratori, le casalinghe, i giovani, i pensionati, le persone che sognano un'Italia migliore devono capire che abbiamo la forza per fare le cose giuste e imboccare la strada del rinnovamento e delle riforme.

Non possiamo più aspettare !

P.S. Caro Segretario, lascia stare la contro-manovra che hai presentato ieri al Senato, è una roba che non si può vedere, è meglio se dai un'occhiata in giro sui blog, idee e proposte non mancano.

Le prime cose da fare sono le seguenti :

Proposta n° 1

Riduzione al 50% del numero dei parlamentari e adeguamento ai parametri europei dei loro compensi. Eliminazione del vitalizio per i parlamentari nazionali e per i consiglieri regionali.

Proposta n° 2
Abolizione di tutte le Province e accorpamento dei Comuni al di sotto dei 5000 abitanti

Proposta n° 3 :
Dismissione e vendita del 90% delle auto-blu, riduzione dei ministeri al numero massimo di 10, riduzione del 75% per le consulenze esterne nella PA, riduzione del 50% del budget disponibile per il Quirinale e Palazzo Chigi, adeguamento di tutti gli altri budget di spesa istituzionali ai livelli medi europei, riduzione del 50% del costo globale del ceto politico

Proposta n° 4
Ripristino dell'ICI per la prima casa, raddoppio della tassa per le case di lusso. Le risorse acquisite saranno spalmate sulle pensioni sociali

Proposta n° 5
Costituzione di un Fondo di Solidarietà Nazionale a favore dei giovani disoccupati con i fondi destinati al Ponte sullo Stretto

Proposta n° 6
Riduzione del 50% delle spese militari a favore delle politiche per la famiglia

Proposta n° 7
Maggiorazione dell'IVA al massimo livello consentito dai parametri UE per i generi di lusso a favore del Welfare, delle Regioni e dei Comuni

Proposta n° 8
SUPER-TASSA sulle automobili e sulle imbarcazioni di lusso

Proposta n° 9
SUPER-TASSA su tutti i redditi e sui patrimoni che superano il milione

Proposta n° 10
Rimborso del 10% sulle tasse pagate per i contribuenti virtuosi, raddoppio delle sanzioni per evasione fiscale superiore ai 10 mila euro, sequestro dei beni per evasione fiscale superiore ai 100 mila euro. Le risorse ricavate dalla lotta all'evasione fiscale saranno destinate all'abbattimento del debito pubblico. Per le imprese abolizione degli studi di settore.

ed inoltre :

Legge anti-corruzione
Incandidabilita’ assoluta per chi ha subito una condanna o è sottoposto ad un rinvio di giudizio.
La presenza di un rinvio a giudizio deve implicare la sospensione temporanea da ogni carica amministrativa e politica.

Legge anti-rimborsi elettorali
Soglia del 4% per ottenere il rimborso elettorale e riduzione alla metà del rimborso stesso.

Legge anti-nepotismo
Legge anti-nepotismo che nella PA impedisca l'assunzione per chiamata diretta e/o per concorso di personale che abbia legami di parentela fino al 2° grado con amministratori e/o dirigenti della struttura per la quale è prevista l'assunzione stessa.

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permalink | inviato da torquemada58 il 2/7/2010 alle 12:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
17 giugno 2010
Che fare ?
Una grande forza politica popolare deve saper captare gli umori della gente, deve ascoltare quello che chiede il suo elettorato di riferimento e  deve saper entrare anche nella testa di chi non la vota o di chi non vota per niente e poi deve aprire un canale di comunicazione con tutte queste persone usando un linguaggio semplice e chiaro perchè non tutti sono laureati alla Sorbona  e deve trovare una momento di sintesi , un momento nel quale si decide quello che è giusto fare , questa sintesi si chiama iniziativa politica. 6 LENZUOLATE NON SONO UN'INIZIATIVA POLITICA, QUESTA NON E' UNA SFIDA AL GOVERNO, nel contesto della gravissima crisi politica ed economica in corso serve ben altro, la gente chiede ben altro ! Cosa diciamo ai milioni di giovani disoccupati ?Cosa diciamo ai piccoli imprenditori in affanno ? Cosa diciamo ai milioni di pensionati che vivono in condizioni miserrime ? Cosa diciamo ai lavoratori della scuola che ormai sono l'apoteosi del precariato ? Cosa diciamo ai milioni di lavoratori che hanno sulla loro testa la spada di Damocle della cassa integrazione o della disoccupazione ?
Tutte queste persone non vogliono molto ma quel poco che vogliono è molto semplice : vogliono che finisca il mangia mangia della politica, vogliono un'opportunità per conquistare BENESSERE e SICUREZZA per sè e per i propri cari,  vogliono un mondo senza bari, corrotti e mafiosi, un mondo nel quale il gioco della vita sia regolare e non truccato.
Siamo in grado di intercettare queste richieste , si o no? Siamo in grado di sviluppare un'iniziativa politica adeguata alla situazione, si o no? Ce la possiamo fare ?
Io penso di sì ma dobbiamo smettere di parlare in ostrogoto ! Ci vogliono parole semplici, concetti chiari, soluzioni precise, cose che tutti possono capire !
Volete sapere cosa dobbiamo fare SUBITO, ADESSO, OGGI ?  Ve lo dico immediatamente  : abolizione delle Province, accorpamento dei comuni al di sotto dei 5000 abitanti, riduzione e accorpamento di tutte le istituzioni di livello regionale e/o comunale, abbattimento drastico di tutti i costi della Politica a tutti i livelli, dismissione e vendita  di 580 mila auto-blu ( ne rimarrebbero oltre 20 mila e sono pure troppe), dimezzare il numero dei parlamentari e di tutti i soggetti impegnati in Politica e rapportare ai parametri europei i loro compensi.
Volete sapere cosa si deve fare DOMANI ? SUPER-TASSA sulle automobili e sulle imbarcazioni di lusso, SUPER-TASSA su tutte le società di capitali ( Per le società di capitali, escluse le grandi imprese, è emerso che l'81% circa delle società di capitali italiane dichiara redditi negativi (53%) o meno di 10mila euro (28%). In pratica su un totale di circa 800.000 società di capitali operative l'81% non versa le imposte dovute ), SUPER-TASSA su tutti i redditi e sui patrimoni che superano il milione. Questo è l'antipasto, devo continuare ? Bisogna ripristinare l'ICI e spalmare l'introito sulle pensioni sociali, si faccia un Fondo di Solidarietà Nazionale a favore dei giovani disoccupati con i fondi destinati al Ponte sullo Stretto, si taglino drasticamente le spese militari a favore delle politiche sulla famiglia, ci vuole una patrimoniale una tantum sugli immobili della Chiesa, bisogna maggiorare l'IVA non scaricabile per i generi di lusso ecc. ecc.  E poi ci vuole una grande Campagna Nazionale per cacciare i corrotti dalle giunte e dal parlamento con interdizione a vita dalla politica., Dopo questi passaggi preliminari, si potrà parlare e discutere delle Riforme e di tutto il resto. Grazie per l'attenzione.

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permalink | inviato da torquemada58 il 17/6/2010 alle 19:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
17 giugno 2010
Voglio che il Pd sia il partito del futuro
Non sono iscritto al PD e in tutta franchezza non so nemmeno se a questo punto posso definirmi un simpatizzante vista l'aria che tira ma sono di sinistra da quando sono nato e morirò così perchè penso molto semplicemente che il diritto alla libertà, al benessere e alla felicità siano diritti inalienabili di ogni singolo individuo e che tutto quello che impedisce il godimento di questi diritti sia di ostacolo alla civiltà, al progresso, alla vita stessa e che vada combattuto. Credo che una società in cui prevalga l'interesse generale e la giustizia sociale sia non solo in grado di tutelare quei diritti inalienabili ma sia di fatto la forma migliore di società per affrontare i grandi problemi con i quali il prossimo futuro ci metterà alla prova. Comunque, in ultima istanza, per me comanda sempre la testa, poi viene la pancia.
20 di fascismo, 50 di DC e quasi 20 anni di Berlusconi ci dicono che quello italiano è un popolo senza testa che vive di sola pancia, lo aveva già capito il Guicciardini che lo spirito naturale dell'italiano è curare il suo "particulare" . E allora ? Che si fa ?  Una grande forza popolare che sente il peso e la responsabilità di dover trascinare il Paese fuori dal dramma della crisi economica e morale che stiamo vivendo, non può che fare una cosa : mettere in comunicazione la testa e la pancia degli italiani. E come si fa ?  Non c'è che un modo per attivare questo corto-circuito : attraverso una battaglia delle idee, con un grande progetto.
Ce l'abbiamo un grande progetto intorno al quale coagulare i simpatizzanti, gli indecisi, quelli che ci votavano prima e non ci votano più, per convincere gli scettici e gli increduli, un progetto che possa dare agli italiani tutti il senso di una forza politica in grado di raddrizzare la baracca?  Certo che no ! Noi abbiamo le piccole lenzuolate di Bersani. Abbiamo veramente perso troppo, troppo tempo ! Mentre in tutti questi anni Berlusconi parlava alla pancia degli italiani ed è ancora al suo posto, niente di quello che doveva essere fatto è stato fatto, niente di quello che doveva essere detto è stato detto ed è tutto come prima e peggio di prima. Non pensate tutti quanti che sia venuto il momento di darsi una vera mossa ?  Io mi sono veramente stancato di brutto.
Oggi Veltroni dice al Corriere «Io credo sia il tempo di un grande patto tra i produttori. Un patto non per fronteggiare un'emergenza ma per un cambiamento radicale. Non si può avere una pressione fiscale che cresce e un'evasione fuori controllo che ha superato largamente i 100 miliardi. Bisogna ridisegnare il Welfare ricostruendo un sistema di sicurezza sociale. Bisogna ridurre la spesa pubblica, che invece cresce, e fare delle infrastrutture materiali e conoscitive e della rivoluzione ambientale i motori di una nuova stagione di crescita italiana. In campagna elettorale dissi proprio sul Corriere che gli imprenditori erano dei lavoratori e si scatenò il putiferio, ma lo ribadisco. Un imprenditore che magari è un ex operaio che ha messo su una piccola impresa e che sbatte la testa tra una giustizia che ci mette anni a decidere, un sistema infrastrutturale inadeguato e una pressione fiscale esagerata non può essere considerato, e non è considerato, dai suoi lavoratori un nemico o un avversario: il destino dell'uno è legato al destino degli altri e viceversa. Se il centrosinistra vuole cambiare radicalmente il Paese deve proporre questo patto». Vogliamo parlare di Nuovo Patto Sociale invece che di Grande Progetto ? Va bene e allora ?  Ma in soldoni, dopo le chiacchiere, che si fa ? Cosa si stabilisce in questo Patto ? Chi le paga le tasse ? Quanto deve pagare ? E se non le paga, che succede ? Com'è che l'imprenditore spende 2500 e il lavoratore vede solo 1200 ?  E' giusto guadagnare più di 100 mila euro netti al mese ? Perchè dovrei versare i contributi per 40 anni e magari crepare 2 anni dopo essere andato in pensione ?  I parlamentari potranno ancora prendersi la pensione dopo 2 anni e mezzo di legislatura?  Il lavoro ai 2 milioni di giovani disoccupati chi lo trova ? Se il Premier va a mignotte che succede ? Deve pagare una pornotax speciale ? Se il Comandante della GDF si fa spedire il pesce fresco con un volo di Stato, che gli facciamo ? Se la più grande industria del Paese è la malavita organizzata, gliela mandiamo la Finanza,sì o no ?  Abbiamo un'idea su come stringere le mani al collo della seconda industria del Paese, ovvero l'evasione fiscale ?  Se la terza industria del Paese, dopo aver evitato per anni il fallimento grazie agli aiuti statali, decide che in fabbrica tutto deve cambiare e che il diritto di sciopero è come un optional della Panda, noi che si fa ? Sì, Buana, bravo badrone ?  Se le banche mi rifilano i bond argentini e poi mi rifilano Cirio, Parmalat e Alitalia e poi non mi fanno un prestito mentre sono in difficoltà perchè lo Stato non mi paga una fattura importante, che faccio ? Prendo il forcone ? Chi mi protegge ? Se l'ex-operaio che si è fatto la fabbrichetta se ne vuole andare in Serbia o ha trovato la ganza in Polonia e se ne vuole andare lì, io che faccio ? Chi mi protegge ? Facciamolo questo Patto ma Veltroni ha un' idea chiara e precisa di come deve essere questo Patto ? Ha già in mente delle linee guida ? Quando gli è venuta l'ispirazione ? Ora tutta insieme ? E quando era Segretario che faceva ? Comincio a pensare che il problema più grave non sia quello di fare errori ma quello di blaterare a vanvera. Io comunque qualche idea ce l'avrei : in primo luogo i politici dovrebbero solo avere funzioni di indirizzo e di controllo, nessun potere amministrativo, e questo è un primo punto. La Cosa Pubblica, nei suoi aspetti amministrativi, deve essere gestita da manager licenziabili al primo intoppo, chi gestisce bene e risparmia viene premiato e gratificato, chi non sa fare un c....  va a casa in 24 ore e questo è il secondo punto. Al terzo punto finisce il magna magna : dimezzare il numero dei parlamentari e di tutti i soggetti impegnati in Politica e rapportare ai parametri europei i loro compensi. Al quarto punto tocchiamo le tasse : si abbassano le aliquote per gli onesti ma si inaspriscono le sanzioni per i furbi ,se il gioco non vale la candela l'evasione cessa. Al quinto punto mettiamo le imprese : chi riceve o ha ricevuto aiuti di stato non può delocalizzare all'estero. Al sesto punto ci mettiamo le banche  : premiare fiscalmente quelle che privilegiano gli interessi dei clienti e penalizzare quelle che privilegiano gli interessi degli azionisti. Se volete continuo....... Comunque sia, l'importante è parlare e discutere di cose concrete con parole semplici e poi passare ai fatti. ACQUA E CHIACCHIERE NON FANNO FRITTELLE!

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permalink | inviato da torquemada58 il 17/6/2010 alle 19:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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