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Sondaggi e riflessioni


Partiamo dall'ultimo sondaggo di Crespi che pare essere abbastanza realistico :

« Quattro elettori su dieci, ed è una cifra record, non sanno cosa votare o se votare. Si tratta di piu' di 15 punti percentuali in piu' rispetto allo scorso giugno, in cui il dato degli indecisi era il 25,8%.
Questo ci pare il dato piu' rilevante emerso dalla rilevazione di questa settimana, ed all'interno di questo contesto fanno segnare ancora una flessione sia il PDL che scende al 28,5%, sia il PD che scende al 24,2%.
Torna a crescere la nascente formazione di Fini al 7,6%, sui suoi valori massimi, ma soprattutto sfonda la Lega Nord che va verso il 15%, attestandosi al 13,5%. Bene La Destra di Storace al 3%, stabili invece l'UDC di Casini al 6% e l'MPA all'1%.
Cresce il Movimento 5Stelle di Beppe Grillo al 3,4% e che ha visto raddoppiati i suoi consensi nell'ultimo mese. Rimane stabile verso l'alto Sinistra Ecologia e Libertà di Vendola al 4% ».

Manca il dato IDV ma il dato che riguarda FLI ( Crespi adesso lavora per loro ) è confermato da Mannheimer .

I numeri di Piepoli sembrano meno attendibili :

« Il sondaggio rileva le intenzioni di voto degli italiani dal quale emerge che il Popolo della Liberta' in un anno e' passato dal 38% al 32% (dal Pdl e' uscito il grippo di Fli). La Lega Nord e' passata dal 10% dell'ottobre 2009 all'11% del 27 settembre 2010. Futuro e liberta' e' attestato al 3,5% (rispetto al 5% di agosto 2010), l'Udc e' stabile al 7%, ed e' stabile anche il Pd al 26,5%, mentre l'Idv passa dal 7,5% dell'anno scorso al 5,5%. Sinistra e liberta' e i partiti di sinistra passano dal 6% alla somma di 5% (Sel) e 3% (altri) ».

L'unico dato certo che emerge dal confronto dei sondaggi è che al momento PDL + Lega sono in grado di rivincere senza FLI.

Questo secondo me vuol dire che non saranno quelli di FLI a staccare la spina perché in un quadro politico in rapida evoluzione potrebbero perdere quel potere di contrattazione che al momento invece hanno,  le posizioni di FLI e MPA sulla riforma della legge elettorale sono infatti strumentali, servono principalmente come arma di ricatto nei confronti di B. e della Lega, di fatto potrebbero determinare un effetto perverso : compattare di nuovo il centro-destra, oggi con un vertice lampo di solo mezz'ora, si è deciso di proseguire in Parlamento con l'attuale assetto delle commissioni parlamentari, ci stiamo per infilare in un cul de sac.

Repubblica riferisce la posizione di Bocchino, capogruppo di Futuro e LIbertà :
« Se si fanno i vertici si risolvono i problemi. Quando lo chiedevamo ci rispondevano con le risatine ». Riguardo al lodo Alfano costituzionale l'esponente finiano ribadisce la disponibilita' di Futuro e liberta', mentre sull'eventuale riforma della legge elettorale spiega: « Siamo pronti a discuterne, su questo punto non c'e' vincolo di maggioranza. L'importante per noi è che la nuova legge indichi chiaramente il candidato premier, le alleanze e riconsegni al cittadino la possibilita' di scegliere l'eletto ».
In pratica basterebbe reintrodurre le preferenze ed è fatta.

Domanda : e se fosse B. , nell'ambito di un mega accordo con FLI, a prendere in mano la questione della riforma elettorale ? Visto che tutta la nostra iniziativa politica è centrata sull'ipotesi di poter mettere in crisi B. con l'ipotesi di un governo di transizione per  riformare della legge elettorale, come ci dovremmo comportare se B. ci prendesse in contropiede ? Ritorniamo nelle catacombe ?

Mi pare che nessuno stia prendendo nella dovuta considerazione il fatto che B. ha ancora il pallino in mano e potrebbe addirittura uscirsene con un coup de theatre : mollare la Lega e fare un Berlusconi bis con FLI, le forze centriste e i moderati del PD secondo l'ipotesi fatta da Bocchino poco più di un mese fa.

I termini del mega-accordo ? Un doppio passo : prima B. sul Colle e Fini a Palazzo Chigi e poi Fini sul Colle e Casini a Palazzo Chigi. La posta in gioco ? Da una parte un salvacondotto per B. ma questo non sarebbe un problema dal momento che Fini e Casini si sono mostrati disponibili a trovare una soluzione, dall'altra le poltrone e l'eredità del centro-destra per Fini e per Casini, per loro il gioco potrebbe valere la candela. Si tratta solo di capire quali potrebbero essere i moderati del PD.

Proviamo ad immaginare altri scenari,
proviamo a giocare al "Piccolo Chimico" :

Ritengo che il PDL possa avere attualmente uno zoccolo duro tra il 28 e il 30% , i voti glieli ha mangiati Fini, la Lega e l'astensionismo, la Lega dovrebbe attestarsi stabilmente intorno al 12%, a mio avviso PDL + Lega valgono adesso un 40% abbondante, possono vincere senza FLI

A sinistra il PD dovrebbe essere attualmente attestato su un 25% reale ma lo "zoccolo duro" è al 20% perché il gioco delle alleanze avrà un peso molto importante nei prossimi mesi, rischiamo di andare al centro per prendere 1 voto mentre ne perdiamo 2 a sinistra.

Se noi ora fossimo effettivamente attestati su un 25% e se considerassimo realisticamente che IDV+SEL potrebbero valere un bel 10% sicuro, potremmo salire al 35% con la speranza di guadagnare ancora qualche altro punto cammin facendo ma saremmo comunque sotto all'accoppiata PDL+Lega ( che può contare anche su un 3% attribuito alla Destra di Storace ). Se Grillo fosse della partita, anche la sinistra potrebbe attestarsi su un 40% ma Grillo si è furbescamente tirato fuori dai giochi.

Casini e Rutelli potrebbero valere un 7% ed in linea teorica potrebbero essere decisivi ma se per prendere quel 7% perdessimo il 3% per strada ?
Saremmo punto a capo, sconfitta elettorale + alleanza sbagliata = crisi nera.

E allora ? Ecco che scappa fuori l'idea Luca Cordero :

L'ipotesi è la seguente : si potrebbe correre il rischio di toccare il fondo del barile con un 20%  tagliando l'ala sinistra e correndo senza IDV e SEL, il partito perderebbe voti ma non si dividerebbe sui veti incrociati tra Casini e di Pietro , con un Terzo Polo che con Montezemolo potrebbe veleggiare verso un altro 20% ci potrebbe essere una possibilità concreta di battere B.
L'assunto di fondo è che la presenza di Luca Cordero potrebbe destabilizzare il fronte del centrodestra , gli elettori delusi del centrodestra che vedrebbero in lui, ma non in Fini, un'alternativa credibile a B. , potrebbero farsi attirare dalla sirena del Terzo Polo.
Questa sarebbe una soluzione gradita a Confindustria ( per LORO B. non è più un interlocutore affidabile e hanno bisogno di NOI per tenere a bada la piazza ) e all'establishment economico-finanziario.

Ma una mossa del genere verrebbe compresa ed accettata dal NOSTRO elettorato di riferimento ?

Il NOSTRO elettorato di riferimento potrebbe comprendere l'ipotesi di un CLN, un' Allenza per la Democrazia di TUTTI contro B. e la Lega, questo è un rospo che in molti sarebbero disposti ad ingoiare pur di sbarazzarsi di B. e della masnada che lo accompagna ma un'alleanza con il Terzo Polo tagliando l'ala sinistra del fronte verrebbe interpretata come l'ennesima mossa strampalata fatta per occupare poltrone perchè in effetti la domanda sorge spontanea : su quali basi andremmo a concludere un'alleanza del genere ? Per fare cosa ? Per battere B. ? Va bene, ma dopo ?

Ci stiamo decisamente infilando in un imbuto : prima la riforma della legge elettorale e ora l
'ipotesi Luca Cordero, il centro-destra tenderà a ricompattarsi, ricordiamoci che B. è capace di farsi concavo o convesso , va attaccato su tutti i fronti altrimenti sarà sempre in grado di prendere le contromisure.

Tutto lascia pensare che in questa fase non convenga impegnarsi troppo nel gioco del "Piccolo Chimico"  , se il PD e la sinistra sembrano perdere consensi nel momento di massima crisi di B. e del centrodestra vuol dire che alla base c'è un problema di immagine che a sua volta riflette un messaggio politico debole e non comprensibile.
Visto che il PD in particolare e la sinistra in generale risultano sempre  e comunque minoritari dal punto di vista elettorale e che il gioco delle alleanze resta pieno di incognite e di effetti imprevedibili, sarebbe molto più proficuo tentare di recuperare terreno nei sondaggi proprio attraverso un chiarimento ed un rafforzamento della linea politica.
Qualunque ipotesi tattica risulterà di difficile gestione ed inefficace sul piano politico se il PD e la sinistra rimarranno in una posizione di minorità. Se poi consideriamo che
la legislatura potrebbe seguire il suo corso e che un altro dato emerge chiaramente da tutti i sondaggi ovvero che il gap tra il PD e il PDL è minore rispetto al gap ipotizzabile tra le varie ipotesi di coalizione da contrapporre a PDL + Lega,  a maggior ragione recuperare terreno sul piano del consenso e della considerazione dovrebbe diventare un obbiettivo prioritario per poi affrontare la questione delle alleanze e la formazione di un eventuale Nuovo Ulivo su basi più solide.

Come fare? Articolando l'iniziativa politica su più livelli attraverso :

1. una proposta politica immediata ovvero dimissioni di B. per manifesta incapacità e governo tecnico-istituzionale sostenuto da una sorta di CLN per arginare la gravità della crisi

2. il consolidamento della linea programmatica con le "primarie delle idee" perché senza un programma codificato e senza proposte chiare e concrete non ci saranno armi per la battaglia politica

3. il rafforzamento della ruolo politico per gestire le eventuali alleanze. Sotto questo profilo potrebbe essere utile la formazione di una squadra di punta con le figure più qualificate del partito e del centrosinistra per poi determinare il leader dell'eventuale coalizione in base all'evoluzione del quadro politico. Riassumendo : ci vuole lo spartito, poi un'orchestra che lo sappia leggere e poi ci vuole un solista che lo sappia interpretare alla perfezione.

4. un  progetto-Paese per le giovani generazioni ed il futuro del Paese, battere B. è il minore dei nostri problemi, quello che veramente dobbiamo fare è uscire dalla palude del berlusconismo e rinnovare questo Paese da cima a fondo.


Pubblicato il 6/10/2010 alle 17.28 nella rubrica diario.

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