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POLITICA
6 dicembre 2010
La vera notte di Ruby/10 - La verità del Procuratore Capo
Per la sua relazione in Parlamento il Ministro Maroni non si è affidato solo a quanto riferito dall’ex-Questore Indolfi ma come si è visto ha fatto leva anche sulle conclusioni alle quali era giunta la Procura dopo una serie di indagini per verificare la correttezza delle procedure messe in atto dalla Questura la notte del 27 maggio : « Sul caso, la Procura ha sentito il Capo di Gabinetto della Questura, il funzionario di turno e l'ex questore Indolfi. Il 2 novembre scorso il Procuratore Capo Bruti Liberati ha dichiarato che la fase conclusiva della procedura di identificazione, fotosegnalazione ed affidamento della minore è stata operata in modo corretto e che in futuro non ci saranno altri accertamenti. La correttezza dell'operato della questura è stata così confermata dall'autorità giudiziaria».

In effetti il 2 novembre le agenzie avevano battuto la dichiarazione del Procuratore Capo Edmondo Bruti Liberati

«La fase conclusiva della procedura di identificazione, fotosegnalazione e affidamento della minore è stata operata in modo corrretto. In futuro non ci saranno altri accertamenti. Per quanto riguarda questa fase dell’indagine abbiamo praticamente chiuso» e il Ministro Maroni si era subito messo sulla scia del Procuratore Capo dichiarando che le parole di Bruti Liberati «sgombrano il campo da tutte le illazioni, da tutte le accuse ingiuste fatte nei confronti dei poliziotti della questura di Milano».


Per far luce sulla notte di Ruby i pm Ilda Boccassini e Antonio Sangermano avevano interrogato come persone informate sui fatti il Capo di Gabinetto della Questura dott. Pietro Ostuni, il funzionario di turno dott.ssa Giorgia Iafrate e l'ex-Questore Indolfi.  Secondo indiscrezioni giornalistiche, l’ex questore sarebbe uscito amareggiato dal colloquio con i pm : «Alla fine c’è sempre qualcuno che ti tira in ballo», così si sarebbe sfogato con un amico.
Due persone in particolare avrebbe messo in difficoltà l’ex-Questore :  il capo di gabinetto Pietro Ostuni e il commissario capo Giorgia Iafrate,  il primo perché a suo dire avrebbe messo sotto pressione l’ufficio affinché liberassero Ruby sulla base di diverse telefonate di sollecito da parte del questore, la seconda rifiutandosi di firmare il verbale di affidamento della minorenne alla Nicole Minetti.

Si tratta di indiscrezioni giornalistiche e quindi vanno prese con la dovuta cautela, resta comunque il fatto che la Procura sembra non tener conto di alcune incongruenze importanti che emergono proprio dal verbale di Polizia del 28.07.2010 e da altre testimonianze ma soprattutto la Procura, nella sorpresa generale, decide di non ascoltare il P.M. dei minori. Perché ? Perché si decide di non ascoltare uno dei protagonisti della notte di Ruby ? Chi era tenuto a firmare il verbale di affidamento ? Per autorizzare l'affidamento di una minorenne fermata senza documenti, con una denuncia per abbandono di una comunità e accusata di furto è sufficiente un accordo telefonico  o è necessario un documento scritto, magari un'autorizzazione del P.M. trasmessa via fax ?





(continua)



POLITICA
5 dicembre 2010
La vera notte di Ruby/9 - La verità del Ministro

Il Messaggero del 9 novembre riassume nei seguenti termini la relazione del Ministro Maroni sulla notte di Ruby :

ROMA (9 novembre) - «Nella vicenda Ruby la polizia ha confermato doti di professionalità ed equilibrio personale ed ha applicato con assoluta correttezza le procedure di legge»: lo ha detto oggi il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, riferendo in Aula al Senato sul comportamento della questura di Milano nelle giornate del 27 e 28 maggio scorsi, nei confronti di Karima El Mahroug, la ragazza marocchina che ha frequentato la villa del premier Silvio Berlusconi. In Aula l'opposizione attacca. Per Pd e Idv, Berlusconi mente e abusa del suo potere. Il presidente dei senatori del Pdl, Gasparri, replica: non accettiamo lezioni di morale.

Maroni: il procuratore conferma la correttezza della polizia. Nella gestione della vicenda, ha sottolineato Maroni, «non si evidenzia alcuna modalità che possa richiamare frettolosità o superficialità, avendo gli uffici della questura di Milano rispettato tutte le procedure previste dalla legge e dalla costante prassi. Sul caso, la procura ha sentito il capo di gabinetto della questura, il funzionario di turno e l'ex questore Indolfi. Il 2 novembre scorso il procuratore capo Bruti Liberati ha dichiarato che la fase conclusiva della procedura di identificazione, fotosegnalazione ed affidamento della minore è stata operata in modo corretto e che in futuro non ci saranno altri accertamenti. La correttezza dell'operato della questura è stata così confermata dall'autorità giudiziaria».

Berlusconi chiese informazioni in questura. Il premier Silvio Berlusconi, ha detto Maroni, ha chiesto al capo di gabinetto della questura di Milano il 27 maggio scorso «informazioni» sul fermo di «una ragazza nordafricana che gli era stata segnalata come la nipote del presidente egiziano Mubarak». Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, riferendo in Aula al Senato sulla vicenda della ragazza marocchina che ha frequentato la villa del premier.

Capo gabinetto questura raccomandò celerità. Dopo essere stato contattato dal premier Silvio Berlusconi, ha raccontato Maroni, il capo di gabinetto della questura di Milano il 27 maggio scorso chiamò il funzionario di turno della questura raccomandando di svolgere con celerità gli accertamenti relativi alla minorenne Ruby che era stata portata quel giorno in ufficio. La minorenne è stata in seguito identificata e alle 23, ha spiegato Maroni, «il capo di gabinetto della questura riceveva una telefonata sul proprio cellulare di servizio da parte di uno dei responsabili del dispositivo di sicurezza del presidente del Consiglio che gli passava poi al telefono il presidente stesso». Nel corso delle telefonata, ha proseguito, «Berlusconi chiedeva informazioni in merito all'accompagnamento presso la questura di una ragazza nordafricana che gli sarebbe stata segnalata come parente del presidente Mubarak. Il capo di gabinetto contattava immediatamente il funzionario di turno presso la centrale operativa ed apprendeva che effettivamente nel tardo pomeriggio era stata accompagnata in questura una minore straniera priva di documenti e successivamente identificata come la minore in argomento». Il capo di gabinetto, ha riferito il ministro, «chiedeva al funzionario di turno informazioni in merito all'accompagnamento della giovane, raccomandando che venissero svolti con celerità tutti gli accertamenti previsti dalla legge. Dopo circa un'ora, alle 24, la struttura di sicurezza del premier richiamava di nuovo sul cellulare il capo di gabinetto chiedendo ulteriori chiarimenti sulla vicenda. Gli veniva risposto che gli accertamenti erano ancora in corso, come da indicazioni del pm del tribunale dei minorenni». La situazione poi si sblocca con l'arrivo del consigliere regionale Nicole Minetti cui Ruby alle 2 del 28 maggio viene affidata.

«Ruby è stata affidata dalla questura di Milano al consigliere regionale Nicole Minetti con l'ok del Tribunale dei minorenni» ha detto Maroni. La notte in cui Ruby è stata fermata, è arrivato in questura il consigliere regionale lombardo Nicole Minetti che, ha raccontato Maroni, «riferiva di conoscere la ragazza, assicurando la propria disponibilità a prendersi cura della minore. Il funzionario di turno accertava che al momento non vi erano posti disponibili nelle comunità della zona e pertanto, considerata l'avvenuta identificazione della giovane, nonché il ruolo della Minetti e il consenso della ragazza che affermava di conoscerla, sulla base delle indicazioni del pm di turno presso il tribunale dei minorenni, veniva redatto verbale di affidamento. Alle 2, otto ore dopo essere entrata, la minore lasciava la questura insieme alla Minetti e di ciò veniva avvisato il tribunale dei minorenni con la nota di trasmissione degli atti».


La relazione del Ministro ricalca nella sostanza quella dell'ex-Questore Indolfi e ne conserva quindi tutti i limiti e tutte le contraddizioni rispetto alle altre versioni conosciute sulla notte di Ruby.

In una dichiarazione del 21 novembre, il Ministro ribadirà il senso del suo intervento : «Per me  l'importante era capire se questa telefonata, se questa pressione, abbia portato un risultato diverso, un comportamento diverso da quello previsto dalle leggi e dai regolamenti. E nella sede piu' solenne, il Parlamento, ho detto che la questura di Milano, gli uomini e le donne della polizia si sono comportati correttamente».

Probabilmente il Ministro non ha studiato bene le carte.

Comunque sia, la relazione del Ministro ha l'effetto di scatenare le rimostranze del P.M. dei minori Anna Maria Fiorillo che di fronte alla dichiarazione ufficiale del Ministro -  sulla base delle indicazioni del pm di turno presso il tribunale dei minorenni  - si sente tirata in causa e nega vigorosamente di aver dato l'assenso per l'affidamento della minore alla Minetti.


(continua)




permalink | inviato da torquemada58 il 5/12/2010 alle 23:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
4 dicembre 2010
La vera notte di Ruby/8 - La verità di Ruby

La verità di Ruby sulla notte in Questura ci viene consegnata in un’intervista pubblicata sul settimanale “Oggi”   nella quale la Ruby riassume per sommi capi la sequenza degli avvenimenti : «Caterina mi ha fatto portare in Questura. Mi accusava di furto, io invece per tre mesi le avevo pagato affitto e bollette. Al quel punto è arrivata Michelle O. (la nuova convivente, ndr) e ha chiamato Nicole Minetti, che non conoscevo. Appena la Minetti è arrivata tutto si è sbloccato. Una funzionaria ha detto che dovevano lasciarmi andare, che ero la nipote di Mubarak e sono andata via con Michelle e Nicole. Quando siamo uscite dalla Questura, Nicole mi ha detto che l’aiuto era arrivato da Silvio. Poi me lo ha passato al telefono e lui mi ha detto che non voleva più vedermi. La Minetti mi disse che ero incosciente e mi invitò a farmi la mia vita».

Sempre il settimanale “Oggi” riassume con delle varianti il racconto della Ruby riguardo al momento del rilascio : «Michelle Oliveira ha chiamato la Minetti, che non conoscevo. Poi è scesa una funzionaria per dire di lasciarmi andare, ché ero la nipote di Mubarak. Ho sgranato gli occhi e mentre stavo per fare domande la Minetti mi ha detto “ssshhh!”. E mi hanno lasciata andare».

Ma la registrazione dell’intervista , di cui trascriviamo adesso le parti essenziali, offre degli spunti  molto interessanti che nei riassunti citati in precedenza non sono presenti e quindi non evidenziabili :

Arrivo in Questura, arriva la Michele Oliveira, che è quella ragazza da cui mi io sono spostata di casa […] sa delle cose che sono successe, corre in Questura ed è stata lei a chiamare la Nicole Minetti, io Nicole Minetti  non l’aveva mai vista e non l’avevo mai conosciuta […] io non la conoscevo prima della Questura […] La giornalista domanda : perché allora la Minetti  doveva chiedere che tu fossi  affidata a lei ? Perché le ha chiesto la cortesia Michele Oliveira che erano amiche amiche amiche, le ha chiesto questa cortesia, è venuta Nicole Minetti, io non sapevo neanche chi fosse,  dopo che è arrivata lì ho visto l’importanza che le hanno dato, io ho sentito solo la frase dentro la Questura che è venuta una vestita da maresciallo…non so che cos’era… una signora che lavorava lì, «lasciamola andare lasciamola andare, chiudiamo tutto il discorso  lasciamola andare».  « Come lasciamola andare ? »  le fa uno.  « Ma sì… è la nipote di Mubarak » . Io ?  [ è il momento in cui la Ruby dissimula o simula stupore ] « La nipote di Mubarak » mi fa la Nicole Minetti… l’ho guardata e mi fa : « sssshhh! » . Praticamente usciamo da lì, tutti con il sorriso perché non ci aspettavamo… io non mi aspettavo proprio che mi lasciavano andare perché dato che mi sono sempre …forse è stato il mio desiderio forte di fare il carabiniere che mi sono sempre trovata nei.. da loro ma dall’altra parte della scrivania, però tutte le volte che sono finita da loro sono sempre stata portata in comunità, quella è stata l’unica vicenda in cui sono stata lasciata andare via senza accertamenti , senza niente.

Anzitutto la Ruby dice che è stata la Misci ad avvertire la Minetti e a chiederle di prendere in affido la Ruby e questo potrebbe essere vero in parte o potrebbe essere semplicemente quello che le hanno fatto credere la Misci e la Minetti in un primo momento ma soprattutto la Ruby dice una cosa interessante riguardo ad una scena avvenuta in Questura che corrisponde per filo e per segno ad una scena descritta anche nel verbale di Polizia :

la Ruby dice :

io ho sentito solo la frase dentro la Questura che è venuta una vestita da maresciallo…non so che cos’era… una signora che lavorava lì, «lasciamola andare lasciamola andare, chiudiamo tutto il discorsolasciamola andare».  « Come lasciamola andare ? »  le fa uno.  « Ma sì… è la nipote di Mubarak »

Nel verbale di Polizia la stessa scena è descritta nel modo seguente :

Durante l’ultima telefonata, l’Assistente Landolfi M. veniva raggiunto di gran corsa presso gli uffici della terza sezione Upg, dal Commissario Capo della P. di S. Dott.ssa Iafrate G., la quale riferiva di aver ricevuto una comunicazione telefonica da parte del Capo di Gabinetto della locale Questura dr. Pietro Ostuni, dove si doveva lasciar andare la minore e che non andava fotosegnalata.

L’Assistente Landolfi M.. nel raggiungere il collega l’Agente Ferrazzano L.A. , chiedeva spiegazioni alla Dott.ssa Iafrate G. in merito a quanto riferitogli, il Commissario Capo riferiva che detta telefonata le era pervenuta da parte del Capo di Gabinetto che a sua volta era stato contattato telefonicamente da parte della Presidenza presso il Consiglio dei Ministri dove era stato specificato che la ragazza fermata era la nipote del Presidente MOUBARACH e che quindi doveva essere lasciata andare.


Corrisponde quasi tutto : la Iafrate che dice che si doveva lasciar andare la minore e l’Assistente Landolfi M. che chiede spiegazioni, manca solo la spiegazione completa della Iafrate la quale potrebbe aver detto pubblicamente « Ma sì… è la nipote di Mubarak » e in via riservata tutto il resto : «il Commissario Capo riferiva che detta telefonata le era pervenuta da parte del Capo di Gabinetto che a sua volta era stato contattato telefonicamente da parte della Presidenza presso il Consiglio dei Ministri dove era stato specificato che la ragazza fermata era la nipote del Presidente MOUBARACH e che quindi doveva essere lasciata andare».

Ma quello che coincide soprattutto è la descrizione del clima di agitazione che da un certo momento in poi si respira nei corridoi e negli uffici della Questura : la ragazza fermata era la nipote del Presidente MOUBARACH e che quindi doveva essere lasciata andare, «lasciamola andare lasciamola andare, chiudiamo tutto il discorso, lasciamola andare»,

Curiosa anche la prosecuzione della scena quando la Minetti avrebbe intimato alla Ruby di stare zitta e di non fare domande - « l’ho guardata e mi fa : « sssshhh! » -  evidentemente non era il caso di fare domande inopportune che avrebber potuto mettere in crisi la bugia sulla nipote di Mubarak : «Poi è scesa una funzionaria per dire di lasciarmi andare, ché ero la nipote di Mubarak. Ho sgranato gli occhi e mentre stavo per fare domande la Minetti mi ha detto “ssshhh!”. E mi hanno lasciata andare».

Sorprendente è anche la conclusione della testimonianza della Ruby :
«quella è stata l’unica vicenda in cui sono stata lasciata andare via senza accertamenti, senza niente».

Senza accertamenti, senza niente ? 

A cosa si riferisce la Ruby ?
Perché dice senza accertamenti ? Secondo le istruzioni del Dott. Ostuni si doveva lasciar andare la minore e che non andava fotosegnalata. E' stata annullata la foto segnaletica del caso ? Lei stessa ha avuto l'impressione, anche in base alle sue esperienze precedenti, che tutto si sia svolto in modo anomalo ? Il verbale di affidamento è stato redatto in fretta e furia ? Chi lo ha firmato ? Chi era tenuto a firmarlo ?
 

Le parole della Ruby sembrano smentire clamorosamente quanto affermato dall'ex-Questore nella sua relazione al Viminale - «nella gestione della vicenda non si evidenzia alcuna modalità che richiami frettolosità, allarme o superficialità, avendo l'ufficio rispettato tutte le procedure previste» - e comprovano ancora una volta che senza l'intervento del Premier il destino della Ruby era segnato : «tutte le volte che sono finita da loro sono sempre stata portata in comunità ».



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(continua)


POLITICA
3 dicembre 2010
La vera notte di Ruby/7 - La verità di Nicole

Il fatto che i racconti e le testimonianze sulla notte di Ruby si incrocino in un groviglio inestricabile di contraddizioni  vuol dire semplicemente due cose che non si escludono a vicenda :  1 - alcuni degli attori hanno avuto un ruolo limitato nella vicenda e quindi hanno visto e vissuto solo una parte della sequenza, descrivono quello che hanno  visto, non hanno la visione d’assieme   2 - altri hanno interesse a descrivere una  versione di comodo,  le cose non sono andate esattamente come sono state raccontate.

Ma la cosa più sorprendente è che alcune testimonianze sono quasi passate inosservate nonostante la presenza di elementi di grande rilievo : ad esempio la versione dei fatti così come li racconta la Minetti nell’intervista a Repubblica del 30 ottobre è di estremo interesse perché mette in luce un risvolto di non poco conto, il passaggio chiave è il seguente  :

Il giornalista domanda : Come andarono le cose ?   «Il presidente (Silvio Berlusconi, ndr) mi ha chiamata chiedendomi di andare in questura per risolvere la situazione». E lei lo ha fatto  «Si, mi sono presentata là, in veste di persona maggiorenne che conosceva Ruby. Ho spiegato che sarebbe venuta via con me. Mi sono resa  disponibile, facendo da garante». Ma non è bastato, ci voleva l'autorizzazione del procuratore dei minori di turno.  «Esatto, l'ho riferito al presidente. Poi mi ha richiamato, quando ero fuori dalla questura e mi ha pregato di prenderla in affido. Altrimenti non l'avrebbero lasciata. Quindi sono rientrata e, una volta ottenuto l'affido, la cosa si è sbloccata».

La Minetti dice una cosa clamorosa : in pratica sostiene di aver fatto un primo tentativo per far rilasciare la minorenne ma il tentativo va a vuoto, esce dalla Questura e avverte il Premier,  lui la richiama dopo poco per la seconda volta e le dice che la ragazza può essere rilasciata sulla base di un affidamento, quindi la Minetti rientra in Questura e la faccenda si sbroglia. In pratica la Minetti conferma che senza uno specifico intervento del Premier la minorenne sarebbe andata in comunità o sarebbe rimasta in Questura, come disposto dal P.M. dei minori.

Giunti a questo punto, il problema è che la versione della Minetti intruglia tutto il quadro e le altre versioni che abbiamo passato in rassegna finora sembrano essere tutte discordanti tra di loro, armonizzare gli orari con le cose scritte e dette dai protagonisti della notte di Ruby è una missione impossibile e il buio diventa totale.

Proviamo allora a riprendere il filo e confrontiamo il racconto della Minetti con il verbale di Polizia :

la Minetti dice che il Presidente la chiama, la informa del problema di Ruby e le chiede di andare in questura per risolvere la situazione, non sappiamo però a che ora il Premier  ha chiamato la Minetti, non sappiamo chi lo ha avvertito e non sappiamo a che ora, sappiamo solo che la notte di Ruby comincia alle 23:00 quando in Questura arriva la telefonata del Premier.

La Minetti  arriva in Questura -  secondo il verbale della Polizia dovremmo essere intorno alle 24 e  anche l’ex-Questore Indolfi conferma quest’orario  - e il rapporto di Polizia riferisce quanto segue :

«...giungeva tramite il centralino del corpo di guardia della questura comunicazione che all' ingresso erano giunte due amiche della minore, e cioè la signora Nicole Minetti, consigliere regionale della Regione Lombardia, con incarico presso la presidenza del consiglio dei ministri e la inquilina della minore, tale Coincecao Santos Oliveira Michele, nata il Brasile il 03.05.1978, residente a Milano in via V., che chiedevano un colloquio con gli operanti per conto della minore».

E poi aggiunge :  «La signora Minetti si offriva di prendere in affidamento la minore e di provvedere per ogni necessità a carico della stessa»

La situazione a questo punto cambia : «Gli operanti chiedevano alla dott.ssa Iafrate se il pm di turno dei minori era stato informato della nuova situazione. E cioè del fatto che la ragazza era la nipote del presidente Moubarach (sic) e che la signora Minetti si era resa disponibile a prendere in affidamento la ragazza. La dott.ssa Iafrate chiedeva ai sottoscritti di contattare il pm. Il pm disponeva comunque l' affido della minore a una comunità o la temporanea custodia della minore presso gli uffici della questura ».

Questo  punto del verbale è molto interessante perché potrebbe coincidere con il momento in cui va a vuoto il primo tentativo di far rilasciare la minorenne.  Da questo momento in poi forse si è verificata una sequenza di fatti che nel rapporto di Polizia non è esplicitata : la Minetti esce dalla Questura, avverte il Premier del parere negativo del P.M. dei minori, il Premier richiama in Questura per prendere accordi più precisi o per fare una sfuriata, richiama la Minetti , la Minetti rientra in Questura e la faccenda si risolve.

Questa ipotetica sequenza potrebbe essere sincronizzabile con la frase della telefonata del Premier che è stata ricostruita nel seguente modo : «Credo sarebbe meglio affidarla a una persona di fiducia e per questo volevo informarla che entro breve arriverà da voi il consigliere regionale Nicole Minetti che se ne occuperà volentieri». Insomma, l'ipotesi di fondo è che la telefonata decisiva del Premier sia avvenuta intorno alle 24:00, mentre la Minetti è fuori dalla Questura in attesa di istruzioni, alle 23:00 forse c'è stata solo una prima telefonata interlocutoria.



RUBINETTI

© Edoardo Baraldi

Nicole Minetti, 26 anni, ex ballerina, ex igienista dentale-orale-mentale, ora consigliere della Regione Lombardia, è la soccorritrice di Ruby

(continua)

POLITICA
2 dicembre 2010
La vera notte di Ruby/6 - La verità di Misci

Il 4 novembre L’Espresso pubblica un’intervista con Michele, l’amica brasiliana della Ruby, è la stessa  Michele di cui si parla nel verbale di Polizia del 28.97.2010, l’inquilina della minore tale COINCECAO SANTOS OLIVEIRA Michele nata in Brasile il 03.05 1978, l’amica che va in Questura con la MInetti per togliere dai guai la Ruby. Ecco l’intervista in questione : 

 'Io, Silvio e Ruby'

di Paolo Biondani

'Lo conosco da tempo, sono stata a casa sua. E l'ho chiamato io quando la marocchina è stata fermata. Ma non credo a quello che lei racconta sui festini'. Parla Michele, l'amica brasiliana al centro del caso

(04 novembre 2010)

"Voleva andare in tv, cercava il successo a tutti i costi. Un giorno mi ha mostrato le foto di Noemi su una rivista e mi ha detto: "Vedi? Lei è diventata famosa solo perché è stata da Berlusconi". Solo allora ho pensato: vuoi vedere che ha in testa qualcosa?".

Una minorenne tira l'altra: parola di Michele, per gli amici "Misci", 32 anni, brasiliana, un figlio in patria con i nonni. Capelli neri a caschetto, carnagione scura, è la donna che ha telefonato al presidente del Consiglio, la sera del 27 maggio, per chiedergli di salvare la sua amica Ruby, all'anagrafe Karima, la minorenne marocchina che era stata fermata per furto dalla questura. "Misci" vive in un modesto appartamento al pianterreno nella zona più periferica dei Navigli. Adora Berlusconi, conosce decine di vip milanesi, detesta "i giornali e la sinistra" e definisce Ruby "una furbissima bugiarda", mostrando il divano-letto "dove ha dormito per un mese". Seduta in cucina tra sigarette e caffè, accetta di parlare con "L'espresso" solo "per dire a tutti che io non mi sono mai prostituita. Mai!".

Come ha conosciuto Ruby?
"Me l'ha presentata S., pierre di una discoteca. Mi disse subito che era stata a casa di Berlusconi. Era il 28 aprile. Lei si è presentata con un sacco di bugie: "Mi chiamo Ruby, ho 20 anni, mia madre è una cantante brasiliana, mio papà è egiziano, mi hanno rubato i documenti...". L'ho accolta e lei mi ha denunciato per storie false. Faccio solo l'indossatrice e non ho mai rubato!".

E Ruby?
"Lavorava come ragazza immagine per Lele Mora, mi fidavo di lei perché conosco lui".

Quando ha saputo che era minorenne?
"Solo il 27 maggio, me l'ha detto la polizia. Quasi svenivo. Avevo appena subito un intervento chirurgico".

Lo stesso giorno?
"Al mattino. Infatti ero distrutta".

E perché quella sera chiamò Berlusconi?

"Lo conosco da tempo, sono stata anche a casa sua, è amico dell'imprenditore, sposato, che è stato per anni il mio fidanzato. Il presidente mi aveva lasciato il numero di un suo cellulare. L'ho chiamato perché sapevo che conosce Ruby e aiuta sempre tutti: l'orologio che ho al polso è un suo regalo".

Ad Arcore ha assistito a festini sexy?
"Ma no, erano cene normalissime: secondo me Ruby si è inventata tutto".

Cosa le rispose Berlusconi il 27 maggio?
"Che stava prendendo l'aereo, ma che in questura era in arrivo una sua persona".

Quindi Nicole Minetti l'ha chiamata lui?
"No, le avevo telefonato io: siamo diventate amiche frequentando il mondo della tv".

Ha mai sospettato che Ruby potesse aver iniziato a fare la escort?
"L'ho pensato quando ho visto che era sempre piena di banconote da 500 euro e tornava a casa all'alba ubriaca. Ma la certezza l'ho avuta solo quando mi ha invitato a un weekend con due uomini a Forte dei Marmi: le davano 2 mila euro. Ho rifiutato. So i nomi di tutti gli alberghi...".

I clienti di una minorenne non potrebbero diventare ricattabili?
"Me lo diceva P., un amico comune. Ma io posso dire solo che, proprio quando sono spariti da casa i miei esami di gravidanza, lei faceva credere al suo ex di essere incinta".

Il suo ultimo incontro con Berlusconi?
"Il 9 febbraio 2009 ad Arcore, col mio ex".

E dopo il 27 maggio ha risentito il premier?
"Ero lì quando l'ha richiamato Nicole, dopo la notte in questura, per dirgli che Ruby era libera. Le ha passato il telefono e Ruby gli ha detto: "Grazie presidente".

Sulla testimonianza della Misci abbiamo già svolto di recente un’analisi approfondita nel tentativo di determinare chi effettivamente potrebbe aver avvisato il Premier circa il fermo della Ruby.

La testimonianza della Misci è utile per inquadrare il contesto generale nel quale si svolge la notte di Ruby :  secondo alcuni la Misci è presente al momento del fermo,  lei stessa dice di aver avvisato il Premier ma non si sa a che ora l’abbia fatto e al momento non c’è conferma che lo abbia effettivamente fatto per prima, sappiamo che va in Questura con la Minetti  - di loro la Ruby dirà in seguito che erano amiche,amiche,amiche  -  e lei stessa ci dice che le ragazze – lei, la Minetti e la Ruby -  appena uscite dalla Questura  avvertirono il Premier  che il problema era stato risolto ma la sua testimonianza  non è però utile per inquadrare  la  notte di Ruby per quella parte che si svolge  negli uffici e nei corridoi della Questura  e  che ha portato al rilascio della minorenne. 

Dopo l’intervista in oggetto,  le sue tracce si perdono.

 

© Edoardo Baraldi

(continua)

POLITICA
1 dicembre 2010
La vera notte di Ruby/5 - La verità di Katia
Gianluigi Nuzzi di Libero è uno dei primi a intervistare Caterina Pasquino detta Katia, anche lei una ragazza del giro di Lele Mora. Katia è quella che ha denunciato la Ruby, accusa la Ruby di averle  rubato tremila euro, qualche gioiellino, delle magliette e un cellulare. Katia Pasquino racconta di avere conosciuto la minorenne marocchina al Just Cavalli, un locale milanese : «Diventiamo amiche, per me era come una sorella».  In un’altra intervista, dirà : «Non viveva con me, non era mia amica e non abbiamo conoscenze in comune».  Katia riferisce altre cose  : «…Ruby mi diceva di Berlusconi che doveva incontrarlo, che gli mandava l’auto con l’autista. Ma io non ho mai assistito a una loro telefonata, mai visto l’autista. Niente. Così ho iniziato a dubitare di Ruby… Diceva che la mamma era cantante, che il padre era manager in un’azienda di intimo, chissà se è vero».  In un’altra intervista, dirà : «Mi ha raccontato che Silvio la manteneva».

Ma gli antefatti non sono di grande interesse per ricostruire la vera notte di Ruby, più curioso è invece un dettaglio che riguarda i momenti  immediatamente successivi al fermo della Ruby : la Katia incontra casualmente la Ruby in un centro benessere in corso Buenos Aires, la riconosce e chiama il 113, siamo intorno alle 18:15. Arriva la volante Monforte Bis l° turno. La ragazza è senza documenti ma fornisce agli agenti i suoi veri dati anagrafici, viene fuori che la Ruby aveva a carico una denuncia di scomparsa. A questo punto la Katia fornisce una versione dei fatti piuttosto curiosa : «la Ruby sale su un taxi, che segue la volante, e io che non ho nemmeno un euro vado a piedi per fare la denuncia. Non vedrò più Ruby, né so ancora oggi delle indagini sul furto, si sono dimenticati tutti dei soldi trafugati a me da quella lì, una da paura, veniva a cercarla certa gente che ho i brividi ancora adesso».  La Ruby sale su un taxi che segue la volante ?!



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(continua)
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