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POLITICA
28 aprile 2011
L'unica maniera per realizzare i propri sogni è svegliarsi /3 - La partita decisiva
« Chi è in grado di distinguere quando è il momento di dare battaglia, e quando non lo è, riuscirà vittorioso ».

Sun-Tzu, Arte della guerra

"Noi abbiamo dato la nostra disponibilità a lanciare una fase costituente con le forze che ci stanno, per aprire una crisi e proporre un governo alternativo. Ma a questo punto – aveva detto D’Alema nell’intervista del 30 gennaio concessa  a  “La Repubblica” -  se Berlusconi non prende atto dell'insostenibilità della sua posizione di premier,  l'unica soluzione è quella delle elezioni anticipate" […] Perché la situazione precipita. La crisi politico-istituzionale, l'accavallarsi delle vicende giudiziarie, la guerra tra i poteri dello Stato. Cos'altro deve succedere, per convincerci della necessità di una svolta?".

A metà febbraio Bersani commenta laconico : se Berlusconi «non fa un passo indietro bisogna che ci convinciamo chea questo punto il male minore è andare alle elezioni ».

Ancora  due settimane fa Bersani ribadisce  il concetto :  «Io non sono precluso a niente. Noto soltanto che dalla nostra proposta di un governo di transizione, le cose sono cambiate. Sono arrivati i responsabili che hanno in mano la situazione. Per questo l'ipotesi, per non stare dove stiamo, potrebbe essere soltanto quella delle elezioni anticipate che sono sempre meglio di restare in questa situazione».

«Al di là dei sondaggi  è del tutto evidente che la permanenza di Berlusconi al governo del Paese è un enorme danno. E che le elezioni sono l'unica via di uscita»  Lo ha detto giorni fa Massimo D'Alema commentando gli ultimi sondaggi che darebbero il centrosinistra in vantaggio sul il centrodestra, anche se di pochissimo.

Come si è giunti ad auspicare le elezioni anticipate senza se senza ma visto che nei mesi precedenti  in più occasioni si era ribadito di non voler tornare alle urne prima di aver riformato la legge elettorale ?

Il cambio di direzione deriva in parte dallo smacco del 14 dicembre e dall’evidente difficoltà nel produrre una crisi parlamentare in grado di scalzare il Presidente del Consiglio e dall’altra da un certo ottimismo derivante  da sondaggi che sembrano da un certo momento in poi promettere risultati positivi : "I sondaggi  -  spiega D’Alema  a metà febbraio  - dicono che se andiamo alle elezioni come centrosinistra con tre poli, noi vinciamo le elezioni. Se andiamo, come io propongo, con una larga coalizione democratica, le vinciamo largamente".

E le altre ipotesi che erano state messe in campo ?  L’ipotesi di  un’ Alleanza Costituzionale  "aperta a tutte le forze che alla svolta autoritaria di Berlusconi sono pronte a dire di no” in grado di formare un governo di transizione sembrerebbe piuttosto improbabile, mancano troppi requisiti perché un’alleanza del genere possa consolidarsi, ammesso e non concesso che possa formarsi.

Una certa plausibilità potrebbe averla forse l’ipotesi di un Governo di Salvezza e di Unità Nazionale che è stata di nuovo rimessa in primo piano dal duo Pisanu-Veltroni con la formula del “Governo di Decantazione”  ma la proposta è stata accolta con scetticismo e poi il problema di fondo di questa proposta è la sua ambiguità, non a caso essa ha tutta l’aria di essere una riverniciatura di proposte già avanzate da altri in passato, anche se con sfumature via via diverse, e persino SB, a suo modo,  se ne era appropriato quando con la lettera al Corriere del 31 gennaio scorso propose “a Bersani di agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana”. L’idea “che sia necessario un periodo di decantazione, di rasserenamento del Paese, di operosa sintonia con le attese degli italiani” è certamente condivisibile ma è vuota se non si precisa il profilo politico e programmatico di questa ipotetica fase di decantazione. Suggerire semplicemente un ampio ed esauriente confronto parlamentare e di porre mano alle emergenze in corso e di riformare la legge elettorale è del tutto vago e riporta il dibattito politico indietro di mesi. Nella proposta del duo Pisanu-Veltroni affiora poi quel retrogusto di melassa appiccicosa che tanti danni ha già fatto in passato,  nella lettera al Corriere il Presidente del Consiglio non viene nemmeno nominato, sembra di essere tornati ai tempi in cui si parlava di SB come del «principale esponente dello schieramento a noi avverso».

Insomma la linea è ancora quella ribadita da D’Alema nell’intervista pubblicata oggi da “La Repubblica” , alla domanda di Giannini "E il "governo di decantazione" proposto da veltroni e Pisanu come lo giudica? ecco la risposta di D’Alema : "È stata una proposta positiva. Ed è lodevole che il senatore Pisanu abbia condiviso la proposta di Veltroni. Ma purtroppo mi pare che le repliche siano state durissime: possiamo proporre qualunque soluzione, ma finché Berlusconi dimostrerà di non volersene andare e continuerà ad imprigionare la sua maggioranza asservendola ai suoi interessi, sarà tutto inutile. Per questo, insisto, per noi non c'è altro spazio politico se non quello di batterlo alle elezioni".

Quello che però D’Alema non dice è che le difficoltà incontrate nell’aprire una fase costituente con un governo con le forze che ci stanno  vengono semplicemente trasposte  da uno scenario all’altro senza soluzione di continuità perché da un lato SB non si dimette e anzi gioca la sua partita in modo ossessivo alzando di giorno in  giorno la posta dello scontro tra i poteri dello Stato , dall’altro lato  le forze che dovrebbero starci  tentano di fare un loro gioco nella prospettiva di consolidare la propria consistenza e diventare l’ago della bilancia di equilibri futuri, di fatto si invocano le elezioni anticipate senza aver risolto nessuno dei problemi  sui quali nei mesi precedenti si era incagliata l’iniziativa politica del partito e dell’opposizione : SB non si dimette e per il momento non sembra esserci una leva in grado forzare il quadro politico in modo tale che il Presidente del Consiglio sia costretto a fare un passo indietro, non si è consolidata l’ipotesi del Nuovo Ulivo, il nodo della leadership è rimasto irrisolto e continua ad essere fonte di diatribe, l’ipotesi della Santa Alleanza sembra essersi dissolta definitivamente dopo l’ennesimo NO di Casini , la proposta programmatica  è rimasta evanescente, ambiziosa nelle intenzioni   - “Dobbiamo dare una prospettiva di ricostruzione futura del Paese. Le macerie del berlusconismo sono enormi: regole democratiche devastate, principi di legalità calpestati, istituzioni svilite. Dobbiamo mettere in campo un progetto di rilancio dell'economia e della crescita, dopo gli ultimi dieci anni sprecati dal berlusconismo” - ma vuota nei contenuti. D’Alema sembra quasi voler far propria la “vocazione maggioritaria" di Veltroni – “Spetta a noi del Pd fare tutto questo, con una proposta che deve essere rivolta innanzi tutto ai cittadini italiani e che miri ad unire il più ampio schieramento democratico possibile. Quando si andrà a votare per il governo del Paese la nostra proposta politica mostrerà tutta la sua forza, e con essa dovranno misurarsi tutti gli altri partiti" – ma in fin dei conti il problema è sempre il solito : manca la capacità di coagulare il consenso attorno ad alcune proposte politiche e programmatiche precise e chiare.

Se a questi motivi di perplessità che riguardano la debolezza del profilo politico del PD e in generale dell’opposizione aggiungessimo altre considerazioni di ordine generale  ovvero 

1)      la crisi finanziaria è grave e soggetta a sviluppi imprevedibili come dimostrano le ricorrenti tensioni sui mercati, non è il momento per dare segnali di ulteriore incertezza

2)   anche a causa della pessima legge elettorale in vigore, le elezioni potrebbero produrre una situazione di stallo senza vinti né vincitori

3)     le elezioni sono un’opzione che lo stesso Presidente del Consiglio potrebbe prendere in considerazione se la situazione diventasse per lui ingestibile o se ritenesse necessario usare l’arma delle elezioni per uscire dall’accerchiamento a cui rischia di essere sottoposto, anzi ci sono segnali che farebbero pensare che il Presidente del Consiglio stia cercando la crisi per andare ad elezioni anticipate

4)      i sondaggi possono risultare ingannevoli e offrire aspettative irrealistiche e poi bisogna  considerare che il Presidente del Consiglio è spregiudicato,  il tipo è pronto a qualunque sparata pur di accattivarsi una manciata di voti, potrebbe rivincere.

allora potremmo dedurne che le elezioni anticipate come esito di una possibile crisi dell’attuale quadro politico non sono comunque la soluzione migliore per  neutralizzare il Presidente del Consiglio.

Per  neutralizzare il Presidente del Consiglio è necessario puntare alle sue dimissioni e determinare una situazione tale da rendere problematica anche la sua ricandidatura alle prossime elezioni. Per raggiungere l'obbiettivo è fondamentale focalizzare l'attenzione e centrare l'iniziativa politica su tutta una serie di elementi che potrebbero accellerare la crisi del quadro politico.

Come ottenere le dimissioni del Presidente del Consiglio ? Al momento sembra una missione impossibile ma ci sono alcuni varchi che sono aperti e che non vengono sfruttati a dovere dall’opposizione : il primo varco è la crescente debolezza politica del Presidente del Consiglio ormai impigliato in giochi politici sempre più azzardati  che lo rendono ricattabile e dunque incapace di gestire il quadro politico con disinvoltura, un secondo varco è costituito dal crescente calo di credibilità del Presidente del Consiglio dovuto a dichiarazioni talmente avventate da rasentare un rischio autodistruttivo, ha perso la bussola  se mai l’avesse avuta, un terzo varco è aperto sul fronte delle defezioni, chi ancora sta accanto all’appestato comincia ad avere paura di prendersi la peste. Basterebbero già questi elementi  per ipotizzare che la vicenda politica del Presidente del Consiglio potrebbe giungere al capolinea entro l’estate ma per avere la certezza di raggiungere l’obbiettivo delle dimissioni del Presidente del Consiglio al più presto, tutti coloro che hanno ancora il senso della decenza, dell’onore e della legalità devono mobilitarsi.

Solo una mobilitazione popolare permanente potrà aprire un quarto varco, quello più importante, per iniziare la partita decisiva, quella che va innanzitutto giocata sul fronte della chiarezza ovvero sulla capacità di far capire all’opinione pubblica ancora incerta e confusa i motivi per i quali il Presidente del Consiglio deve dimettersi.

Se questa prima fase della partita venisse giocata in modo efficace allora il secondo tempo della partita potrebbe essere giocato arricchendo lo schema tattico con una proposta politica in grado di accentuare la crisi politica del Presidente del Consiglio.   

Per riuscire a provocare le dimissioni del Presidente del Consiglio e determinare una situazione tale da neutralizzarlo politicamente è necessario avanzare una proposta con la quale poter sganciare il destino politico del Presidente del Consiglio da quello della legislatura, una proposta in grado di attirare consenso diffuso e in grado di spostare i rapporti di forza nel Paese e nel Parlamento e la proposta potrebbe essere quella di un "Governo del Presidente e della Costituzione" , un Governo formato da personalità di spicco e di alto profilo morale e culturale, senza il coinvolgimento diretto dei partiti politici, che avrebbe appunto il compito di terminare la legislatura traghettando il Paese verso lidi più sicuri e verso un clima politico meno avvelenato.

Se anche questo secondo tempo della partita venisse giocato in modo efficace, allora sarebbe possibile rafforzare ulteriormente l’iniziativa politica con una proposta programmatica di ampio respiro.

Questo è un passaggio essenziale, forse in assoluto il più importante, perché l'iniziativa politica non può diventare efficace se non è ancorata ad una proposta programmatica in grado di catalizzare interesse e consenso.

Se durante queste prime fasi della partita lo schema di gioco si mantenesse chiaro nella spiegazione dei motivi che rendono necessarie le dimissioni di SB,  lineare nella formulazione di una proposta politica condivisibile e di alto profilo, coerente nell'offrire un programma  politico efficace e credibile,  lo sviluppo naturale di tutto ciò non potrebbe che essere la crisi del quadro politico attuale e la determinazione di un nuovo  scenario.

(continua)

N.B.  La prima parte di questo contributo è stata pubblicata in data 21 febbraio e la seconda parte è stata pubblicata in data 22 febbraio

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POLITICA
21 febbraio 2011
L'unica maniera per realizzare i propri sogni è svegliarsi

Il post che segue nasce dall’esigenza di approfondire una discussione nata su PDnetwork : al momento si tratta di un work in progress, il tentativo è quello di inquadrare lo stato delle cose e indicare una prospettiva politica per uscire dalla crisi.

Un battaglia politica vincente non può che essere la risultante di una convergenza tra iniziativa politica e proposte programmatiche : la prima deve cogliere i caratteri del quadro politico in cui opera, le seconde devono dare all’iniziativa politica uno slancio tale da consentire il raggiungimento di obbiettivi tattici importanti, in politica si gioca per vincere, altre opzioni non sono consentite. Ma iniziativa politica e proposte programmatiche da sole non possono essere sufficienti per una battaglia politica vincente, servono anche un partito e un gruppo dirigente all’altezza della situazione.

Per sviluppare il discorso partiamo proprio da quest’ultima necessità, quella relativa al gruppo dirigente, ovvero dalla necessità di affidare  e far gestire l’iniziativa politica ad un gruppo dirigente all’altezza della situazione.  E’ ormai improcrastinabile l’esigenza di introdurre una conventio ad excludendum per  “rottamare” in via definitiva i molti personaggi  che in tutti questi anni hanno avuto le loro occasioni ma non le hanno sapute sfruttare e che tuttora condizionano in modo negativo la vita del partito e  l’elaborazione della linea politica. Sussistono delle perplessità, è inutile negarlo, anche riguardo a Bersani : una bella fetta  della discussione sul leader del centro-sinistra nasce chiaramente dalle perplessità che nel tempo si sono accumulate sulla figura di Bersani, perplessità presenti all’interno del PD, tra i commentatori politici e nell’opinione pubblica. Si potrebbe aggiungere che se si andasse alla formazione di un Nuovo Ulivo, sarebbe del tutto normale considerare il Segretario del partito più importante della coalizione come il leader naturale della coalizione ma questa considerazione, per molti commentatori e per molti motivi,  al momento non è per niente scontata.

Ora, il dubbio che a questo punto  dovremmo sciogliere è il seguente : le perplessità che riguardano Bersani sono relative alla persona nel senso che il Segretario non viene ritenuto in grado di portare avanti una linea e un programma già definiti  o comunque da definire  oppure  le perplessità che riguardano il Segretario sono soprattutto il riflesso di una linea politica traballante e di un programma evanescente ?

A suo tempo mi sono dichiarato favorevole all’ipotesi del cosiddetto  «doppio cerchio»  pur sottolineando la mancanza di un programma politico vero e proprio in grado di sostenerne lo schema tattico e in seguito, a metà gennaio, mi sono dichiarato favorevole all’ipotesi di invertire l’ordine dei fattori e di partire prima dal programma per arrivare alle alleanze proprio perché mi sembrava che con questa inversione fosse possibile colmare il vuoto programmatico purtroppo presente nello schema tattico del «doppio cerchio» . La situazione adesso però è cambiata e riguardo all’iniziativa politica, in un commento pubblicato su PDnetwork,  ho già sottolineato quelli che a mio parere sono stati i due errori tattici maturati in questi ultimi giorni ovvero l’apertura alla Lega e la richiesta di elezioni anticipate. Rivolgendomi direttamente al Segretario ho scritto che :

1.       con l'apertura di credito che hai fatto alla Lega con l'intenzione di scompaginare il fronte avverso, hai consegnato a Bossi un jolly potentissimo che lui userà invece per condizionare e pilotare SB a comodo suo. La mia opinione è che nonostante certi fremiti della base, la Lega non si staccherà da SB per molti motivi, il primo dei quali è che la Lega è interessata all'eredità politico-elettorale di SB e quindi non ha interesse a rompere con SB, ha interesse a metterlo sotto tutela : «Berlusconi si riposi, ci pensiamo noi».

2. chiedere le dimissioni di SB è sacrosanto ma chiedere le elezioni anticipate è sbagliato perché il quadro politico è troppo ingarbugliato : la peculiarità dei fattori in gioco e le incertezze del Terzo Polo tenderanno a creare una polarizzazione degli schieramenti e anche l'improbabile proposta di una Santa Alleanza non farebbe altro che ricompattare il centro-destra e rendere incerto l'esito del voto, soprattutto se SB fosse nelle condizioni di ripresentarsi ancora come leader.

Valutando complessivamente la situazione, il vero problema sembra proprio essere questo : l’iniziativa politica è continuamente traballante, insicura nelle sue configurazioni e non porta a risultati visibili. Non è visibile nemmeno il disegno di un programma agile e pragmatico. L’ipotesi della Santa Alleanza è tramontata, la formazione di un Nuovo Ulivo è in alto mare, ammesso e non concesso che sia possibile aprire sotto qualche forma una fase costituente non si vedono progetti già consolidati sui quali imbastire una discussione e/o una trattativa, anche la questione della legge elettorale che per alcuni mesi sembrava essere una sorta di cavallo di Troia per abbattere SB è finita nel dimenticatoio,  i punti di un ipotetico programma di Governo sono appena accennati e non sarebbero comunque idonei per affrontare la gravità della crisi e i nodi problematici che soffocano il sistema-Paese,  si chiedono le dimissioni di SB ma paradossalmente SB sembra aumentare le proprie capacità di resistenza,  almeno per il momento…insomma, l’impressione è che le incertezze dell’iniziativa politica e la mancanza di un programma chiaro per segnare un’identità compongano un tutt’uno con le perplessità che si riverberano sul Segretario e su tutto il gruppo dirigente. Che fare ?

(continua)
POLITICA
11 novembre 2010
Plagio bipartisan
6 aprile 2009, Berlusconi : «Nessuno sarà lasciato solo»

11 novembre 2010, Vendola : «Nessuno deve sentirsi solo»


«Nessuno deve sentirsi solo» è lo slogan che accompagna il via della campagna elettorale del movimento "Puglia per Vendola"
 
Fini ha copiato Veltroni, Vendola copia Berlusconi, ma che sta succedendo ?

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POLITICA
11 novembre 2010
Siamo alle porte coi sassi
Ieri la Borsa di Milano è andata maluccio, i debiti sovrani di Irlanda e Portogallo sono stati messi sotto pressione ma, soprattutto,  Mediaset ha perso il 6,48%.  Ormai è quasi sicuro  : le elezioni si allontanano, il governo tecnico anche, si avvicina un B. bis.

E noi ? Dopo che ci siamo impiccati con la legge elettorale, quale sarà la prossima corda ?  
Eppure era tutto già chiaro alcuni mesi fa : l’attenzione andava rivolta subito e in modo ossessivo sui temi del lavoro, della legalità e della giustizia sociale inchiodando B. alle sue responsabilità e al suo fallimento politico.

Ora invece succederà che ci troveremo spiazzati in tutti i casi :

- l’ipotesi più probabile è che B. resista facendo un nuovo governo, allora la debolezza della nostra linea politica apparirà evidente soprattutto se Casini dovesse aggregarsi alla nuova compagnia cantante e se fosse il B. bis a mettere mano alla legge elettorale.

-Se B. dovesse cadere ma si dovessero creare le condizioni per un governo tecnico, avremmo dei seri problemi nell’affrontare una fase del genere non avendo una posizione di partito sulla riforma delle legge elettorale e avendo posizioni del tutto generiche sul resto.

- Se B. dovesse cadere e si andasse invece ad elezioni anticipate in tempi relativamente brevi, saremmo nelle peste perché il discorso delle alleanze è stato gestito fino ad adesso in modo maldestro e le proposte del PD per affrontare la gravità della crisi sono insufficienti e poco leggibili.

Quale sarà la prossima corda ? La previsione è facile : l’impasse acuirà le tensioni interne che ben presto potrebbero sfociare in una lotta fratricida, un bel tutti contro tutti. Ci saranno degli abbandoni ed infine potrebbe crearsi una spaccatura tra una sedicente ala sinistrorsa che si ricongiunge con Vendola e l’ala destrorsa che si fa attirare dalla sirena terzopolista.  In pochi se lo ricordano ma nel 2008 D’Alema disse : «Nichi Vendola è l' unico in grado di rilanciare un'idea di sinistra in chiave moderna, gli altri mi sembrano troppo disorientati ».  Massimo il Pessimo è capacissimo di fare una capriola e stringere la mano a Nichi come se nulla fosse : potrebbe portare in dote un 15% di PD, magari Nichi ci mette un 7% di SEL ed ecco che abbiamo un nuovo partito, il PISEL, il rosa pallido diventa rosso scolorito ed è fatta, si ritorna al 22%, più o meno come adesso. E’ il principio della realpolitik : «cambiare tutto per non cambiare niente» e rimanere in sella.

Anche Uòlter vuole rimanere in sella, ha già fissato la data per accendere la miccia e far esplodere la baracca : 15 gennaio 2011.

SCIENZA
10 novembre 2010
Un tic e la promessa mancata
Per l’appunto pochi giorni fa ci siamo occupati di quel disturbo curioso che si chiama tic ma è necessario tornare sull’argomento per via di un nuovo caso interessante. Si era già detto che dal punto di vista della classificazione, i tic possono essere suddivisi in due grandi categorie : i tic motori ( legati al movimento ) e i tic vocali ( legati all'emissione di suoni o parole ) e ogni categoria comporta ulteriori suddivisioni. I tic vocali possono includere suoni, come schiocchi, colpi di tosse, grugniti o guaiti, o parole, più raramente i tic vocali riguardano le formule politiche. Ne abbiamo però trovato un esempio eclatante con Uòlter Ueltroni il quale, in qualunque circostanza, di giorno e di notte, in piedi o seduto, sdraiato o in ginocchio, sveglio o appisolato, in qualunque luogo del globo terracqueo,  in montagna o in mezzo al mare, sulle giostre o in miniera, sulla neve o allo zoo, pronuncia inesorabilmente, sempre e comunque, in modo ripetitivo, tipo mantra del santone, le seguenti parole : « Senza vocazione maggioritaria non c'è futuro »

Non tutti sanno però che è proprio questo tic la ragione per la quale Uòlter non ha potuto mantenere la promessa di andare e rimanere in Africa : pare che la iena ridens sia particolarmente sensibile al richiamo di questa frase e che in più occasioni Uòlter si sia trovato in imbarazzo perché appena lui pronunciava la frase, le iene cominciavano a ridere, ma ridevano così tanto da attirare le leonesse e a quel punto le cose prendevano una piega inquietante e più volte Uòlter se l’è dovuta dare a gambe levate. Dopo questi episodi poco felici il mal d’Africa gli è passato ma il tic no.


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POLITICA
9 novembre 2010
Arriva il trio Oni-Oni-Oni !
Non c'è pace tra gli ulivi ! E' appena finita la Leopolda e già si annuncia il Lingotto bis : il trio Oni-Oni-Oni (Veltroni, Fioroni, e Gentiloni) si muove, appuntamento a Torino per il 15 gennaio.
E' stato invitato il Renzi, il trio Oni-Oni-Oni proverà a sparigliare le carte ? Certo che sì. Ci sarà il solito bordello di polemiche ? Certo che sì. Chi sarà il fortunato che ne troverà giovamento ? B. o Fini ? Questo ancora non si sa.






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POLITICA
7 novembre 2010
La somiglianza speculare e un dubbio atroce
Walter Verini, della Direzione del Pd e braccio destro di Walter Veltroni, commenta così il discorso di Fini :

«Sul piano strategico Fini ha fatto un discorso interessante, delineando i tratti di una destra europea, non populista né avventurista. Mi ha colpito poi la somiglianza, speculare, con alcuni dei temi caratterizzanti il progetto originario del Pd: la centralità della lotta alla precarietà, la legalità, l'ambizione di parlare al Paese. Addirittura l'incipit di Fini, con la citazione di Saint-Exupéry ha ricalcato pari pari l'identica citazione fatta tre anni fa da Veltroni al Lingotto. Mi è sembrato, da questo punto di vista, una specia di Lingotto del centrodestra».

Ma se Fini copia alcuni dei temi caratterizzanti il progetto originario del Pd vuol dire che il PD è un partito di destra o vuol dire che Fini è un compagno ?


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CULTURA
7 novembre 2010
Fini ha copiato Veltroni
Incipit del Manifesto di Futuro e Libertà

Noi amiamo l’Italia, la nostra Patria e la vogliamo orgogliosa e consapevole, unita nelle sue differenze, civile e generosa, tollerante ed accogliente; una Nazione di cittadini liberi, che credono nell’etica della responsabilità.

Incipit del Manifesto del PD

Noi, i democratici, amiamo l'Italia. Amiamo la ricca umanità della sua gente; il suo patrimonio ineguagliabile di storia, arte e cultura; l'intreccio di splendide città, di magnifici ambienti naturali e paesaggi che da secoli attrae viaggiatori stranieri. Amiamo il senso profondo di ospitalità e di solidarietà degli italiani, la loro attenzione alla qualità della vita, la loro straordinaria capacità di produrre cose che piacciono al mondo.


Oggi Fini, ha citato Saint-Exupery proprio come aveva fatto Veltroni nel 2007 : «Se vuoi costruire una nave non devi per prima cosa affaticarti a chiamare la gente a raccogliere la legna e a preparare gli attrezzi; non distribuire i compiti, non organizzare il lavoro. Ma invece prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato. Appena si sarà risvegliata in loro questa sete si metteranno subito al lavoro per costruire la nave».

Oggi Fini ha detto : « Dobbiamo ascoltare l'Italia profonda e silenziosa, che non urla e non ha la bava alla bocca, che rappresenta la stragrande maggioranza del nostro popolo ».

Alcuni giorni fa Veltroni aveva detto : « Credo che oggi esista una maggioranza silenziosa degli italiani che si è stufata di questo paese immobile e rissoso ».

Ma Fini copierà anche le sconfitte elettorali di Veltroni ?



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POLITICA
6 novembre 2010
9788817044493
Il numero 9788817044493 è il codice EAN del nuovo libro di Uòlter, sul sito della Feltrinelli la scheda è già pronta ma pare che il libro non uscirà, lo ha bloccato e ritirato l'autore. Perché ? Ne parla Tommaso Labate sul Riformista :

Una fonte qualificata dei suo entourage ammette a microfoni spenti che, quando inizia a scrivere il libro, «Walter ha in testa una sola cosa: candidarsi alla premiership del centrosinistra nel 2013». Poi però qualcosa va storto. Le turbolenze del governo che sembrano avvicinare la data delle elezioni e la situazione del Pd che diventa sempre più schizofrenica. Fino alla grande delusione: «Dopo aver dato il "la" al documento dei 75», prosegue la fonte, «Veltroni sperava di avere dalla sua parte la stragrande maggioranza dell'opinione pubblica del centrosinistra. Così non è stato». E il libro-choc sugli ultimi tre lustri della sinistra italiana è tornato in un attimo dalle rotative al cassetto. 

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SCIENZA
26 ottobre 2010
Le malattie della Sinistra
Avvertenza : ulteriori studi sulle malattie della Sinistra mi hanno imposto la revisione e l'aggiornamento del post pubblicato in data 5 luglio

La sindrome di Tafazzi

Il disturbo prende il nome da un noto personaggio televisivo divenuto celebre per una gag nella quale il masochismo è il tratto principale del comportamento. Questo disturbo sembra essere molto diffuso, siamo ai limiti della pandemia : il disturbo consiste nella capacità reiterata e statisticamente rilevante di fare la mossa sbagliata nel momento sbagliato con un effetto boomerang, di pronunciare parole inappropriate con effetti ritorsivi, di promuovere azioni che hanno effetti perversi a proprio danno, nel complesso il disturbo si manifesta in una pulsione non controllabile a farsi del male. Il tafazzismo ha infatti un legame inestricabile ed evidente con una forma insistente di masochismo. In politica esiste poi una categoria specifica chiamata machiavellismo tafazzista che consiste nel cercare le soluzioni complicate ed intricate in modo da rendere più probabile la sconfitta.
La casista relativa a questo disturbo è sterminata ed è impossibile in questo contesto fornire una bibliografia, basti dire che questo disturbo è latente allo stato endemico e ancora non si è trovato un antibiotico che faccia effetto.

Il morbo del qui pro quo
Anche questo è un morbo piuttosto diffuso, pare ne soffra in particolar modo Massimo D'Alema : è il disturbo di chi sempre e comunque prende fischi per fiaschi, di chi non ne azzecca mai una, di chi sistematicamente sbaglia la mossa, di chi vuole mettere i chiodi nel muro con il cacciavite, di chi usa il trapano per fare i buchi nell'emmenthal, un disastro. Molto difficile da curare, quasi una missione impossibile.

La traslazione temporale
Si tratta di un disturbo più contenuto per diffusione e gravità, ne soffre in modo grave ancora Massimo D'Alema  : è il disturbo di crede di vedere le cose prima degli altri ed invece le vede sempre dopo. Pare che lo psicanalista che segue Massimo lo abbia avvertito  : " Stai attento perchè un giorno o l'altro potresti pensare di vedere una bicicletta ed invece è un treno in corsa che ti viene addosso ".

La sindrome del palo in frasca
Questo disturbo risulta particolarmente evidente sui blog del FQ dove militanti e simpatizzanti sfogano le proprie idee e le proprie rabbie : non c'è mai un filo logico, un ragiomento, la ricerca di un senso, si passa da un argomento all'altro di punto in bianco, si pensa ad intermittenza, tipo le luci dell'albero di Natale.

La malattia di Mao a valenza negativa
Questa malattia ha una patologia clinica piuttosto complessa nella quale sono presenti anche i disturbi elencati in precedenza, prende il nome dal famoso aforisma di Mao Tse Tung : Grande è la confusione sotto il cielo dunque tutto è stupendo. La valenza negativa deriva dal fatto che il soggetto gode nel fare casino ma distrugge la casa senza saperla ricostruire, gode nel criticare gli altri ma all'atto pratico non sa cavare un ragno dal buco.

La sindrome dell'ultimo treno
Questa sindrome è ricorrente e si manifesta con una serie di allucinazioni collegate derivanti da sensazioni di angoscia e di timore diffuso : si teme che tutto stia per precipitare e di perdere l'ultima occasione per fare la rivoluzione oppure si teme l'esatto opposto ovvero che l'ultimo treno sia andato e che non ci sia più  nulla da fare.
A questa sindrome è collegabile un disturbo periferico chiamato da alcuni specialisti sindrome del treno di Pantelleria  della cui sintomatologia mi sono occupato altrove.


Il morbo del ma-anchismo
Questo particolarissimo disturbo si manifesta nell'avversione a prendere  una posizione netta sulle questioni e nella tendenza a non decidere mai nulla. Nelle sue forme estreme il disturbo si manifesta con affermazioni del tipo «siamo per la libertà, ma anche per la schiavitù, siamo per la tolleranza ma anche per il Ku Klux Klan ecc.», nelle sue forme blande invece le affermazioni sono del tipo « competizione ma anche solidarietà, lotta all’evasione ma anche semplificazione fiscale, imprese ma anche lavoratori, ecc. ».  Il motto latino In medio stat virtus potrebbe funzionare come precetto per superare i lati più evidenti del disturbo in questione ma se il soggetto è pervicace e con tendenze ossessive non potrà guarire e dirà : « In medio stat virtus ma anche Electa una via, non datur recursus ad alteram ». Ne è portatore sano Walter Veltroni.

Il disturbo dell'ab hoc et ab hac
Questo disturbo si manifesta con un discorso o un ragionamento disorganico, espresso con scarsa proprietà di linguaggio. un esempio calzante potrebbe il seguente : « Noi siamo pronti a tutto, ma la palla sta nel senso di responsabilità del governo ».

Il grillismo
Si tratta di un virus di natura pandemica che si diffonde provocando una sintomatologia conclamata, la malattia è riconoscibile da alcuni indizi precisi : una tendenza al monologo interiore che con facilità travalica nel fanatismo, un'incapacità reiterata ad ascoltare le ragioni altrui e  conseguente propensione al turpiloquio, una disponibilità di fondo a credere nelle cose impossibili o palesemente equivoche. Molto difficile da curare, va considerato un disturbo di tipo bipolare. La classificazione di questo virus è comunque controversa : secondo alcuni studiosi si tratterebbe di un retrovirus destrorso

Il vendolismo
Qui siamo ancora in presenza di un virus di natura pandemica, la sintomologia è variabile, si manifestano eccessi di entusiamo e una tendenza a drammatizzare, esasperare, gonfiare, pompare,  trascendere nel mistico, ingrandire, aumentare, accentuare, caricare, esaltare, enfatizzare. Il decorso clinico è generalmente benigno.

Il bersanismo
Si tratta di un virus ancora poco studiato e poco diffuso, si caratterizza per la propensione a rapportare il mondo globalizzato al microcosmo di Bettola con affermazioni del tipo «Voglio un partito che funzioni come una bocciofila» «Ma tu vuoi un tortello a misura di bocca ? » «Il maiale non è tutto di prosciutto». Anche in questo caso il decorso clinico è generalmente benigno.

 

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permalink | inviato da torquemada58 il 26/10/2010 alle 12:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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