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Le elezioni non sono vicine

Le elezioni non sono vicine, forse non ci saranno nemmeno in primavera per i seguenti motivi :

1. tra maggio e giugno 2011 circa 570 parlamentari matureranno il diritto al vitalizio, prima di tale scadenza è difficile che ci sia una vera crisi.

2. dopo un eventuale scioglimento delle Camere, le elezioni non possono svolgersi subito, ci sono dei tempi tecnici, si creerebbe un vuoto di potere che nessuno si può permettere in questo momento, la speculazione internazionale si scatenerebbe contro la Borsa di Milano e i titoli di Stato

3. con il Porcellum chi vince alla Camera non è detto che vinca anche al Senato e l'astensionismo potrebbe diventare una variabile dagli effetti imprevedibili, nuove elezioni potrebbero complicare ulteriormente il quadro politico

4. Silvio ha le sue pendenze, se ci fosse solo il processo Mills in ballo potrebbe persino rischiare di muoversi senza scudo ma gli scheletri nell'armadio sono una legione e le procure che lo tengono d'occhio sono troppe, per ora non può scoprirsi

5. per il momento la Lega ha bisogno di sostenere B. perché in uno scenario diverso rischia di rimanere isolata nei suoi feudi come lo era una volta il MSI

6. Fini ha attualmente una forza contrattuale spropositata rispetto al suo probabile peso elettorale, per lui non è ancora giunto il momento di contare i voti

7. Casini e Rutelli gigioneggiano per saltare sulla giostra che più gli conviene, avrebbero la carta Montezuma ma ancora non la possono usare, Montezuma entrerà in gioco solo se è sicuro di vincere

8. il PD non ha interesse ad andare a nuove elezioni, almeno per il momento, troppe tensioni interne, troppe  incertezze sulle alleanze, il rischio di riperdere è grande

In realtà solo Vendola, Di Pietro e Grillo hanno interesse ad andare a elezioni anticipate, hanno solo da guadagnarci, in visibilità e voti.

Se le elezioni non sono vicine, allora domani che succede ?

Difficile a dirsi ma di sicuro accadrà che :

1. Silvio si consulterà in continuazione con Niccolò e Angiolino per sapere come butta la situazione dal punto di vista giudiziario

2. il mattinale dei Servizi sarà considerato con la massima attenzione per sapere cosa bolle in pentola a Caltanisetta e Firenze e per sapere se da qualche parte potrebbero saltare fuori foto, filmatini strani o altre cose ancora

3. poi Silvio si sentirà con Gianni e con il fedele Fedele. Fedele, fedele come sempre, gli dirà di non fare caz***, ci sono le aziende  e ripeterà la ricetta «Concentrarsi sulla politica e inventarsi una grande giocata per smarcarsi, come Maradona»

Lo scenario più probabile è il seguente : Silvio cercherà di fare una dribbling da urlo per fare un B. bis. In verità lui un B. bis lo farebbe anche subito ma ci sono problemi con gli ex-colonnelli, con alcuni ministri da trombare ( sia detto senza malizia ) e con la Lega.

Salvo imprevisti, dopo un tira e molla infinito, alla fine il B. bis si farà, la testa di Feltri cadrà e il delfinato di Fini inizierà. Un salvacondotto per Silvio sarà la conditio sine qua non per sigillare il patto.

Se invece la capriola non dovesse riuscire, allora è più che probabile che si vada al governo tecnico ma si tratterà di un passaggio delicatissimo perché almeno in apparenza nessuno ha ancora capito bene quello che il governo tecnico dovrebbe o potrebbe fare.
A meno che Massimo il Pessimo non abbia fatto dietro le quinte un patto dei suoi con qualcuno, magari un patto dei turtlén  o un patto del certosino e che quello che vediamo e vedremo in questi giorni non sia altro che un copione recitato ad arte.

Pubblicato il 8/11/2010 alle 1.8 nella rubrica diario.

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