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POLITICA
16 gennaio 2011
La vera notte di Ruby/12

Come si evince dalle contraddizioni che emergono dalle testimonianze che abbiamo fin qui raccolto,  la vera notte di Ruby è avvolta nella nebbia  : molti protagonisti mentono, alcuni dicono mezze verità o raccontano una verità di comodo, altri dicono una verità che è contrastata dalla verità di altri ed è quindi difficile trovare il bandolo della matassa. Sarebbe tutto facilissimo se avessimo a disposizione i tabulati telefonici, non sarebbe nemmeno necessario avere delle intercettazioni, basterebbe poter incrociare le telefonate dei protagonisti e stabilire la sequenza dei contatti ma non abbiamo questa possibilità e per raccontare la vera notte di Ruby ci dobbiamo affidare alla logica per tentare di mettere insieme tutti i tasselli a disposizione e completare il puzzle.

Per sistemare i tasselli in modo corretto si potrebbe introdurre l’ipotesi che le telefonate di B. siano state due : la prima, quella delle 23, piuttosto generica ed interlocutoria, la seconda, quella di poco precedente alle 24, piuttosto brusca e perentoria.

La vera notte di Ruby comincia alle 18:15 del 27 maggio scorso

Una volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza Monforte-Vittoria di Milano interviene in corso Buenos Aires n. 23, presso un centro estetico,  su richiesta di una donna , tal Caterina Pasquino detta Katia, che segnala  di aver individuato la ragazza responsabile di un furto di circa 3 mila euro da lei stessa subito nel recente passato. Arriva la volante e procede all’identificazione della ragazza che, pur senza  documenti, fornisce i suoi dati anagrafici reali :  risulta essere Karima el Mahroug, nata in Marocco il 10 novembre 1992 e domiciliata a Milano. Nel corso dei primissimi  accertamenti, emerge che sulla ragazza pende una denuncia perché si è allontanata da una comunità di Messina.  La Karima, altrimenti detta Ruby, viene portata al Commissariato di Monforte-Vittoria in via Poma 8 ( ma secondo una testimonianza da verificare ci arriva in taxi ) e lì rimane fino alle 22.25. Alle 21 circa viene contattato il PM dei minori di turno, Annamaria Fiorillo.

Su quello che avviene nel Commissariato di Monforte-Vittoria in via Poma 8 tra le 18.30 circa e le 22.25 non si sa molto ma è quasi sicuro che nel frattempo tra alcuni dei protagonisti della vicenda comincia un vorticoso giro di telefonate: la Misci, l'amica brasiliana che forse era con la Ruby al momento del fermo, a suo dire viene a sapere dalla Polizia che la Ruby è minorenne. Non sappiamo se la Misci sul punto dica la verità, fatto sta che scatta l’allarme rosso. La Misci è andata ad una festa ad Arcore il 9 febbraio, sa che anche la Ruby è stata ad Arcore,  magari la Ruby ha visto cose che non avrebbe dovuto vedere o ha fatto cose che non avrebbe dovuto fare, forse ne hanno parlato tra di loro, insomma la Misci intuisce che le cose si potrebbero mettere male per tutti ma soprattutto per B., la Ruby non solo è minorenne ma è anche una bugiarda incallita, potrebbe straparlare, lei stessa potrebbe fare il nome di B. per trovare una scappatoia, insomma è una tragedia annunciata.

La Misci chiama subito la Minetti, tra di loro sono amiche amiche amiche, lo dirà in seguito la Ruby, e le riferisce il caso. Non sanno cosa fare, la Misci forse le chiede di intervenire ma la Minetti non se la sente, è recalcitrante, teme di rimanere invischiata. Allora la Misci si fa coraggio, ha il numero del Premier o se lo fa dare dalla Minetti, e lo chiama e gli dice di Ruby. Non sappiamo se il Premier fosse a conoscenza già da prima della minore età di Ruby, comunque sia nel contesto della vicenda che stiamo esaminando questo punto ha poca importanza, il fatto è che la Misci gli riferisce o gli conferma che la Ruby è minorenne e B. realizza all'istante che la faccenda è seria perché un conto è frequentare escort navigate e un conto è frequentare minorenni, Noemi docet. La Misci gli dice anche che la Minetti è già informata. Il Premier capisce al volo che non c’è  tempo da perdere ma deve aspettare che finiscano gli impegni parigini.

Ore 22.25

La Ruby viene prelevata e portata in Questura

Ore 23.00 circa :  scatta il piano A

L'idea di B. è quella di fare il regista rimanendo dietro le quinte e di far intervenire la Minetti.
B. fa la prima mossa : fa chiamare dal suo caposcorta la Questura di Milano, il referente è il Capo di Gabinetto Dott. Ostuni : «So che da voi c'è una ragazza che è stata fermata. È una persona che conosciamo e dunque volevamo sapere che cosa sta succedendo» , poi subentra B. : «Dottore - spiega Berlusconi - volevo confermare che conosciamo questa ragazza ». La prima telefonata è interlocutoria, B. non fa pressioni particolari e il Dott. Ostuni rimane sul vago, fornendo delle indicazioni di massima sulle procedure necessarie per permettere il rilascio della minorenne. «Dottore - continua Berlusconi - allora sarebbe opportuno evitare che sia trasferita in una struttura di accoglienza». B. chiama subito la Minetti e le chiede di intervenire. La Nicole è l'unica persona fidata a portata di mano che può fare qualcosa.
La Minetti mette le mani avanti - Lei mi ha risposto che non avrebbe potuto ospitare la ragazza - ma non può dire di no al Premier che le dà le istruzioni del caso - Le ho detto che era sufficiente che se ne assumesse la responsabilità . La Minetti, che è già in pre-allarme, promette di occuparsene, è già nei pressi della Questura e si presenta come garante della coatta – «Si, mi sono presentata là, in veste di persona maggiorenne che conosceva Ruby. Ho spiegato che sarebbe venuta via con me. Mi sono resa  disponibile, facendo da garante». Ma le sue credenziali non sono sufficienti per prendere in consegna la Ruby, il PM nega l’autorizzazione al rilascio.

La Minetti, che forse su suggerimento del Premier si è presentata come Consigliere Regionale della Regione Lombardia con incarico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri non insiste, forse ha paura di compromettersi, la Nicole conosce l'andazzo, non è ben chiaro se la Nicole e la Ruby si conoscessero prima della notte in Questura ma la Nicole comunque intuisce che la Ruby potrebbe essere una mina vagante, se persino il Premier si è scomodato per toglierla dai guai vuol dire che sotto c'è qualcosa, comunque sia la Nicole avverte il Premier del nulla di fatto : il PM nega l’autorizzazione al rilascio.


Dopo le
23.40 scatta il Piano B

Se la Ruby è una mina vagante per la Minetti, figuriamoci cosa potrebbe diventare per B. ! Se la Minetti in qualità di Consigliere Regionale della Regione Lombardia con incarico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri non è riuscita a risolvere la faccenda, non c'è altra scelta che intervenire direttamente, a gamba tesa, la Ruby è una patata troppo bollente. Forse la Minetti ha già utilizzato per conto suo, ma su suggerimento del Premier, la bufala della parentela con Mubarak, ma il PM non si è fatto convincere né dal titolo di Consigliera Presidenziale né dalla parentela illustre, allora è necessario bypassare l'ostacolo, trovare un modo per convincere la Questura a rilasciare la minorenne, l'unico modo è trovare qualcuno sul quale far valere il peso della propria posizione.

B. fa richiamare il Dott. Ostuni e gli parla di nuovo ma stavolta il tono della conversazione è diverso, è suadente e mellifluo per risultare persuasivo, si allude a possibili complicazioni internazionali, si fa intendere che la faccenda potrebbe diventare seria, il Premier fa pesare il proprio ruolo : «Dottore - spiega Berlusconi - volevo spiegarle che ci è stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak e dunque sarebbe opportuno evitare che sia trasferita in una struttura di accoglienza».

Il Dott. Ostuni spiega a B. che la cosa si può risolvere solo con un affidamento e s'impegna a fare del suo meglio per agevolare la pratica del rilascio della «nipote di Mubarak».

B. ha trovato l'anello debole : «Bene - dice il Premier - se ci vuole una persona di fiducia per un affidamento,  volevo informarla che entro breve arriverà da voi il consigliere regionale Nicole Minetti che se ne occuperà volentieri».

Essendo uomo di mondo, il dott. Ostuni capisce subito l'antifona : il caso va risolto celermente, praticamente all'istante e appena il Premier riattacca,  il dott. Ostuni chiama subito il Commissario Capo della P. di S. Dott.ssa Iafrate G.

Il rapporto di Polizia della Volante Monforte  Bis 4° Turno rievoca il momento esatto in cui il panico si diffonde per i corridoi della Questura di Milano :

«Durante l’ultima telefonata, l’Assistente Landolfi M. veniva raggiunto di gran corsa presso gli uffici della terza sezione Upg, dal Commissario Capo della P. di S. Dott.ssa Iafrate G., la quale riferiva di aver ricevuto una comunicazione telefonica da parte del Capo di Gabinetto della locale Questura dr. Pietro Ostuni, dove si doveva lasciar andare la minore e che non andava fotosegnalata »
.

E’ il momento topico : la Dott.ssa Iafrate ha appena ricevuto la telefonata del Capo di Gabinetto dott. Ostuni che la sollecita a rilasciare la minore senza troppe formalità, il rapporto di Polizia riferisce che sono passate le 23.40, lo scenario a questo punto cambia di punto in bianco.

Prima delle 23.40 le disposizioni erano state chiare :

Sempre a dire della Dott.ssa Iafrate G., data l’ora tarda (23.40 circa), nel nel caso in cui non ci fosse stata la disponibilità di ricevere la minore da parte di una struttura adeguata, la ragazza sarebbe stata ospite presso gli uffici della locale questura, in attesa di essere affidata l’indomani mattina mediante altro personale, a una struttura per minori; disposizione che la Dott.ssa Dott.ssa Iafrate G. aveva impartito agli operanti a seguito di colloquio telefonico che in precedenza, l’Assistente Landolfi M. aveva avuto col P.M. di turno dei minori.

Ma la telefonata del Premier cambia tutto, si consuma l'abuso di potere, secondo il rapporto di Polizia sono passate le 23.40

Mentre la dott.ssa Iafrate entra in fibrillazione e si avvia di gran corsa verso gli uffici della Terza Sezione Upg, B. ha richiamato la Minetti per darle le istruzioni del caso :  «Poi mi ha richiamato quando ero fuori dalla questura - dirà in seguito la Nicole - e mi ha pregato di prenderla in affido. Altrimenti non l'avrebbero lasciata. Quindi sono rientrata e, una volta ottenuto l'affido, la cosa si è sbloccata».

La Minetti rientra in Questura proprio nel momento in cui la Dott.ssa Iafrate si agita per i corridoi perché sollecitata dal Dott. Ostuni a rilasciare la ragazza senza troppe formalità, evidentemente la telefonata del Premier ha fatto il suo effetto.

Questo è il racconto della Ruby :

«io ho sentito solo la frase dentro la Questura che è venuta una vestita da maresciallo…non so che cos’era… una signora che lavorava lì, «lasciamola andare lasciamola andare, chiudiamo tutto il discorsolasciamola andare».  «Come lasciamola andare ?   le fa uno.  «Ma sì… è la nipote di Mubarak».

Nel verbale di Polizia la stessa scena è descritta nel modo seguente :

«Durante l’ultima telefonata, l’Assistente Landolfi M. veniva raggiunto di gran corsa presso gli uffici della terza sezione Upg, dal Commissario Capo della P. di S. Dott.ssa Iafrate G., la quale riferiva di aver ricevuto una comunicazione telefonica da parte del Capo di Gabinetto della locale Questura dr. Pietro Ostuni, dove si doveva lasciar andare la minore e che non andava fotosegnalata.

L’Assistente Landolfi M. nel raggiungere il collega l’Agente Ferrazzano L.A. , chiedeva spiegazioni alla Dott.ssa Iafrate G. in merito a quanto riferitogli, il Commissario Capo riferiva che detta telefonata le era pervenuta da parte del Capo di Gabinetto che a sua volta era stato contattato telefonicamente da parte della Presidenza presso il Consiglio dei Ministri dove era stato specificato che la ragazza fermata era la nipote del Presidente MOUBARACH e che quindi doveva essere lasciata andare
».

Siamo vicini all'epilogo,  fatto sta che si compila in fretta e furia un verbale di affidamento ( la dott.ssa Iafrate non lo firmerà ) e la Ruby, la Nicole e la Misci lasciano la Questura.


Ore 2.00

La vera notte di Ruby
si conclude con una telefonata e un reato. La telefonata la fanno le tre ragazze, la Ruby, la Nicole e la Misci, che chiamano il Premier appena escono dalla Questura per dargli la bella notizia. E' la Misci che ricorderà in seguito questo momento : «Ero lì quando l'ha richiamato Nicole, dopo la notte in questura, per dirgli che Ruby era libera. Le ha passato il telefono e Ruby gli ha detto: "Grazie presidente" ».Qualche minuto dopo è la Nicole a commettere il reato : abbandona la minore che le è stata affidata.


La morale della favola

Anche se quella che abbiamo raccontato non fosse la vera notte di Ruby, la testimonianza della Minetti inguaia «a sua insaputa» B. perché certifica in modo incontrovertibile che la situazione di Ruby si sblocca solo grazie all'intervento del Premier  e conferma in buona sostanza anche lo scenario dipinto nel rapporto di Polizia della Volante Monforte  Bis 4° Turno.

Nel raccontare quella che potrebbe essere stata la vera notte di Ruby, non ci siamo soffermati  su quelli che sono i passaggi della storia che ci fanno capire come e dove si è consumato l'abuso di potere, lo facciamo adesso in chiusura elencando le anomalie già emerse in precedenza :

1. Se la procedura di affidamento è regolare, come mai la dott.ssa Iafrate non lo firma ?
2. E il parere contrario del PM dei minori ? Forse sul punto c'è stato un equivoco tra il PM dei minori e il Commissario di P.S. ma per "affidare" una coatta minorenne senza documenti, con una denuncia pendente e fermata per furto basta la parola o è necessario un pezzo di carta ?
3. Si aggirano le procedure ? Pare di sì, il Capo di Gabinetto della Questura dr. Pietro Ostuni sollecita di «lasciar andare la minore e che non andava fotosegnalata» evidentemente in barba a qualunque regola procedurale. Non solo : la  minore viene "affidata" sulla base della promessa di un fax, è quanto risulta dal verbale di Polizia della Volante Monforte  Bis 4° Turno.
4. Si ignorano le evidenze ? Pare di sì, nessuno può ragionevolmente credere alla bufala della «nipote di Mubarak» ma pare che la PM Fiorillo sia l'unica a non piegarsi all'inganno : «Con la Questura ebbi un alterco. Nipote di Mubarak? E io sono Nefertiti, risposi » E poi ancora : «Dopo le loro insistenze ho aggiunto: se è proprio così, che facciano mandare una conferma scritta dall' ambasciata egiziana».
5. Si commette qualche leggerezza di troppo ? Pare di sì, nel maggio scorso sia la Nicole che la Ruby sono già sotto la lente degli investigatori per via di certe indagini legate al mondo della prostituzione.


La morale della favola è che quasi tutti fanno finta di nulla, forse si spera che la faccenda non si venga a risapere tant'è che nessuno informa il PM dei minori circa la telefonata del Premier, forse si crede di poter fornire una versione edulcorata della vicenda in modo da arginare eventuali indagini, in pratica non si ha il coraggio di contrastare un abuso di potere e si forzano regole e disposizioni pur di accontentare il Premier.


P.S. La presente ricostruzione della vera notte di Ruby non tiene conto degli elementi emersi negli ultimi giorni ma si basa esclusivamente sulle testimonianze rese pubbliche da varie fonti di stampa nel corso delle settimane precedenti.

(continua)



relax presidenziale

© Edoardo Baraldi



POLITICA
15 gennaio 2011
La vera notte di Ruby/11 - La verità del PM del Tribunale dei minori

La testimonianza del  PM del Tribunale dei minori,  Annamaria Fiorillo, è documentata da una relazione che offre spunti di notevolissimo interesse per  inquadrare la notte di Ruby nei suoi molteplici aspetti :

"In risposta alla sua richiesta di informazioni riguardo alla minore in oggetto, le comunico che, in veste di pubblico ministero presso questa Procura sono intervenuta nella vicenda che riguarda la ragazza in due occasioni, essendo stata contattata dalle forze di Polizia per mezzo del telefono di servizio durante il turno di reperibilità esterna la prima volta il 27 maggio 2010 e la seconda volta il 18 agosto 2010, come risulta dalla documentazione che allego (1. annotazione Comm.to P.S. Monforte Vittoria 27.5.2010, 2. Relazione di Servizio dell'Ufficio Prevenzione Generale 28.5.2010,3. seguito di annotazione Comm.to P.S. Monforte Vittoria 28.5.2010,4. nota Polfer 18.8.2010)".

"A compendio del contenuto di tali atti, espongo quanto emerge dal mio ricordo. In data 27 maggio u.s. verso le ore 21.00 ricevevo una telefonata da personale del Comm.to P.S. Monforte Vittoria in merito ad un intervento richiesto da una donna (Pasquino Caterina) che affermava di aver riconosciuto nella minore in questione (da lei indicata col soprannome Ruby) l'autrice di un furto commesso ai suoi danni".


"Dagli accertamenti era emerso che la ragazza, poi generalizzata come in oggetto, aveva a carico una denuncia di scomparsa da una comunità di Messina. Nel corso di successive comunicazioni si delineava un quadro alquanto confuso circa le origini e le condizioni di vita della ragazza. Ricordo che mi venne detto che la stessa era 'la figlia di Mubarak' (Presidente d'Egitto) - la qual cosa mi parve poco credibile - e che aveva riferito di essere in Italia per motivi di studio, che si manteneva facendo la danzatrice del ventre e che a Milano era ospite di un'amica brasiliana abitante in Via Villoresi, dove peraltro venne accompagnata dagli operanti".


"Le mie disposizioni furono che la ragazza, essendo priva di documenti, fosse accompagnata in Questura per essere sottoposta ai rilievi dattiloscopici e quindi collocata in idonea struttura di accoglienza. Successivamente, in tarda serata, mi pare intorno alle ore 23.00, ricevevo una telefonata da parte di personale dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Milano".


"L'interlocutrice (si trattava di una donna) mi rappresentava la delicatezza della situazione e opponendomi tutta una serie di difficoltà in ordine al collocamento della minore in comunità, mi prospettava la possibilità di affidare la giovane a un 'Consigliere Ministeriale', persona che si era presentata spontaneamente in Questura dichiarandosi disponibile ad accoglierla in virtù di pregressa conoscenza".

 
"Tutto ciò suscitò in me notevoli perplessità che esternai con chiarezza all'interlocutrice, sottolineando in modo assertivo l'inopportunità di un affidamento a persona estranea alla famiglia senza l'intervento dei Servizi Sociali. In successive telefonate a diversi operanti rimarcai la necessità di acquisire i documenti comprovanti l'identità della ragazza (che la stessa nel frattempo aveva dichiarato di avere lasciato in Sicilia presso la residenza dei genitori) e, all'esito di tali accertamenti, di accompagnarla comunque presso una comunità protetta, eventualmente trattenendola durante la notte presso gli Uffici finchè una tale struttura non fosse stata reperita".
 
"Non ricordo di avere autorizzato l'affidamento della minore EL MAHROUK Karima a MINETTI Nicole. Il secondo intervento in data 18 agosto u.s. fu provocato da un accompagnamento da parte della Polfer Milano Centrale della minore, allontanatasi priva di documenti dalla Comunità di Genova Nervi ove nel frattempo era transitata. In questo caso, sempre a mezzo del telefono del turno, disponevo che, al termine degli accertamenti di rito, Karima venisse riportata nella medesima struttura". 

La Fiorillo spezza dunque la sequenza degli avvenimenti in due grossi tronconi, la linea di demarcazione  viene tracciata da una telefonata che la Fiorillo colloca alle 23 circa, in linea teorica dovrebbe essere la  telefonata riconducibile alla telefonata del Premier, anch’essa da tutti collocata intorno alle 23.

Andiamo per ordine : quanto avviene tra le 18:15 e le 22:25 in effetti non è per niente chiaro. Esiste una annotazione del Comm.to P.S. Monforte-Vittoria in data  27.5.2010 a cui fa riferimento la stessa Fiorillo nella sua relazione al CSM ma non si tratta di un documento pubblico e quindi non se ne conosce il contenuto, il fatto è che nell’arco delle  4 ore che passano tra le 18:15 e le 22:25 accadono cose di cui si sa poco o nulla, la relazione di Maroni non ne fa cenno. Ci sono  almeno 5 punti oscuri :  1. non si sa con certezza se la Ruby quando viene fermata è sola o se è accompagnata dall’amica brasiliana 2. la Katia sostiene che la Ruby va via con un taxi che segue la volante 3. da quanto si evince dalla relazione della Fiorillo, sembra che la Ruby venga ad un certo punto accompagnata a casa per raccogliere i suoi effetti personali ma non si indica chi la accompagna e  né a quale ora  4.  la Fiorillo viene contattata intorno alle 21, come mai così tardi rispetto al fermo ?  5. Ma il punto più controverso dell’intera relazione della Fiorillo è il fatto che la PM colloca la bufala della “nipote di Mubarak”  nell’arco temporale  che segue la prima telefonata  delle 21 e che precede il trasferimento in Questura  e non menziona la bufala tra le cose dette o riferite nelle conversazioni successive alle ore 23, è come se non fosse stato B. il primo a tirare fuori la bufala della parentela di Ruby con Moubarach (sic). Curiosamente la Fiorillo asserisce quanto segue : Ricordo che mi venne detto che la stessa era 'la figlia di Mubarak' (Presidente d'Egitto) - la qual cosa mi parve poco credibile. La figlia di Mubarak ?

Questo punto è veramente curioso, rileggiamo il passaggio per intero: Ricordo che mi venne detto – scrive la Fiorillo nella sua relazione - che la stessa era 'la figlia di Mubarak' (Presidente d'Egitto) - la qual cosa mi parve poco credibile - e che aveva riferito di essere in Italia per motivi di studio, che si manteneva facendo la danzatrice del ventre e che a Milano era ospite di un'amica brasiliana. 

Ma allora è la Ruby a tirare fuori la storiella della parentela con Mubarak mentre è ancora al Commissariato P.S. Monforte-Vittoria  ? E’ una sua invenzione o è stata imbeccata ? Da chi ? Quando ?  Ruby verrà interrogata nei mesi successivi e dichiarerà quanto segue : « Silvio assicurò che mi avrebbe comprato un centro benessere e mi invitò a dire in giro che ero la nipote di Mubarak. Così avrei potuto giustificare le risorse che non mi avrebbe fatto mancare ». E’ una bufala o è plausibile ? E se fosse vero ? Forse la ragazza si è ricordata del consiglio e lo ha messo in opera ? Oppure potrebbe aver chiamato il Premier e quello gli ha dato l’imbeccata sul momento riservandosi di intervenire successivamente ?  Tutto può essere, potrebbe essere un’ipotesi da prendere in considerazione se risultasse una telefonata tra il Premier  e la Ruby prima delle 22:25…Ma davvero la bufala della parentela con Moubarach (sic) esce fuori prima dell famosa telefonata delle 23 ? Sarebbe interessante approfondire questo punto.

Resta comunque il fatto che le disposizioni del PM, a suo dire, sono lapidarie : "Le mie disposizioni furono che la ragazza, essendo priva di documenti, fosse accompagnata in Questura per essere sottoposta ai rilievi dattiloscopici e quindi collocata in idonea struttura di accoglienza”.

Le cose prendono però una piega strana, secondo quanto riferisce il PM, dopo le 23 : “Successivamente, in tarda serata, mi pare intorno alle ore 23.00, ricevevo una telefonata da parte di personale dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Milano".

A questo punto la Fiorillo riferisce sulla telefonata intercorsa con la Dott.ssa Iafrate :  

"L'interlocutrice (si trattava di una donna) mi rappresentava la delicatezza della situazione e opponendomi tutta una serie di difficoltà in ordine al collocamento della minore in comunità, mi prospettava la possibilità di affidare la giovane a un 'Consigliere Ministeriale', persona che si era presentata spontaneamente in Questura dichiarandosi disponibile ad accoglierla in virtù di pregressa conoscenza".
 
"Tutto ciò suscitò in me notevoli perplessità che esternai con chiarezza all'interlocutrice, sottolineando in modo assertivo l'inopportunità di un affidamento a persona estranea alla famiglia senza l'intervento dei Servizi Sociali”.

Secondo il rapporto di Polizia della Volante Monforte  Bis 4° Turno la telefonata tra la PM e la Dott.ssa Iafrate si sarebbe svolta nel modo seguente :  «la dott.ssa Iafrate contattava telefonicamente il pm e raggiungeva il seguente accordo,e cioè bisognava avere la copia di un documento d' identità della minore per poi poterla affidare alla Minetti e lasciarla andare».

La  versione della PM nella sua relazione-esposto è completamente diversa:  

"In successive telefonate a diversi operanti rimarcai la necessità di acquisire i documenti comprovanti l'identità della ragazza (che la stessa nel frattempo aveva dichiarato di avere lasciato in Sicilia presso la residenza dei genitori) e, all'esito di tali accertamenti, di accompagnarla comunque presso una comunità protetta, eventualmente trattenendola durante la notte presso gli Uffici finché una tale struttura non fosse stata reperita".

Tra le due c’è stato un equivoco o si vuol far credere che ci sia stato un equivoco ?  Tutto può essere ma il fatto è che la PM dei minori sostiene di non avere MAI autorizzato l’affidamento della Ruby alla Minetti.

Qualcuno in verità ha trovato ambigua la formula "Non ricordo di avere autorizzato l'affidamento della minore EL MAHROUK Karima a MINETTI Nicole” ma la Fiorillo ha successivamente corretto la formula stessa riconoscendo che per maggior precisione avrebbe dovuto scrivere "Ricordo di non avere autorizzato l'affidamento della minore EL MAHROUK Karima a MINETTI Nicole.”

Resta comunque la domanda già fatta in precedenza : per autorizzare l'affidamento di una minorenne fermata senza documenti, con una denuncia per abbandono di una comunità e accusata di furto è sufficiente un accordo telefonico o è necessario un documento scritto, magari un'autorizzazione del P.M. trasmessa via fax ?

Non solo : c'è ancora un aspetto che non è stato preso nella giusta considerazione se non da Guido Salvini, giudice presso il Tribunale di Milano, il quale, in un intervento su "Il Riformista" del 16 nov mette in dubbio la lealtà della Questura nei confronti della PM :

Il punto cruciale è se la Polizia le abbia o meno comunicato che era intervenuto il presidente del Consiglio in persona raccomandando l’affido. Ognuno ha le sue reazioni ma è logico pensare che se il pm avesse ricevuto tale informazione di certo lo ricorderebbe e, in tempi di scandali ripetuti, avrebbe avvisato subito il suo capo, preteso due righe di fax e si sarebbe fiondata in Questura. È quindi probabile, induttivamente, che molto le sia stato taciuto.  È una riflessione che porta pensare che un difetto di lealtà da parte della Polizia vi sia davvero stato.

Perché nessuno ha avvertito il PM dei minori dell'intervento del Premier ?





rubacuori

© Edoardo Baraldi

Caso Ruby, Berlusconi indagato
Il Cavaliere è accusato di concussione e sfruttamento della prostituzione minorile


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