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L'unica maniera per realizzare i propri sogni è svegliarsi

Il post che segue nasce dall’esigenza di approfondire una discussione nata su PDnetwork : al momento si tratta di un work in progress, il tentativo è quello di inquadrare lo stato delle cose e indicare una prospettiva politica per uscire dalla crisi.

Un battaglia politica vincente non può che essere la risultante di una convergenza tra iniziativa politica e proposte programmatiche : la prima deve cogliere i caratteri del quadro politico in cui opera, le seconde devono dare all’iniziativa politica uno slancio tale da consentire il raggiungimento di obbiettivi tattici importanti, in politica si gioca per vincere, altre opzioni non sono consentite. Ma iniziativa politica e proposte programmatiche da sole non possono essere sufficienti per una battaglia politica vincente, servono anche un partito e un gruppo dirigente all’altezza della situazione.

Per sviluppare il discorso partiamo proprio da quest’ultima necessità, quella relativa al gruppo dirigente, ovvero dalla necessità di affidare  e far gestire l’iniziativa politica ad un gruppo dirigente all’altezza della situazione.  E’ ormai improcrastinabile l’esigenza di introdurre una conventio ad excludendum per  “rottamare” in via definitiva i molti personaggi  che in tutti questi anni hanno avuto le loro occasioni ma non le hanno sapute sfruttare e che tuttora condizionano in modo negativo la vita del partito e  l’elaborazione della linea politica. Sussistono delle perplessità, è inutile negarlo, anche riguardo a Bersani : una bella fetta  della discussione sul leader del centro-sinistra nasce chiaramente dalle perplessità che nel tempo si sono accumulate sulla figura di Bersani, perplessità presenti all’interno del PD, tra i commentatori politici e nell’opinione pubblica. Si potrebbe aggiungere che se si andasse alla formazione di un Nuovo Ulivo, sarebbe del tutto normale considerare il Segretario del partito più importante della coalizione come il leader naturale della coalizione ma questa considerazione, per molti commentatori e per molti motivi,  al momento non è per niente scontata.

Ora, il dubbio che a questo punto  dovremmo sciogliere è il seguente : le perplessità che riguardano Bersani sono relative alla persona nel senso che il Segretario non viene ritenuto in grado di portare avanti una linea e un programma già definiti  o comunque da definire  oppure  le perplessità che riguardano il Segretario sono soprattutto il riflesso di una linea politica traballante e di un programma evanescente ?

A suo tempo mi sono dichiarato favorevole all’ipotesi del cosiddetto  «doppio cerchio»  pur sottolineando la mancanza di un programma politico vero e proprio in grado di sostenerne lo schema tattico e in seguito, a metà gennaio, mi sono dichiarato favorevole all’ipotesi di invertire l’ordine dei fattori e di partire prima dal programma per arrivare alle alleanze proprio perché mi sembrava che con questa inversione fosse possibile colmare il vuoto programmatico purtroppo presente nello schema tattico del «doppio cerchio» . La situazione adesso però è cambiata e riguardo all’iniziativa politica, in un commento pubblicato su PDnetwork,  ho già sottolineato quelli che a mio parere sono stati i due errori tattici maturati in questi ultimi giorni ovvero l’apertura alla Lega e la richiesta di elezioni anticipate. Rivolgendomi direttamente al Segretario ho scritto che :

1.       con l'apertura di credito che hai fatto alla Lega con l'intenzione di scompaginare il fronte avverso, hai consegnato a Bossi un jolly potentissimo che lui userà invece per condizionare e pilotare SB a comodo suo. La mia opinione è che nonostante certi fremiti della base, la Lega non si staccherà da SB per molti motivi, il primo dei quali è che la Lega è interessata all'eredità politico-elettorale di SB e quindi non ha interesse a rompere con SB, ha interesse a metterlo sotto tutela : «Berlusconi si riposi, ci pensiamo noi».

2. chiedere le dimissioni di SB è sacrosanto ma chiedere le elezioni anticipate è sbagliato perché il quadro politico è troppo ingarbugliato : la peculiarità dei fattori in gioco e le incertezze del Terzo Polo tenderanno a creare una polarizzazione degli schieramenti e anche l'improbabile proposta di una Santa Alleanza non farebbe altro che ricompattare il centro-destra e rendere incerto l'esito del voto, soprattutto se SB fosse nelle condizioni di ripresentarsi ancora come leader.

Valutando complessivamente la situazione, il vero problema sembra proprio essere questo : l’iniziativa politica è continuamente traballante, insicura nelle sue configurazioni e non porta a risultati visibili. Non è visibile nemmeno il disegno di un programma agile e pragmatico. L’ipotesi della Santa Alleanza è tramontata, la formazione di un Nuovo Ulivo è in alto mare, ammesso e non concesso che sia possibile aprire sotto qualche forma una fase costituente non si vedono progetti già consolidati sui quali imbastire una discussione e/o una trattativa, anche la questione della legge elettorale che per alcuni mesi sembrava essere una sorta di cavallo di Troia per abbattere SB è finita nel dimenticatoio,  i punti di un ipotetico programma di Governo sono appena accennati e non sarebbero comunque idonei per affrontare la gravità della crisi e i nodi problematici che soffocano il sistema-Paese,  si chiedono le dimissioni di SB ma paradossalmente SB sembra aumentare le proprie capacità di resistenza,  almeno per il momento…insomma, l’impressione è che le incertezze dell’iniziativa politica e la mancanza di un programma chiaro per segnare un’identità compongano un tutt’uno con le perplessità che si riverberano sul Segretario e su tutto il gruppo dirigente. Che fare ?

(continua)

Pubblicato il 21/2/2011 alle 10.30 nella rubrica diario.

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